Spalletti, il rispetto perduto e la fiducia Juve: "Carnevali perfetto. Chi pensa che io arretri…"

L'allenatore bianconero ha analizzato il momento alla vigilia della sfida contro il Napoli dell'ex Allegri
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Pubblicato il 31.10.2026, 17:48 (Aggiornato il 31.10.2026, 18:04)

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Una vigilia particolare in casa Juve perché in questi giorni, soprattutto dopo il ko col Genoa, la società ha deciso di portare tutta la squadra in ritiro in vista della sfida col Napoli. Una decisione per fare gruppo, confrontarsi, parlare e far uscire le cose che non stanno funzionando per rientrare al più presto nei binari. Un momento difficile, complicato, anche a livello psicologico oltre che di atteggiamento ma all'Allianz Stadium i bianconeri devono dare risposte. Proprio Spalletti ha analizzato la situazione nella consueta conferenza stampa, facendo chiarezza sulla scelta di stare tutti insieme in vista del big match contro gli azzurri, sulle parole di Carnevali e sullo stato d'animo della squadra, indicando la via da seguire.

Spalletti, conferenza Juve-Napoli

"Cosa auguro alla Juve per il compleanno (domani 1 novembre ndr)? Che vada a raccogliere le cose che i tifosi meritano. C'è solo una strada per vincere le partite: avere più voglia degli altri" - così Spalletti ha iniziato la conferenza stampa. Sui possibili cambi tattici: "Abbiamo bisogno di avere una squadra equilibrata. La partita sarà difficilissima. Non ci sarà un pezzo di campo da temere o un altro dove risolvere la situazione, non ci sarà tempo per individuare lo spazio dove vincere la partita, non ci sarà tempo per le riunioni di squadra. Dovremo avere un equilibrio dinamico.

 

 

Qualche cambio avanti? Anche chi non giocherà dall'inizio, avrà la possibilità di essere nelle partita. Ci sarà chi sarà pronto anche a subentrare". Poi ha continuato: "Allegri ha detto che il gruppo sarà ferito e arrabbiato? Prima di tutto mi farebbe avere Max vicino in panchina (deve scontare un altro turno di squalifica ndr) e dopo la partita sicuro andrò a cercarlo per abbracciarlo perché è un grande amico e allenatore. Serve qualcosa di infrangibile dal punto di vista della testa. I muscoli possono subire qualcosa, alla testa non gli è permesso, perché è sempre da lì che si ricreano i presupposti per ribaltare qualsiasi momento di sport e di vita".