Pagina 2 | “Complimenti Chivu”, Allegri schiva la frecciata e spoilera il futuro: “Lo dice la mia storia”

Milan in campo a Verona a caccia di 3 punti Champions. Un appuntamento a cui i rossoneri si presentano con i segni dell'inaspettato crollo di San Siro contro l'Udinese, preceduto dal ko con il Napoli, che rischia di sabotare l'obiettivo minimo stagionale nonostante un secondo posto mantenuto per grossa parte del campionato. A fare il punto sulla trasferta al Bentegodi è ora Max Allegri, la cui agenda riporta poi la sfida interna contro la sua ex Juve - in programma domenica 26 - che ritroverà dopo il desolante 0-0 dell'andata. Dall'altra parte del campo c'è ora la formazione di Paolo Sammarco, la cui classifica concede sempre meno margini di speranza con 18 punti che valgono il penultimo posto e un ritardo 9 lunghezze dalla salvezza. Queste le parole dell'ex tecnico bianconero, che ha anzitutto risposte sulle ultime due sconfitte di campionato che hanno congelato la classifica a quota 63 punti contro i 66 del Napoli, i 60 della Juve, a sua volta davanti a Como (uscito sconfitto dal Mapei Stadium) e Roma con 58 e 57 punti: "Veniamo da due sconfitte e tra partite nelle ultime quattro in cui non abbiamo segnato - ha dichiarato in conferenza stampa - . È una partita importante per tornare alla vittoria. Il Verona è ancora molto vivo, ha contropiedisti e fisicità. Servirà una partita di squadra, affrontando il momento in totale serenità e facendo le cose in maniera ordinata. Mancano sei partite alla fine della stagione e domani è una partita importante per il nostro obiettivo. Serviranno totale serenità, compattezza e grande ordine".

Allegri: "Qui sono passati in tanti"

"Il mio elogio di Gabbia? Mi fa molto piacere, ma questo punto ci siamo arrivati tutti insieme. Sono i giocatori che fanno vincere le partite, io li faccio perdere ogni tanto. La società ci è stata vicina, Furlani ieri ha pranzato con noi. Noi abbiamo l'obiettivo lì, ma serve fare un passettino alla volta. I ragazzi hanno bisogno di serenità e di rimettersi a fare con ordine quello che hanno sempre fatto: 24 partite senza perdere vogliono dire che la squadra ha valori tecnici e morali. Abbiamo un vantaggio sulle altre. I fischi a Leao? I fischi gli sono serviti: forse ha capito che nella vita non tutte le cose vanno sempre per il meglio. Per la prima volta è stato fischiato e credo avrà una bella reazione: ha avuto una buona settimana di allenamento. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare e faranno gol importanti. Il futuro? Questo non lo so. Io so solo che tutte le energie e le forze devono andare sull'obiettivo finale. Sopra tutto e tutti c'è sempre il Milan. Qui sono passati in tanti, ma sopra c'è sempre il club e tutti dobbiamo lavorare per il club. La società in estate ha lavorato molto bene, abbiamo anche giocatori straordinari, va rinforzata la base. Ma per rinforzare la base bisogna arrivare in Champions. Prima si arriva in Champions, poi si programma il futuro".

Allegri: "Futuro? I club sono come aziende"

"Il Como? Primo bisogna vincere. Due, ieri il Como non ha vinto ma ci sono Juventus a tre punti e Roma a sei punti. 63 punti non bastano per entrare in Champions: domani affrontiamo la partita di Verona, una volta fatta quella penseremo alla Juventus e poi al Sassuolo. Il mio futuro? In queste settimane, tutti parlano, tranne i miei amici che sono a Livorno. Ogni anno si arriva in questo periodo a dire questo va di là, quello va di lì. Quello che conta è il risultato finale. Gli unici che non parlano sono i miei amici che stanno a Livorno. Ma è normale. Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo. Nel calcio può succedere di tutto, anche nelle partite".

"Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l'obiettivo è chiaro. Ripeto, la mia storia di allenatore parli chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. Per me tanti cambiamenti non sono stati nel mio DNA. Mi piace lavorare in un club che è un'azienda, che va gestita come tale: va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno: bisogna programmare analizzare, vedere gli errori che sono stati fatti e continuare".

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Allegri: "Ci siamo fatti delle domande"

"Una società di calcio deve essere competitiva e sostenibile, ma tutto, tutto, ruota attorno al risultato. È semplice. Se fai risultato, la società diventa più forte. La forza di una società è nel riconoscere e lavorare sui propri limiti. Se uno riconosce questo, può ottenere dei risultati migliori. In Champions le semifinaliste sono da 20 anni quelle col fatturato più alto. Se non ci puoi arrivare con questo, in società devi essere compatto a lavorare sui limiti, perché è su quello che puoi lavorare per farli diventare un punto di forza. Come abbiamo fatto noi sul campo per 24 partite. Sono incontri, come ci sono stati in sede anche due giorni fa, in cui uno parla dell'annata e su cosa è andato e cosa no. Poi verranno messi sul tavolo quando raggiungeremo l'obiettivo, che potrebbe essere raggiunto anche all'ultima giornata. Importante vincere ma se non dovesse succedere non è che non entriamo in Champions... Poi a pranzo si discute sulla situazione ed è normale che dopo 3 sconfitte in 4 partite, ci facciamo delle domande. I ragazzi hanno fatto una buona settimana e in questi momenti potresti perdere delle certezze acquisite ma non deve succedere. Furlani e Scaroni sul mio futuro? L'ho detto anche prima: la mia storia di allenatore dice che sono stato tra MIlano e Torino e sono molto contento".

Allegri: "Chivu? Complimenti"

"Il primo step è arrivare in Champions, poi si può programmare il futuro. Ad un certo punto tutti sognavamo di competere con l'Inter, ma senza perdere di vista l'obiettivo. Io sono legato al Milan e di solito quando siamo partiti a inizio stagione, bisognava pensare già alla prossima: una volta che è stata costruita la squadra di quest'anno, già è partita la costruzione dell'anno dopo. Però bisogna arrivare in Champions. Non bisogna guardare tre mesi avanti, ma due anni. Goretzka e Lewandowski occasioni? Al mercato ci pensa la società, io do delle indicazioni sulle caratteristiche dei giocatori. Do delle direttive sulla costruzione delle squadre. Io credo che il Milan abbia un'ottima rosa, sono molto contento. Ma ora puntiamo le energie su domani a Verona. La battuta di Chivu? Devo fargli i complimenti, ha fatto un ottimo lavoro ed è vicino all'obiettivo: vincere lo Scudetto al primo anno è motivo d'orgoglio. Champions o scudetto? Dipende dalla situazione e dal contesto. È normale che l'Inter avesse l'obiettivo dello Scudetto, l'anno scorso l'ha perso per un punto. Noi, se dovessimo entrare in Champions, l'anno prossimo dovremmo alzare l'asticella".

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Allegri: "Ci siamo fatti delle domande"

"Una società di calcio deve essere competitiva e sostenibile, ma tutto, tutto, ruota attorno al risultato. È semplice. Se fai risultato, la società diventa più forte. La forza di una società è nel riconoscere e lavorare sui propri limiti. Se uno riconosce questo, può ottenere dei risultati migliori. In Champions le semifinaliste sono da 20 anni quelle col fatturato più alto. Se non ci puoi arrivare con questo, in società devi essere compatto a lavorare sui limiti, perché è su quello che puoi lavorare per farli diventare un punto di forza. Come abbiamo fatto noi sul campo per 24 partite. Sono incontri, come ci sono stati in sede anche due giorni fa, in cui uno parla dell'annata e su cosa è andato e cosa no. Poi verranno messi sul tavolo quando raggiungeremo l'obiettivo, che potrebbe essere raggiunto anche all'ultima giornata. Importante vincere ma se non dovesse succedere non è che non entriamo in Champions... Poi a pranzo si discute sulla situazione ed è normale che dopo 3 sconfitte in 4 partite, ci facciamo delle domande. I ragazzi hanno fatto una buona settimana e in questi momenti potresti perdere delle certezze acquisite ma non deve succedere. Furlani e Scaroni sul mio futuro? L'ho detto anche prima: la mia storia di allenatore dice che sono stato tra MIlano e Torino e sono molto contento".

Allegri: "Chivu? Complimenti"

"Il primo step è arrivare in Champions, poi si può programmare il futuro. Ad un certo punto tutti sognavamo di competere con l'Inter, ma senza perdere di vista l'obiettivo. Io sono legato al Milan e di solito quando siamo partiti a inizio stagione, bisognava pensare già alla prossima: una volta che è stata costruita la squadra di quest'anno, già è partita la costruzione dell'anno dopo. Però bisogna arrivare in Champions. Non bisogna guardare tre mesi avanti, ma due anni. Goretzka e Lewandowski occasioni? Al mercato ci pensa la società, io do delle indicazioni sulle caratteristiche dei giocatori. Do delle direttive sulla costruzione delle squadre. Io credo che il Milan abbia un'ottima rosa, sono molto contento. Ma ora puntiamo le energie su domani a Verona. La battuta di Chivu? Devo fargli i complimenti, ha fatto un ottimo lavoro ed è vicino all'obiettivo: vincere lo Scudetto al primo anno è motivo d'orgoglio. Champions o scudetto? Dipende dalla situazione e dal contesto. È normale che l'Inter avesse l'obiettivo dello Scudetto, l'anno scorso l'ha perso per un punto. Noi, se dovessimo entrare in Champions, l'anno prossimo dovremmo alzare l'asticella".

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