MILANO - Il Milan sta sfogliando il catalogo degli allenatori disponibili - o no - per la panchina della prossima stagione. Licenziato Allegri, pensato, senza poter stringere, a Xabi Alonso e Maresca, il club rossonero nelle vesti di Ibrahimovic, Calvelli e il proprietario Gerry Cardinale (prima presente, ora in collegamento), sta ora cercando di trovare il profilo giusto. Doveva e sembrava essere Andoni Iraola, ma il basco dopo l’addio al Bournemouth ha messo in stand-by l’offerta rossonera, preferendo proseguire in Premier col Crystal Palace. Manca ancora l’ufficialità perché Iraola nel frattempo sta ragionando anche sulla proposta del Bayer Leverkusen - dunque potrebbe non esserci un fantomatico scoglio familiare a frenare lo spagnolo verso l’Italia - e in cuor suo forse aspettare di capire se il Liverpool proseguirà con Slot o cambierà idea. Una risposta, comunque, dovrebbe arrivare a ore.
Rivoluzione Milan: Cardinale cambia tutto ma senza accordi definiti
Il Milan, però, non si è fermato a Iraola, i tecnici valutati sono tanti, quelli contattati pure. Non c’è nessuno però ancora designato. Il che sorprende pensando a quanto deciso repentinamente lunedì da Cardinale che ha cacciato tutti - scelta non per forza da condannare visto il fallimentare quinto posto ottenuto da Allegri con Furlani, Tare e Moncada in dirigenza con un disgraziato finale di stagione -, senza però avere in mano l’accordo con nessuno. E se si può capire per quanto concerne l’allenatore - se Allegri fosse arrivato in Champions probabilmente sarebbe rimasto -, meno per quanto concerne ad e ds, visto che da settimane, se non mesi, si parlava dell’addio di Tare e di un Furlani in bilico. Insomma, va bene la rivoluzione, ma forse andava preparata meglio e in anticipo. Adesso il Milan deve rincorrere, rischia di prendere terze-quarte scelte o andare in contro a compromessi che potrebbero già complicare la stagione.
Rangnick al Milan: richieste, autonomia e possibili nuovi allenatori
Per esempio Cardinale con le sue decisioni ha scelto - ha fatto intendere... - di voler prendere in mano il Milan in prima persona, ma insieme a Ibrahimovic martedì hanno incontrato Ralf Rangnick a Vienna e l’attuale ct dell’Austria - impegnato almeno fino a fine giugno al Mondiale - per accettare la posizione di direttore dell’area tecnica che gli è stata offerta, ha replicato chiedendo massima autonomia. Sarebbe lui a indicare il ds, l’allenatore, si porterebbe dietro almeno una decina di collaboratori (osservatori e non solo) e vorrebbe gestire anche il settore giovanile, area che Ibrahimovic dal 2024 ha messo sotto la sua ala con l’inserimento del dirigente statunitense Kirovski come direttore. Il Milan, Cardinale e Ibrahimovic, accetteranno questa richiesta? Rangnick aspetta una risposta prima di volare negli Stati Uniti. Con lui alla guida, sarebbero alte le quotazioni del 38enne tedesco Matthias Jaissle, ex allenatore del Salisburgo, oggi tecnico dell'Al-Ahli vincitrice delle ultime due Champions asiatica. Jaissle è un'emanazione di Rangnick, così come Oliver Glasner, fresco di vittoria della Conference League con il Crystal Palace, libero e nel mirino del solito Bayer Leverkusen. Jaissle e Glasner - più di Adi Hutter -, con Rangnick all'area tecnica sarebbero i favoriti per la panchina.
Pochettino, Xavi e Italiano: le alternative del Milan per la panchina
Se invece Cardinale e Ibrahimovic dovessero non assecondare le richieste del ct dell'Austria, allora bisognerebbe virare su altri profili. Ci sono stati incontri e contatti con Pochettino, ct degli Stati Uniti, dunque pure lui impegnato al Mondiale. E' un candidato serio, nel caso il ds con lui potrebbe essere Ramon Planes (in uscita dall’Al-Ittihad). Restano sullo sfondo gli ex compagni di Ibrahimovic Xavi, Thiago Motta e Van Bommel, mentre potrebbe essere un'opzione a sorpresa Vincenzo Italiano. L'ormai ex allenatore del Bologna era però la prima scelta di Furlani per il post-Allegri: Cardinale e Ibrahimovic davvero punterebbero per il tecnico che voleva il "reietto" Furlani? L'ovvia risposta sarebbe no, ma in questo momento della storia rossonera non bisogna sorprendersi davvero di nulla...
