Pagina 2 | Lavezzi: "Il segreto di Messi e la verità sull'Inter. Allegri al Napoli? È un vincente, quella pallonata..."

A vederlo involarsi palla al piede allo Stirpe il tempo sembra non essersi fermato. Anche a 41 anni Ezequiel Lavezzi non smette di incantare. Dribbling e accelerazioni da funambolo con tanto di tunnel ai malcapitati difensori avversari, oltre a diversi gol spettacolari. Il Pocho è stata la stella più brillante della notte “Live The Dream” a Frosinone: «Ringrazio Paolo Parrillo e Alessio Dezi per l’invito. Sono contento di aver partecipato a una serata del genere: anche perché il ricavato andava in beneficenza. In più in questo evento c’era la possibilità di far giocare i tifosi e la gente comune insieme a noi. Ci siamo divertiti».

Il ricordo più bello a Napoli

A vederla in campo non si direbbe che ha smesso da ben 7 anni: un Lavezzi così farebbe ancora comodo a tante squadre… «(ride, ndr). Ormai ho smesso, però è stato bello giocare qui così come l’altra sera al Maradona. Ogni volta che torno in Italia vengo travolto dall’affetto della gente. Per me hanno un amore incredibile e voglio ringraziarli. È una cosa che mi rende orgoglioso e fa molto piacere: vuol dire che ho fatto bene nel campionato italiano e ho lasciato un bel ricordo». Soprattutto a Napoli che lei ha contribuito a riportare in alto. «Ho vissuto anni bellissimi al Napoli: anche dall’Argentina lo seguo sempre. Ci tengo e voglio tanto bene alla squadra: il legame con la città rimane molto forte». Come giudica la stagione appena conclusa? «Il Napoli ha aperto ed è ancora dentro un ciclo vincente. Hanno conquistato il campionato meritatamente l’anno scorso e in questa stagione sono finiti secondi nonostante i tanti infortuni, vincendo comunque la Supercoppa. Il club negli ultimi anni è cresciuto davvero tanto». Qual è il ricordo più bello della sue stagioni in azzurro? «Scelgo la vittoria della Coppa Italia a Roma, 2-0 contro la Juve. Il Napoli non vinceva da tanto tempo e c’era un’attesa pazzesca per quella partita: quel successo è stato un’emozione incredibile».

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"Allegri farà bene"

Adesso sulla panchina del Napoli è in arrivo quel Max Allegri, che ai suoi tempi era vostro rivale. Che effetto le fa ritrovarlo in azzurro? «Allegri è un grandissimo allenatore. Sono convinto che farà bene al Napoli. Max è un vincente e sa come arrivare al successo. La pallonata che gli tirai in un Napoli-Cagliari? Cose di campo quando c’è tensione, ma finì subito lì. Tra noi c’è sempre stato rispetto». Lei è stato un talento sublime: uno di quelli che con le sue giocate faceva innamorare i tifosi. C’è oggi un giocatore che ama vedere? «Mi piace tanto Kvaratskhelia. Dribbling simili ai miei? Non mi piacciono i paragoni. In comune abbiamo però lo stesso percorso tra Napoli e Parigi». Proprio lei fu uno dei primi top player acquistati dal Psg: si aspettava che potessero diventare i più forti d’Europa? «L’obiettivo del presidente è sempre stato quello e finalmente ci sono riusciti. Sono la squadra migliore in questo momento e hanno vinto due Champions. Al Psg sono stato molto bene e sono davvero contento per loro». Vedremo in futuro anche lei in panchina come tanti suoi ex colleghi? «Direi di no. Non mi piace il mestiere dell’allenatore. Al momento non sto facendo nulla nel calcio, ma resta il mio mondo».

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Mondiale e talenti: consigli del Pocho

In Italia sta brillando un giovane talento argentino: Nico Paz. Può diventare un campione? «Nico sta facendo molto bene a Como. Non è mai facile per un ragazzo così giovane imporsi in Serie A e giocare nella propria nazionale: lui ci sta riuscendo e pure molto bene. Può diventare davvero un grande giocatore, glielo auguro». A proposito di stelle argentine. Cos’ha di speciale di Leo Messi che sembra aver trovato l’elisir di lunga giovinezza… «È un fuoriclasse in campo, ma è ancor più grande e speciale come persona. Quella è la sua vera forza. È un uomo eccezionale e un vero amico. Gli voglio molto bene e spero possa vincere un altro Mondiale». La Coppa del Mondo persa in finale nel 2014 contro la Germania resta il rimpianto della sua carriera? «Ci siamo andati molto vicini e resto orgoglioso del percorso che abbiamo fatto. In pochi possono dire di aver giocato un finale del Mondiale da protagonisti». Giovedì inizia il Mondiale. L’Albiceleste può fare il bis? «L’Argentina ha un gruppo fantastico e tanti campioni: forse Francia e Spagna stanno meglio di noi e arrivano al top in questo momento, ma ce la giocheremo».

Il Napoli segue Zeballos del Boca: ce lo presenta? «È un esterno molto forte, anche se ha avuto un po’ di lesioni e infortuni. Mi piace. Salta l’uomo facilmente e oggi ci sono pochi elementi così. È veloce e ha un bel dribbling. Lo vedrei bene a Napoli». Un talento argentino che consiglierebbe agli azzurri o alle squadre di Serie A? «Dico Thiago Almada. Ha colpi straordinari». A proposito di gioiellini: nel Napoli ci sono Antonio Vergara e Alisson Santos con movenze alla Lavezzi. Le piacciono? «Stanno crescendo bene. Sono due ragazzi forti e di qualità. Possono diventare dei grandi giocatori». Infine una curiosità: per anni si è parlato talmente tanto di Lavezzi all’Inter che quella trattativa è diventata un meme. Cosa c’era di vero? «Mi volevano sia prima di andare al Psg che dopo, ma alla fine non si è concretizzata».

 

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"Allegri farà bene"

Adesso sulla panchina del Napoli è in arrivo quel Max Allegri, che ai suoi tempi era vostro rivale. Che effetto le fa ritrovarlo in azzurro? «Allegri è un grandissimo allenatore. Sono convinto che farà bene al Napoli. Max è un vincente e sa come arrivare al successo. La pallonata che gli tirai in un Napoli-Cagliari? Cose di campo quando c’è tensione, ma finì subito lì. Tra noi c’è sempre stato rispetto». Lei è stato un talento sublime: uno di quelli che con le sue giocate faceva innamorare i tifosi. C’è oggi un giocatore che ama vedere? «Mi piace tanto Kvaratskhelia. Dribbling simili ai miei? Non mi piacciono i paragoni. In comune abbiamo però lo stesso percorso tra Napoli e Parigi». Proprio lei fu uno dei primi top player acquistati dal Psg: si aspettava che potessero diventare i più forti d’Europa? «L’obiettivo del presidente è sempre stato quello e finalmente ci sono riusciti. Sono la squadra migliore in questo momento e hanno vinto due Champions. Al Psg sono stato molto bene e sono davvero contento per loro». Vedremo in futuro anche lei in panchina come tanti suoi ex colleghi? «Direi di no. Non mi piace il mestiere dell’allenatore. Al momento non sto facendo nulla nel calcio, ma resta il mio mondo».

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