Marquez firma la 100ª di Dall’Igna

A Motegi il campione del mondo conquista la 5ª doppietta GP-Sprint: è festa Ducati. Il progettista taglia il traguardo di vittorie con le sue creazioni: "Sono felice e orgoglioso". Martin ora a soli 2 punti

Mathias Cantarini Mathias Cantarini

Pubblicato il 05.10.2026, 13:15

5 min

Un anno dopo la conquista del suo 9º titolo mondiale, Marc Marquez ha lasciato Motegi con una doppietta che lo riporta a -2 dal leader iridato Jorge Martin. Una vittoria che – dopo le difficoltà dell’Austria – rimette il ducatista in scia al connazionale sulla Aprilia. Che potesse essere una domenica nella quale Marc avrebbe confermato la propria supremazia sulla pista giapponese (5 vittorie e 7 podi, tra cui l’ultimo podio con la Honda nel 2023), lo si è capito dal momento in cui lo spagnolo si è concesso di fare delle flessioni in griglia a pochi istanti dal via della gara. «Dal momento in cui facciamo riscaldamento prima della gara a quando si parte passa molto tempo, così ho deciso di attivare il mio corpo pochi minuti prima del via» ha spiegato dopo la gara. Con quella di Motegi, Marc ha conquistato la sua quinta doppietta Sprint-GP, la terza nelle ultime quattro gare e il suo sesto successo domenicale: «Sono contento di aver conquistato ancora 37 punti, fin dal venerdì avevo visto che era possibile riuscirci e, alla fine, era quello che avevo in mente».

Michelin, il ritmo di gara e la lotta a tre per il titolo MotoGP

Dopo i problemi avuti da Pecco Bagnaia e Martin nella Sprint, Michelin ha deciso di ritirare la soluzione morbida, con la Direzione Gara che ha deciso di allungare di 10’ il warmup per consentire a tutti i piloti di provare la gomma dura portata dalla Casa francese per il nuovo asfalto della pista di Motegi. «Sarebbe andata bene anche per il time attack – ha ammesso Marc –. Normalmente le gomme con l’altra carcassa hanno migliori prestazioni, è stata una grande sorpresa per tutti». La gara è stata 37” più veloce di quella dello scorso anno con il ducatista che passato al comando ha imposto il proprio ritmo alla gara e gestito il vantaggio sui rivali Martin e Bezzecchi. «Con l’esperienza ho capito che non serve vincere con un vantaggio di 4”, basta anche un decimo, o un millesimo. È meglio farlo con un secondo e, quando sono a mio agio, cerco di essere sempre intorno a quel limite. Potrei spingere tutti i giri, ma non serve». Il successo davanti alle Aprilia ha riavvicinato Marc a Jorge in classifica ma, secondo il ducatista, anche Bez non è tagliato fuori dalla corsa al titolo: «È una lotta a tre: Bezzecchi è assolutamente dentro la sfida e Jorge è in un ottimo stato di forma. Stiamo lottando contro le due Aprilia: mancano sei GP, ancora tantissimo, però le distanze stanno cominciando ad aumentare».

Ducati MotoGP, 100 vittorie con Dall'Igna e il podio di Bezzecchi

Quella di Motegi è stata la vittoria numero 100 per Gigi Dall’Igna a capo del progetto Ducati MotoGP. Dal GP Austria 2016, il primo successo della Ducati dell’ingegnere veneto firmato da Andrea Iannone, le Desmosedici GP hanno conquistato 100 dei 203 GP disputati in queste dieci stagioni. «Per noi è stata chiaramente una “golden era” e sarà difficile ripetersi» ha ammesso Dall’Igna. «Sono felice e orgoglioso, 100 vittorie però vuol dire anche che sono vecchio e questo è il rovescio della medaglia – ha scherzato –. La prima vittoria in Austria è quella che ricordo con più importanza. La mia moto preferita? Quella del 2015: è quella che ci fece avvicinare di più al primo successo, anche se la GP22 che ha dato il primo titolo piloti a Pecco è molto speciale». Nel finale di gara, a impensierire Bezzecchi per il 3º posto è stato Enea Bastianini. Una sfida tutta riminese con il pilota KTM Tech3 che a suon di giri record si è riportato nella scia dell’ufficiale Aprilia: «Stavo facendo i miei giri migliori, ma ogni volta che passavo sul traguardo dalla tabella vedevo che Enea aveva guadagnato tre decimi. È stato bestiale» ha ammesso a fine gara Bez. Ottavo posto per Pecco – seconda Ducati al traguardo – un risultato lontano dal successo di dodici mesi fa, ma che nel momento di difficoltà fa morale.

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