“Stanchezza? Sto sul presente, è bellissimo tornare a Roma dopo l’anno scorso che ero stato fuori per mesi. Sono super contento di essere qua. So di aver recuperato durante l’ultimo torneo, il fisico lo sento abbastanza bene. Ho trascorso tre giorni tutti liberi, niente tennis e allenamenti, ho giocato a golf e a calcio. Ora ho due giorni per preparare questo torneo, era la cosa più giusta in questo momento, vediamo come reagisco in campo. Ovviamente cerco di essere pronto per Parigi”. Così Jannik Sinner, in conferenza stampa al suo primo arrivo al Foro Italico, in vista del debutto previsto sabato sera. Sull’assenza a Roma per infortunio di Carlos Alcaraz “è stato sfortunato e se fosse qui la situazione sarebbe diversa. Da parte mia sono contento di quello che sto facendo ma si parte sempre da zero e vediamo come va. Cambia poco essere uno, due o tre al mondo. Carlos ha delle qualità incredibili che nessuno ha in questo momento, ha picchi altissimi ed è quasi impossibile stargli dietro, io sono un giocatore molto costante e cerco di stare lì mentalmente su tutti i i punti e sto cercando di dare il massimo”.
Sinner: "Punto ad essere più forte della giornata prima"
"Se mi diverto meno di altri? Sto facendo di tutto per migliorare e cerco sempre di essere un pelino più forte della giornata prima, questa è stata la mia determinazione e così ho impostato la mia vita. Poi ci sono dei momenti in cui faccio quello che mi va di fare ma il mio divertimento lo faccio vedere un po' meno, non sapete come mi diverto, perché alla fine sono d'accordo che si vive una volta sola, ho 24 anni e devo anche divertirmi. Ognuno è diverso. In questi due giorni ho giocato a golf e calcio, altri si divertono in un altro modo, in questi giorni era giusto riposare per essere pronto a questo torneo", ha aggiunto Jannik in vista di quello che sarà il suo debutto a Roma, previsto tra venerdì e sabato contro Ofner e Michelsen. E sulla durata dei tornei: "Forse a tutti i giocatori piace più un torneo di una settimana, il torneo passa più velocemente. Ma la durata dei tornei non la possiamo cambiare, inutile spendere energie su questa questione. Nei tornei di due settimane se hai un giorno libero ti devi allenare, ed è un bene e al tempo stesso un male, a volte ti stanchi di più mentalmente nei giorni liberi".
"Difficile lasciare la mia famiglia da piccolo. Ora..."
Il numero uno al mondo ha parlato anche delle difficoltà riscontrate agli inizi della sua carriera: “E’ stato difficile lasciare la mia famiglia da piccolo“, riflette Sinner, “so comunque che mi supportano in ogni decisione, così come anche i miei amici, che non ho visto per molto tempo. Ho comunque ancora alcuni amici che mi conoscono bene sin da quando ero giovane e non ero nessuno. Quelle sono le amicizie migliori. Allo stesso tempo ho dovuto adattarmi a un nuovo stile di vita. Non ero mai stato prima in palestra e non giocavo più di tot volte a settimana. In quel periodo tutto è cambiato. Ma credo sia stato fondamentale per me, anche per la crescita della mia persona, oltre che del giocatore. Sicuramente sognavo di giocare nei migliori palcoscenici al mondo. Sono stato fortunato di capitare in quella struttura, dove ho conosciuto molte persone e nella quale ho vissuto con una famiglia con la quale sono ancora in contatto. E’ stata un’esperienza incredibile.