Sinner: "Prize money? Siamo stati zitti per tanto tempo..."
"Siamo in un momento in cui maschi e femmine sono uniti, i soldi sono solo una conseguenza. E' una questione di rispetto che gli slam ci devono portare, anche perché senza di noi il torneo non ci sarebbe". Lo ha detto il n.1 del mondo, Jannik Sinner, nella conferenza stampa agli Internazionali, tornando sulla polemica dei prize money negli slam nei confronti dei giocatori. "E' importante, siamo stati zitti per tanto tempo ed è giusto parlarne - ha aggiunto -. Dietro le quinte stiamo facendo un buon lavoro. Noi non chiediamo il 50% dei ricavi del torneo, ci mancherebbe, ma prendiamo troppo poco. E' un discorso che non facciamo solo per i top ten uomini o donne, ma per tutti". Sinner ha poi concluso: "Credo che anche noi giocatori siamo un po' delusi dall'esito del Roland Garros, per esempio. Quindi ora vediamo cosa succederà. Credo che nelle prossime due settimane sapremo anche il montepremi di Wimbledon, speriamo davvero sia più alto. Quindi capisco che i giocatori parlino di boicottaggio, perché da qualche parte dobbiamo iniziare. Ormai è passato molto tempo. Poi vedremo cosa succederà in futuro".
"Diamo molto più di quello che riceviamo"
“Prima di tutto penso che i tornei del Grande Slam siano i migliori e i più importanti del nostro calendario. Credo che, anche risalendo ai tempi passati, alle generazioni precedenti, possiamo parlare solo del circuito maschile, dato che lo conosco bene. Si tratta di oltre 15 anni fa. Ora tocca alla nostra generazione e lo sarà anche per le generazioni future. Si tratta soprattutto di rispetto perché penso che diamo molto di più di quello che riceviamo. Non vale solo per i migliori giocatori, ma per tutti noi. Penso che i primi 10 uomini e le prime 10 donne abbiano scritto una lettera. Non è bello che dopo un anno non siamo nemmeno vicini a raggiungere ciò che vorremmo”, ha aggiunto Sinner sulla questione del prize money.