La stagione del Real Madrid non è stata certamente tra le più positive nella sua storia, ma a far infuriare Florentino Perez sono state soprattutto le voci sul suo conto e sulla società. Il presidente dei Blancos ha indetto una conferenza stampa dove ha parlato a fiume e ha trattato diversi argomenti: dal caso Negreira alla lite tra Valverde-Tchouameni fino ad arrivare alla nuova elezione del consiglio direttivo. Le sue parole sono state fortissime: "Non mi dimetto. Da qui dovranno cacciarmi a colpi di pistola".
Florentino Perez: "Situazione assurda contro il Real Madrid"
Florentino Perez ha iniziato così la sua conferenza: "Si è creata una situazione assurda contro il Real Madrid e contro di me. Non si può vincere sempre, ma evidentemente qualcuno non lo accetta. Questa situazione viene sfruttata per colpirmi personalmente. Ho chiesto alla commissione elettorale di avviare la procedura per indire le elezioni del consiglio direttivo, alle quali il nostro consiglio direttivo si candiderà". Poi sulle voci delle condizioni di salute: "Dicono che sono malato, che ho una malattia terminale. Se davvero avessi un cancro, sarei ricoverato in un centro oncologico e la notizia sarebbe ovunque nel mondo. Non è vero nulla, ma questa voce è cresciuta in maniera assurda. Voglio tranquillizzare chi si è preoccupato per me: continuo a guidare il club e la mia azienda, che fattura 50 miliardi di euro all’anno. La mia salute è perfetta".

La stagione difficile
Sul momento difficile della squadra: "Condivido la frustrazione, perché quest'anno non siamo riusciti a vincere nulla. Ma devo dirvi e dimostrarvi che con me come presidente abbiamo vinto 37 titoli nel calcio e 29 nel basket, tra cui sette Champions League. Voglio rivolgermi a coloro che stanno dietro a questa campagna, che agiscono nell'ombra. Che si candidino alle elezioni, ora ne hanno l'opportunità; io mi candiderò per difendere gli interessi del Real Madrid. Io stanco? Mi accusano di essere stanco. Mi avete visto così? Dirigo una delle aziende più importanti al mondo, con 170 mila dipendenti e 50 miliardi di fatturato. Il pubblico può fischiare se il Madrid gioca male. Ma esiste un movimento che spinge la gente a fischiare sistematicamente i giocatori. È come fischiare i propri figli. Alcuni sono influenzati da gruppi e ultras che cercano di condizionare l’ambiente. I soci del Real Madrid non devono criticare i giocatori né fischiarli, devono sostenerli. Mi dispiace vedere fischiare un giocatore per un errore: non siamo al circo romano. Ci sono gli ultras, che non torneranno mai più: li abbiamo eliminati e sono stato ringraziato in tutto il mondo. Abbiamo anche espulso 1.600 soci coinvolti nella rivendita dei biglietti".