TORINO - «Siamo felici?», chiedeva speranzoso Jules Winnfield a Vincent Vega, in quel di Pulp Fiction, una volta aperta la valigetta che, di lì a poco, avrebbero consegnato al boss mafioso, Marsellus Wallace. Ed è probabile che i dirigenti dell’Atletico Madrid, a fronte della prima pec ufficiale della Juventus per il cartellino di Sorloth, si siano posti il medesimo quesito. La risposta è “no”. Nulla di preoccupante o che possa minare i rapporti tra i due club: è il gioco delle parti tra chi spara alto e chi esordisce con offerte al ribasso utili - perlopiù - a rompere il ghiaccio. Nel caso di Sorloth, la proposta recapitata ieri dai bianconeri ai Colchoneros si avvicinava intorno ai 25 milioni di euro. Cifra incompatibile, almeno per il momento, con le pretese del club spagnolo, che ne vorrebbe almeno 35, per poter concedersi il lusso di segnare a bilancio una plusvalenza. Per quanto esile (si parla di 3 milioni…). Ma la notizia è che le parti, finalmente, hanno smesso di mandarsi messaggini crittografati. O comunque di interloquire tramite intermediari.
