Il calcio è in bilico, un pallone che rimbalza sul cornicione. Nessuno riesce veramente a capire quale sia la portata dell’inchiesta della Procura di Milano, chi possa esserne coinvolto e con quali prove. È un clima sospeso, creato da un avviso di garanzia che lascia socchiuso il sipario a un’altra Calciopoli, perché «arbitri graditi» scelti per l’Inter (e quelli sgraditi «schermati») sono battute forti, ma senza l’attore che le pronuncia sono poco incisive. Ma in questa sospensione c’è chi coglie leggerezza, come il Consiglio Federale di ieri a Roma, dove c’è chi parla di «bolla di sapone» e più che preoccupato, è avvelenato per la tempistica degli avvisi di garanzia che, in piena campagna elettorale, sembrano un assist (e di quelli pennellati) per il commissariamento.
Attese e divisioni nel mondo del calcio e degli arbitri
Insomma, il calcio italiano aspetta che qualcosa succeda e si aspetta cose diverse. Per esempio nel mondo arbitrale, da dove tutto è scaturito, si attendono sviluppi clamorosi con conseguenze pesanti. E non lo credono solo nel mondo arbitrale, perché molti spiegano che la Procura di Milano non può essersi mossa solo per far scoppiare una bolla di sapone. Dall’altra parte, però, c’è una nutrita schiera di addetti ai lavori che, al di là, delle ferocia vendicativa che regna da sempre nella cerchia degli arbitri, ci vede molto poco. E il fatto che proprio la Procura di cui sopra abbia fatto sapere che i dirigenti dell’inter (quindi l’Inter) non sono indagati, spegne un po’ i riflettori di chi girava il remake del film di Calciopoli. Qualcuno, fra i due partiti, si sbaglia, ma è presto per capire quale. Forse giovedì, quando in teoria Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale “avvisato” per il reato di frode sportiva, dovrebbe comparire davanti al pubblico ministero Ascione, titolare dell’inchiesta. è molto probabile, però, che non si presenti, com’è suo diritto. Magari aspetta che il pm scopra più carte e vuole evitare di servirgliene lui.
