Inter-Verona altra partita indagata: VAR e AVAR interrogati. E Schenone va in Procura!

L'inchiesta di Milano sulla frode sportiva va avanti: emergono altri dettagli relativi ai mesi precedenti

Se da una parte l'Inter ha festeggiato in piazza Duomo la vittoria dello Scudetto, dall'altra i tifosi nerazzurri continuano a temere i possibili risvolti dell'inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano. I pm, infatti, vogliono ascoltare Giorgio Schenone, club referee manager del club, che al momento non è indagato ma è stato convocato in Procura nei prossimi giorni. Schenone è un ex arbitro che ora gestisce i rapporti tra il club nerazzurro e il mondo arbitrale, e per questo, secondo l'ipotesi dei pm, potrebbe rivelare maggiori informazioni sull'indagine in corso.

"Non lo voglio più vedere"

Tra le intercettazioni a Rocchi e Gervasoni, i due capi degli arbitri indagati che si sono autosospesi nelle ultime settimane, si cita un certo "Giorgio", che stando all'ipotesi della Procura di Milano sarebbe proprio Schenone.

Secondo il pm Maurizio Ascione, quest'ultimo avrebbe fatto pressioni, dirette o indirette, sulle designazioni arbitrali, indicando arbitri non graditi (Doveri) e graditi (Colombo). Nelle intercettazioni, infatti, si può sentire: "Non lo vogliono più vedere". Da qui la scelta di Rocchi di far arbitrale a Doveri la semifinale di Coppa Italia contro la Roma, così che non potesse in caso arbitrare la finale, e la sfida contro il Bologna del 20 aprile 2025 a Colombo.

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Ombre sui club referee manager

I club referee manager come Schenone sarebbero sulla carta delle figure normalissime, punto di incontro tra dirigenza ed arbitri. In diverse occasioni, però, i contatti sono stati eccessivi e la Procura di Milano sospetta che abbiamo influenzato le designazioni. E non è la prima volta che se ne parla. Nel 2023 da Josè Mourinho al termine di un Monza-Roma aveva detto: "Non abbiamo la forza che hanno altre società di dire 'questo arbitro non lo vogliamo', ci sono squadre che lo fanno. Lo sappiamo tutti. Ci sono squadre che dicono 'io questo non lo voglio'. Noi non abbiamo la forza". 

I prossimi punti dell'indagine

Nei prossimi giorni Schenone, che era guardalinee quando Rocchi arbitrava, verrà quindi ascoltato dal pubblico ministero, ma bisognerà capire se soltanto come persona informata dei fatti o se verrà iscritto nella lista degli indagati. Ma non sarà l'unico a essere convocato. La Procura, infatti, vuole ascoltare anche i racconti degli altri "club referee manager", e in particolar modo quelli che sono stati arbitri di Serie A. Ma l'impressione è che le indagini siano tutt'altro che terminate. In alcune intercettazioni Rocchi parla con dei dirigenti di club di Serie A. Discorsi che, stando alle regole, l'ex designatore arbitrale non avrebbe potuto avere. 

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Var, altri accertamenti

Ci saranno poi ulteriori accertamenti anche sul centro Var di Lissone, per chiarire la tesi difensiva di Gervasoni sulle presunte "bussate". Secondo l'ex designatore Var, indagato per delle presunte irregolarità in un Salernitana-Modena. Stando al suo legale, però, Gervasoni al tempo si occupava soltanto degli arbitri di Serie A, che a Lissone sono in un edificio completamente diverso da quello di Serie B. Per questo sarebbe stato impossibile per lui influenzare con le famose "bussate" la partita in questione. I pm vogliono quindi controllare l'effettiva distanza tra i due stabili, per capire se fosse stato possibile passare da uno all'altro in tempo.

Inchiesta sul sistema arbitrale: la convocazione di Schenone

Nei mesi scorsi sono già stati sentiti gli arbitri Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, tra gli indagati nell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, che ipotizza il concorso in frode sportiva. I due, impegnati come assistenti al Var, risultano coinvolti per la gara Inter-Verona del 6 gennaio 2024. Secondo quanto emerso, il pm Maurizio Ascione, titolare del fascicolo, quando l’indagine non era ancora riservata, ha convocato Nasca nel suo ruolo di Var proprio per quella partita. In quell’occasione era stata esaminata una decisione riguardante una presunta gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni, rimasta senza sanzione. Nella stessa sala Var era presente anche Di Vuolo, con funzione di avar. Nei prossimi giorni il magistrato proseguirà con gli accertamenti e, salvo cambiamenti, potrebbe convocare Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, come persona informata sui fatti. Nell’inchiesta compare anche il designatore degli arbitri di Serie A e B Gianluca Rocchi, insieme ad altri tecnici legati alla gestione del Var. Giovedì scorso, inoltre, è stato interrogato a lungo Andrea Gervasoni, che ha negato ogni accusa fornendo la propria versione dei fatti.

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Se da una parte l'Inter ha festeggiato in piazza Duomo la vittoria dello Scudetto, dall'altra i tifosi nerazzurri continuano a temere i possibili risvolti dell'inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano. I pm, infatti, vogliono ascoltare Giorgio Schenone, club referee manager del club, che al momento non è indagato ma è stato convocato in Procura nei prossimi giorni. Schenone è un ex arbitro che ora gestisce i rapporti tra il club nerazzurro e il mondo arbitrale, e per questo, secondo l'ipotesi dei pm, potrebbe rivelare maggiori informazioni sull'indagine in corso.

"Non lo voglio più vedere"

Tra le intercettazioni a Rocchi e Gervasoni, i due capi degli arbitri indagati che si sono autosospesi nelle ultime settimane, si cita un certo "Giorgio", che stando all'ipotesi della Procura di Milano sarebbe proprio Schenone.

Secondo il pm Maurizio Ascione, quest'ultimo avrebbe fatto pressioni, dirette o indirette, sulle designazioni arbitrali, indicando arbitri non graditi (Doveri) e graditi (Colombo). Nelle intercettazioni, infatti, si può sentire: "Non lo vogliono più vedere". Da qui la scelta di Rocchi di far arbitrale a Doveri la semifinale di Coppa Italia contro la Roma, così che non potesse in caso arbitrare la finale, e la sfida contro il Bologna del 20 aprile 2025 a Colombo.

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