A tutto Ausilio. Il dirigente dell'Inter ha parlato a Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan, di diversi argomenti ovviamente partendo dal mercato nerazzurro e le prossime mosse del club. Dall'addio (ormai imminente) di Dumfries fino ai possibili colpi in difesa (Palestra e non solo), ma anche dell'incontro con Lukaku dopo la brutta separazione e altri aneddoti riguardanti il suo periodo in società. Una parentesi l'ha dedicata anche a Icardi-Wanda Nara che negli anni di Spalletti in nerazzurro ha scombussolato l'ambiente con alcune dinamiche mai viste prima e a tanti retroscena come l'arrivo di Gabigol e il caso societario in quegli anni.
Ausilio spiega l'addio di Lukaku
Ausilio ha raccontato anche di essersi rivisto con Lukaku, dopo la burrascosa seprazione con l'Inter tre anni fa: "Con Romelu ci siamo appena rivisti a Monte Carlo. Alcuni amici comuni hanno organizzato un incontro e ci siamo parlati. All'inizio c'è stato un po' di imbarazzo, un po' di freddezza, poi però abbiamo sorriso. Mi ha abbracciato. Io le sue motivazioni le conoscevo e gli ho detto chiaramente quello che pensavo, secondo me ha sbagliato a gestire quella situazione. Poteva avere anche delle motivazioni che dal suo punto di vista erano corrette, forse era deluso per non aver giocato in finale di Champions, forse si era sentito poco considerato. Ma io ero convinto che se ne avessimo parlato, con me e con Simone Inzaghi, avremmo risolto tutto molto rapidamente. Magari oggi sarebbe ancora all'Inter da protagonista, invece ha scelto una strada diversa. A un certo punto è sparito. Mandava video degli allenamenti, si parlava della squadra da costruire. Noi avevamo preso Thuram e lui era contentissimo del suo arrivo, aveva parlato con lui. Poi improvvisamente sparì e lì si capì che qualcosa era cambiato".
"Potevamo prendere Thuram due anni prima"
A proposito di attaccanti, Ausilio ha spiegato anche che l'Inter aveva in pugno Thuram già due anni prima del suo arrivo nel 2023: "Noi eravamo convinti da anni che Thuram fosse il giocatore ideale per il nostro sistema, anche se aveva sempre giocato da esterno. Già qualche anno prima avevamo individuato in lui un attaccante perfetto per noi attraverso un cambio di ruolo. Quando andò via Lukaku avevamo preso Dzeko e c'era Lautaro, insieme a Inzaghi avevamo individuato proprio Thuram come terzo attaccante. Bisognava parlarne con lui e con il padre e spiegargli che avevamo un'idea diversa del suo ruolo, lo vedevamo perfetto per il nostro sistema di gioco.
Era convinto di venire, noi eravamo convinti di prenderlo. Poi, in una partita contro il Leverkusen, in uno scontro con Tah, si lesionò il collaterale. Saltò l'operazione e venne rinviata di due anni, ma forse è arrivato al momento giusto. Quando è arrivato, con Lukaku che non decise di andare avanti con noi, si è ritrovato immediatamente titolare. Ha avuto lo spazio che meritava e ha dimostrato il livello enorme che ha come calciatore".