Il clamorso retroscena su Gabigol: "Dovevamo prendere un Gabriel"
Ausilio ha raccontato anche un grande retroscena sul flop Gabigol: "Era appena iniziata l'era Suning e c'era un via vai di persone. Arrivavano amministratori, avvocati e funzionari. C'erano agenti molto influenti che proponevano giocatori direttamente alla proprietà, feci fatica a fare il mio lavoro come avrei voluto. In realtà avevamo puntato Gabriel Jesus, ma poi ce lo soffiò il Manchester City di Guardiola. A quel punto qualcuno disse: "Ci serve un Gabriel". E così arrivò Gabriel Barbosa. Attenzione: Gabigol in Brasile stava facendo bene e aveva numeri importanti, non era scarso. Ma non era il giocatore che l'area sportiva aveva individuato per migliorare l'Inter in quel momento, non aggiungeva nulla alla nostra rosa che aveva già dei valori". Da De Boer a Inzaghi: "Ci furono condizionamenti sia sul mercato, sia sull'allenatore che non ebbe grande fortuna: Frank de Boer. Poi la situazione cambiò in meglio, tornammo a lavorare in modo più serio e professionale. Arrivò Pioli e con Steven Zhang si cominciò a costruire qualcosa, nella mia testa il vero inizio di questa Inter è nato con Spalletti che ci riportò in Champions League. Grazie a quegli introiti poi con Conte arrivarono i veri investimenti: Hakimi, Barella e Lukaku. Dopo aver vinto lo Scudetto prendemmo Inzaghi".
La plusvalenza di Onana: "Orgogliosi"
Il dirigente ha parlato anche della plusvalenza fatta con Onana, di oltre 50 milioni e al terzo posto nella storia del club: "Di Onana è fiera tutta l'Inter: è arrivato a parametro zero e un anno dopo è stato ceduto per una cifra enorme al Manchester United. Come plusvalenza credo sia una delle più importanti della storia dell'Inter". Poi sull'arrivo di Akanji: "A luglio sembrava inarrivabile, poi ha rotto col Manchester City di Guardiola e lo abbiamo preso a fine mercato. La parte più divertente del mio lavoro è trattare. Bluffo? Fa parte del gioco, non in modo troppo spudorato. Tutti sanno che stiamo cercando un nuovo difensore, ne seguiamo 3 o 4. Tutti si promettono sempre, poi devi essere bravo a chiudere".
Poi ha svelato anche un particolare interessante: "Nella mia carriera ho incontrato soltanto un calciatore che fa tutto da solo senza un agente, lui è sopra la media sotto ogni aspetto dentro e fuori dal campo. Mi riferisco a Mkhitaryan, che resta ancora all'Inter: è davvero di un'altra dimensione. Spero che ritardi il più possibile il ritiro, mi auguro che rimanga nel mondo del calcio quando smetterà di giocare. Ha davvero qualcosa di trasmettere, non ha eguali". Poi l'intervista è terminata con una parentesi su Pio Esposito: "Lui è cresciuto nel nostro settore giovanile, quindi ha il senso dell'appartenenza. Come Dimarco, che ha fatto più fatica ad arrivare in prima squadra e noi siamo stati bravi a non mollarlo mai. Diamo i giusti meriti anche a Inzaghi, che mi ha detto: questo rimane qui con noi, non va più via in prestito e così gli ha cambiato la carriera"