Pagina 2 | Berta, Juventus in pole: quando e come ha colpito il club bianconero

TORINO - Fino al 19 aprile, giorno in cui è fissato il Collegio di garanzia dello sport presso il Coni, le manovre bianconere resteranno congelate, in attesa di conoscere la sentenza sui punti di penalizzazione. Ma questo non significa che il club non si stia guardando attorno per cominciare a porre le basi per il futuro: la società ha cambiato volto da pochi mesi e deve capire quali siano le esigenze prioritarie. La scelta della figura da inserire nell’area sportiva in qualità di ds sarà uno dei passaggi nevralgici, ma anche in questo caso è necessario aspettare: qualora dovessero cadere le inibizioni, la Juventus potrebbe decidere di andare avanti con Federico Cherubini e poi prendere una decisione definitiva più avanti. Ma i sondaggi per la poltrona di direttore sportivo vanno avanti: si era parlato di Frederic Massara, sotto contratto con il Milan fino al 2024, tuttavia quello dell’ex compagno di squadra di Max Allegri ai tempi del Pescara non è l’unico profilo seguito. In questi giorni tra gli addetti ai lavori si parla tanto di Andrea Berta, che sembra in questo momento aver superato nell’ordine di preferenza juventina altri candidati come Tare, Campos e lo stesso Massara.

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Chi è Andrea Berta il ds che piace alla Juve

Ormai istituzione a Madrid sponda Atletico, il dirigente bresciano possiede tre caratteristiche che piacciono al nuovo corso bianconero: mentalità vincente, abitudine a lavorare nell’ottica di un mercato in grado di autosostenersi, capacità di valorizzare i giovani attraverso la struttura del club. il retroscena Aveva colpito molto il suo intervento in registrata (non aveva potuto presenziare per un contrattempo) al Next Gen Day, il convegno sulle seconde squadre tenutosi allo Stadium a fine novembre: «Sono importanti e strategiche - il succo del pensiero di Berta -. In Spagna c’è una grande tradizione sulle seconde squadre, tutti i club professionistici ce l’hanno. Danno la possibilità ai giovani di crescere nelle proprie strutture, senza ricorrere a prestiti dove spesso non c’è l’attenzione ai particolari e supporto emotivo ai giovani. Esistono anche criticità, soprattutto a quei giocatori più vicini alla prima squadra. Devono capire qual è la vera condizione. Richiede tempo accettare questa situazione, hanno bisogno di un aiuto a livello di gestione, una vicinanza da chi lavora intorno alle seconde squadre. Non sono ancora maturi per far parte della prima squadra, ma si può cercare la cessione in una squadra di maggior livello. Non bisogna pensare alla propria immagine, bisogna saper accettare la propria condizione, il proprio ruolo e aiutare i giovani ad entrare tra i professionisti». Una visione condivisa dai bianconeri che aiuta a capire perché Berta intrighi, al netto di quelle che saranno le mosse sulla direzione sportiva nelle prossime settimane. capitano coraggioso Sempre restando all’Atletico, Alvaro Morata, centravanti titolare pure capitano della Spagna impegnata ieri sera con la Norvegia, ha citato i suoi modelli con la fascia al braccio: tra gli altri, Chiellini e Bonucci, a sottolineare nuovamente il suo legame con la Juventus, forte come la voglia di ritornare a Torino.

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Chi è Andrea Berta il ds che piace alla Juve

Ormai istituzione a Madrid sponda Atletico, il dirigente bresciano possiede tre caratteristiche che piacciono al nuovo corso bianconero: mentalità vincente, abitudine a lavorare nell’ottica di un mercato in grado di autosostenersi, capacità di valorizzare i giovani attraverso la struttura del club. il retroscena Aveva colpito molto il suo intervento in registrata (non aveva potuto presenziare per un contrattempo) al Next Gen Day, il convegno sulle seconde squadre tenutosi allo Stadium a fine novembre: «Sono importanti e strategiche - il succo del pensiero di Berta -. In Spagna c’è una grande tradizione sulle seconde squadre, tutti i club professionistici ce l’hanno. Danno la possibilità ai giovani di crescere nelle proprie strutture, senza ricorrere a prestiti dove spesso non c’è l’attenzione ai particolari e supporto emotivo ai giovani. Esistono anche criticità, soprattutto a quei giocatori più vicini alla prima squadra. Devono capire qual è la vera condizione. Richiede tempo accettare questa situazione, hanno bisogno di un aiuto a livello di gestione, una vicinanza da chi lavora intorno alle seconde squadre. Non sono ancora maturi per far parte della prima squadra, ma si può cercare la cessione in una squadra di maggior livello. Non bisogna pensare alla propria immagine, bisogna saper accettare la propria condizione, il proprio ruolo e aiutare i giovani ad entrare tra i professionisti». Una visione condivisa dai bianconeri che aiuta a capire perché Berta intrighi, al netto di quelle che saranno le mosse sulla direzione sportiva nelle prossime settimane. capitano coraggioso Sempre restando all’Atletico, Alvaro Morata, centravanti titolare pure capitano della Spagna impegnata ieri sera con la Norvegia, ha citato i suoi modelli con la fascia al braccio: tra gli altri, Chiellini e Bonucci, a sottolineare nuovamente il suo legame con la Juventus, forte come la voglia di ritornare a Torino.

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