Allegri prepara tre metamorfosi per la Juve: Chiesa, Weah e Iling

Il piano del tecnico bianconero che ora prova a migliorare i giocatori: il lavoro sui singoli è una delle sue attività preferite

E Allegri cosa fa? Lo staff extra large non lo lascia certo senza lavoro, a partire da quello di coordinare tutti fino allo scegliere e far assimilare alla squadra assetto e atteggiamento. Le incombenze delegate però sono comunque tante e gli consentono di dedicarsi anche a una delle sue attività preferite: il lavoro sui singoli.

«Al di là dei risultati - ha spiegato più volte - la mia soddisfazione più grande è il miglioramento di un giocatore». Lavoro improntato ad accrescerne la capacità comprendere le situazioni di gioco per poi scegliere la decisione adeguata, senza affidarsi passivamente a soluzioni mandate a memoria: una insistente lezione di smarcamento a Chiesa nella loro prima stagione insieme, ripresa e circolata in video, ne è un esempio. Lavoro che a volte passa anche da una modifica del ruolo: Vidal spostato da mezzala a trequartista con il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 nella prima stagione bianconera di Allegri; Mandzukic trasformato da centravanti in ala con il varo del 4-2-3-1 “a cinque stelle” del 2016-17, che portò con sé anche l’evoluzione di Pjanic da mezzala-trequartista a centrocampista centrale assieme a Khedira (proseguita poi con il suo impiego da playmaker unico); Cuadrado riportato al ruolo giovanile di terzino in una difesa a quattro nel 2017-18. Esempi che ora potrebbero avere ben tre seguiti.

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Chiesa seconda punta

Il primo è relativo proprio a Federico Chiesa, che Allegri sta staccando dalla linea laterale. Il 3-5-2 varato nella scorsa stagione in assenza sua e di Di Maria si era rivelato problematico al rientro di entrambi e a farne le spese era stato l’azzurro, costretto ad adattarsi da esterno a tutta fascia, ruolo che aveva ricoperto anche alla Fiorentina e che non si poteva certo proporre al trentacinquenne Fideo. Non a caso con l’addio dell’argentino la Juventus non ne ha cercato un sostituto: il posto di seconda punta era già assegnato a Chiesa (mercato permettendo, ma nel suo caso l’ipotesi cessione pare ormai remota). Una trasformazione che da un lato può rendere più complessa la vita dell’azzurro, togliendoli il punto di riferimento della fascia e ampliando il suo ventaglio di scelte, ma per lo stesso motivo una volta imparato a gestire quella maggiore complessità può renderlo più imprevedibile. E può, avvicinandolo alla porta, esaltarne la capacità di calciare con entrambi i piedi.

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Weah a tutta fascia e Iling mezzala

Particolare cura in questi giorni Allegri la sta dedicando a Thimoty Weah, che nella passata stagione era al Lilla era stato trasformato da attaccante a terzino di una difesa a quattro da Paulo Fonseca e che ora sta imparando a fare l’esterno del 3-5-2. Particolare attenzione rivolta sia all’aggressione in avanti e agli inserimenti, sia alla copertura della profondità alle sue spalle e alle scalate sulla linea dei difensori. I primi movimenti citati sembrano funzionare già benone, sui secondi c’è ancora da lavorare, ma proprio disponibilità e applicazione sono tra le doti dello statunitense che hanno colpito di più e questo fa presagire ottimi risultati. Ottimi risultati che non si sono ancora visti in seguito all’accentramento di Iling Junior in posizione di mezzala (l’ottima giocata nell’azione del gol di Vlahovic al Real era in una situazione di contropiede poco legata al ruolo). D’altra parte l’inglese è il più giovane e meno esperto e lo spostamento dalla fascia nel vivo del gioco è il più complesso da metabolizzare e quindi servirà tempo. Allegri ne ha, grazie al suo staff da Nfl.

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E Allegri cosa fa? Lo staff extra large non lo lascia certo senza lavoro, a partire da quello di coordinare tutti fino allo scegliere e far assimilare alla squadra assetto e atteggiamento. Le incombenze delegate però sono comunque tante e gli consentono di dedicarsi anche a una delle sue attività preferite: il lavoro sui singoli.

«Al di là dei risultati - ha spiegato più volte - la mia soddisfazione più grande è il miglioramento di un giocatore». Lavoro improntato ad accrescerne la capacità comprendere le situazioni di gioco per poi scegliere la decisione adeguata, senza affidarsi passivamente a soluzioni mandate a memoria: una insistente lezione di smarcamento a Chiesa nella loro prima stagione insieme, ripresa e circolata in video, ne è un esempio. Lavoro che a volte passa anche da una modifica del ruolo: Vidal spostato da mezzala a trequartista con il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 nella prima stagione bianconera di Allegri; Mandzukic trasformato da centravanti in ala con il varo del 4-2-3-1 “a cinque stelle” del 2016-17, che portò con sé anche l’evoluzione di Pjanic da mezzala-trequartista a centrocampista centrale assieme a Khedira (proseguita poi con il suo impiego da playmaker unico); Cuadrado riportato al ruolo giovanile di terzino in una difesa a quattro nel 2017-18. Esempi che ora potrebbero avere ben tre seguiti.

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