Fagioli, Allegrata in arrivo? La Juve può avere una preziosa alternativa

Il talento classe 2001 provato in un nuovo ruolo. Altri esperimenti: Iling mezzala, Weah avanzato e Kostic da terzino
Fagioli, Allegrata in arrivo? La Juve può avere una preziosa alternativa© Juventus FC via Getty Images

Fuori dai cancelli della Continassa, in bella mostra, campeggia ancora il cartello di “lavori in corso”. Non si cambia anima a una squadra in poche settimane, occorre tempo per assimilare i nuovi concetti e per amalgamarli a quelli già noti. La Juventus delle prime quattro giornate di campionato è creatura profondamente diversa da quella ammirata (si fa per dire…) nelle ultime due stagioni, ma il percorso di trasformazione è ancora distante dall’essere completato. In fase di pressing devono essere perfezionati gli automatismi, nello sviluppo della manovra vanno assecondate al meglio le caratteristiche di volti nuovi come Cambiaso e Weah. E, poi, c’è sempre modo di proporre soluzioni inedite anche con chi frequenta la Continassa da più tempo. Un progetto cui Allegri certo non ha abdicato.

Fagioli, il jolly del centrocampo

La seduta mattutina del doppio allenamento di ieri, quella aperta alla stampa oltre che a un buon numero di tifosi, ha proposto in maniera insistita uno degli scenari che più solleticano il tecnico livornese. Ovvero quello in cui Nicolò Fagioli rappresenta una pedina in grado di occupare tutte le caselle del centrocampo a tre. Mezzala come si è affermato prepotentemente negli ultimi dieci mesi, certo, ma all’occorrenza anche regista davanti alla difesa, posizione che allo stato attuale è orfana di un alter ego di Locatelli. L’ex Cremonese ha tempi di gioco e visione nel proprio bagaglio tecnico, oltre a una predilezione per la verticalità che difetta alla maggior parte dei compagni. Tanto che non sarebbe azzardato pensarlo nel ruolo di metronomo, per scelta o per necessità. In attesa di scoprire le gerarchie nella testa di Allegri di fronte a una defezione di Locatelli, che finora è sempre sceso in campo da titolare, Fagioli esplora nuove mansioni e nuovi compiti. 

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Fagioli, gli esperimenti di Allegri

Nella partitella di ieri in cui al tradizionale 3-5-2 è stato contrapposto un 4-3-3 che ricordasse lo schieramento del Sassuolo, prossimo avversario, il classe 2001 è stato infatti schierato in posizione centrale, con Rabiot e il giovane Maressa ai lati. Non solo. Nelle esercitazioni precedenti alla sfida, Fagioli ha vestito la classica pettorina che – nel confronto a chi realizza più passaggi tra due fazioni – compete a chi può essere coinvolto dall’una come dall’altra squadra. Così da toccare tanti palloni, allenare la velocità di pensiero e costruire più trame possibili. Pettorina, nello specifico, consegnata a due elementi. L’altro? Locatelli, naturalmente. Appunto.

Tutte le soluzioni della Juventus

Ma nell’allenamento andato in scena sotto lo sguardo vigile dei vari Scanavino, Giuntoli e Pessotto, oltre che del ct Spalletti, Allegri si è divertito a mischiare le carte anche al di là di Fagioli. Un po’ per necessità, date le assenze di Chiesa e Vlahovic (in palestra per un differenziato da programma) e anche di Nicolussi Caviglia (leggera distorsione), e un po’ sperimentare soluzioni future. Così nella squadra schierata secondo il 4-3-3 hanno agito Weah e Kostic, ma l’americano nel tridente e il serbo da terzino. Non una novità, infine, vedere Iling impiegato da interno: un’opzione in più se le controanalisi confermassero la sospensione di Pogba.

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Fuori dai cancelli della Continassa, in bella mostra, campeggia ancora il cartello di “lavori in corso”. Non si cambia anima a una squadra in poche settimane, occorre tempo per assimilare i nuovi concetti e per amalgamarli a quelli già noti. La Juventus delle prime quattro giornate di campionato è creatura profondamente diversa da quella ammirata (si fa per dire…) nelle ultime due stagioni, ma il percorso di trasformazione è ancora distante dall’essere completato. In fase di pressing devono essere perfezionati gli automatismi, nello sviluppo della manovra vanno assecondate al meglio le caratteristiche di volti nuovi come Cambiaso e Weah. E, poi, c’è sempre modo di proporre soluzioni inedite anche con chi frequenta la Continassa da più tempo. Un progetto cui Allegri certo non ha abdicato.

Fagioli, il jolly del centrocampo

La seduta mattutina del doppio allenamento di ieri, quella aperta alla stampa oltre che a un buon numero di tifosi, ha proposto in maniera insistita uno degli scenari che più solleticano il tecnico livornese. Ovvero quello in cui Nicolò Fagioli rappresenta una pedina in grado di occupare tutte le caselle del centrocampo a tre. Mezzala come si è affermato prepotentemente negli ultimi dieci mesi, certo, ma all’occorrenza anche regista davanti alla difesa, posizione che allo stato attuale è orfana di un alter ego di Locatelli. L’ex Cremonese ha tempi di gioco e visione nel proprio bagaglio tecnico, oltre a una predilezione per la verticalità che difetta alla maggior parte dei compagni. Tanto che non sarebbe azzardato pensarlo nel ruolo di metronomo, per scelta o per necessità. In attesa di scoprire le gerarchie nella testa di Allegri di fronte a una defezione di Locatelli, che finora è sempre sceso in campo da titolare, Fagioli esplora nuove mansioni e nuovi compiti. 

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