Motta: "Gioca chi merita, 10 a Yildiz una responsabilità. Chiesa? Sono stato chiaro"

Il tecnico bianconero e la sfida alla prima di campionato contro la squadra di Fabregas: parole su McKennie, Vlahovic, Weah e Miretti

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Pubblicato il 18.08.2024, 15:18 (Aggiornato il 18.08.2024, 18:39)

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TORINO - La Juventus chiuderà il programma della prima giornata di campionato ospitando lunedì (ore 20:45) il Como neo-promosso di Cesc Fabregas nel tutto esaurito dell'Allianz Stadium. In attesa di maggiori sviluppi sul fronte mercato i bianconeri si preparano alla prima partita puntando già sui nuovi innesti come Douglas Ruiz e Khepren Thuram con riflettori puntati su Kenan Yildiz fresco di rinnovo e con la numero 10 sulle spalle. Il tecnico della Juve, Thiago Motta, presenta la sfida contro i lariani nella consueta conferenza stampa della vigilia. 

La voglia di iniziare la stagione

"Tanta, non vediamo l’ora di arrivare alla partita di domani e competere con l’avversario e avere all’obiettivo. Vogliamo fare una grande prestazione e arrivare al risultato che vogliamo. Ho scelto seguendo il merito: chi gioca o chi entrerà in campo se l’è meritato, questo ha guidato le mie decisioni"

Situazione McKennie

"McKennie è un giocatore utile e funzionale per le nostre esigenze. Domani abbiamo 19 giocatori per affrontare la partita, possono giocarne solo 11. Stiamo bene, è una buona preparazione. Questa settimana buoni allenamenti e siamo pronti per la partita di domani".

La Juve e il mercato

"Molto tranquillo, stiamo lavorando bene e al massimo per costruire una squadra competitiva. Oggi siamo concentrati sul Como. Tutto il resto vedremo dopo. A voi non piace troppo parlare della partita, anche se domani giochiamo la partita. Siamo concentrati sul fare una bella partita".

Yildiz e la numero 10

"È una responsabilità. Portare un numero storico, ma è un giocatore forte, con personalità e con il lavoro. Ha questa cultura per il lavoro e questo è importante. È da sottolineare e lo trasmette anche agli altri. Al di là della sua età, essendo giovane è cresciuto bene e ha imparato bene. Ha qualità e rispetto per il lavoro".

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