Cambia il trend Juve: la novità di fine mese. L’aumento di capitale non serve

Domani sera a Torino l’andata dello spareggio con il Psv per accedere agli ottavi di finale di Champions e incassare 11 milioni

TORINO - Per amore e per soldi. In ordine rigorosamente alfabetico. Anche perché le priorità, come sempre, variano a seconda dei punti di vista. Per chi è solo tifoso, prima l’amore. Per chi deve anche far quadrare i conti che nelle stagioni precedenti sono stati oggetto di rossi anche accesi, normale che i danari godano della precedenza. Sta di fatto che questi 11 milioni, qualora la Juventus eliminasse il Psv per accedere agli ottavi di finale di Champions (andata domani sera all’Allianz e ritorno il mercoledì della settimana dopo) farebbero comodo per aiutare la quadratura del bilancio. Che in realtà beneficia già di una considerevole inversione di tendenza, frutto di una filosofia cambiata e improntata all’acquisto di giocatori con al massimo 26 anni e quindi potenziali investimenti, con ingaggi sensibilmente più bassi rispetto al recente passato. La novità è data dal fatto che a fine mese, con il CdA previsto per il 27 di febbraio, è atteso il segno del “più”. Dunque cambierà anche la luce sopra la Vecchia Signora, abituata nelle ultime cinque semestrali a registrare passivi.

Juve: la previsione di bilancio fra Champions e sponsor

Una svolta a U rispetto al passato, ricordiamo che il bilancio della scorsa stagione 2023/24 ha fatto registrare un passivo di 200 milioni di euro. Se i risultati in Champions League dovessero essere positivi e oltre al passaggio agli ottavi si registrasse anche quello al turno successivo (i bianconeri dovrebbero vedersela con l’Inter o l’Arsenal a seconda del sorteggio) si potrebbe anche azzardare un bilancio sostanzialmente in pareggio. Sarebbe un risultato clamorosamente positivo se si tiene conto che non si sarà di fatto potuto contare sull’apporto dello sponsor principale, ovvero circa 40 milioni abbondanti in meno rispetto al bilancio precedente, in cui era presente Jeep. In realtà c’è ancora la possibilità di iscrivere nel prossimo bilancio, quello che copre dall’1 luglio 2024 al 30 giugno 2025, una parte della quota di un’eventuale prossima partnership, ma non sposterebbe più di tanto visto che riguarderebbe al massimo 4 mesi. Ma l’ottimismo che si respira nel club juventino in merito ai conti non è dettato solo dal presente, bensì dal futuro.

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© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve Next Gen minera d'oro

Perché il nuovo paradigma scelto dalla proprietà e messo in pratica dalla coppia Scanavino-Giuntoli, consente di avere in portafoglio “azioni” molto più spendibili nel caso del bisogno. Perché se è vero che la Next Gen partorita e voluta fortemente dalla precedente dirigenza (Agnelli-Cherubini nello specifico) si è rivelata una miniera d’oro oltre che una perfetta palestra in cui far crescere i potenziali futuri campioni della prima squadra, dall’altra questa Juventus ha dovuto attuare una potatura significativa di rami considerati secchi, sostituendoli con nuove gemme in parte già sbocciate. Le cessioni di Szczesny, Danilo, Alex Sandro e Arthur hanno comportato benefici non sui cartellini mai sui pesanti ingaggi. In questo senso, aldilà delle considerazioni tecniche che sono sempre soggettive e questa prima parte della stagione non apre a rimpianti, avere ora Di Gregorio invece di Szcesny è un vantaggio chiaro come il sole per il presente ma anche e soprattutto per il domani.  

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Nessun aumento di capitale all'orizzonte

Dunque pare evidente come il combinato disposto di acquisti di elementi sotto i 26 anni a stipendi in linea col mercato e il mantenimento della “cantera bianconera” debba risultare il doppio riferimento da non perdere mai di vista per evitare di finire nuovamente fuoristrada. Ci sono tutti gli ingredienti per immaginare una Juventus in salute e salda sulle proprie gambe. Salvo clamorosi imprevisti dettati da situazioni al momento non preventivabili, non si può dunque manco immaginare l’eventualità di un nuovo aumento di capitale. Al momento il patrimonio netto è di 42 milioni, affinché si debba intervenire in merito bisognerebbe scendere sotto i 10, i due terzi del capitale sociale, che è di 15 milioni. Se è vero che le proiezioni possono puntare a un pareggio o un rosso contenuto, non si ravvedono parametri tali da ricorrere alla necessità di una nuova iniezione di capitali. Che peraltro, grazie anche alla finestra supplementare del Mondiale per club, si potrebbe neutralizzare dalla cessione di un giocatore da plusvalenza marcata: da Mbangula e Djalò in giù. 

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TORINO - Per amore e per soldi. In ordine rigorosamente alfabetico. Anche perché le priorità, come sempre, variano a seconda dei punti di vista. Per chi è solo tifoso, prima l’amore. Per chi deve anche far quadrare i conti che nelle stagioni precedenti sono stati oggetto di rossi anche accesi, normale che i danari godano della precedenza. Sta di fatto che questi 11 milioni, qualora la Juventus eliminasse il Psv per accedere agli ottavi di finale di Champions (andata domani sera all’Allianz e ritorno il mercoledì della settimana dopo) farebbero comodo per aiutare la quadratura del bilancio. Che in realtà beneficia già di una considerevole inversione di tendenza, frutto di una filosofia cambiata e improntata all’acquisto di giocatori con al massimo 26 anni e quindi potenziali investimenti, con ingaggi sensibilmente più bassi rispetto al recente passato. La novità è data dal fatto che a fine mese, con il CdA previsto per il 27 di febbraio, è atteso il segno del “più”. Dunque cambierà anche la luce sopra la Vecchia Signora, abituata nelle ultime cinque semestrali a registrare passivi.

Juve: la previsione di bilancio fra Champions e sponsor

Una svolta a U rispetto al passato, ricordiamo che il bilancio della scorsa stagione 2023/24 ha fatto registrare un passivo di 200 milioni di euro. Se i risultati in Champions League dovessero essere positivi e oltre al passaggio agli ottavi si registrasse anche quello al turno successivo (i bianconeri dovrebbero vedersela con l’Inter o l’Arsenal a seconda del sorteggio) si potrebbe anche azzardare un bilancio sostanzialmente in pareggio. Sarebbe un risultato clamorosamente positivo se si tiene conto che non si sarà di fatto potuto contare sull’apporto dello sponsor principale, ovvero circa 40 milioni abbondanti in meno rispetto al bilancio precedente, in cui era presente Jeep. In realtà c’è ancora la possibilità di iscrivere nel prossimo bilancio, quello che copre dall’1 luglio 2024 al 30 giugno 2025, una parte della quota di un’eventuale prossima partnership, ma non sposterebbe più di tanto visto che riguarderebbe al massimo 4 mesi. Ma l’ottimismo che si respira nel club juventino in merito ai conti non è dettato solo dal presente, bensì dal futuro.

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