Pagina 4 | Juve, oltre i soliti nomi: quattro idee per il nuovo bomber

Poco meno di un mese e poi per la Juventus (e l'Inter) si aprirà la finestra 'speciale' di 10 giorni per rinforzare la squadra in vista del Mondiale per Club e, soprattutto, per gli obiettivi della prossima stagione. Giuntoli in questo senso sta cercando di anticipare un po' di mosse per non arrivare a ridosso della data suddetta e trovarsi impreparato. Sul taccuino del dt e dell'area scouting sono segnati diversi nomi, ma molto dipenderà anche dall'ingresso in Champions League dei bianconeri. Il quarto posto in questo momento vale quanto uno scudetto per la Vecchia Signora perché con o senza la competizione europea più importante in mezzo c'è un abisso economico e, dunque, di conseguenza anche tante differenze anche sulla possibile spesa sul mercato.

 

Retegui, Osimhen e l'obiettivo Champions

Detto della Champions, la Juve di Tudor è impegnata in questo finale di stagione nel cercare di arrivare all'obiettivo e all'orizzonte ci sono proprio due gare delicate e da non sbagliare. Entrambe in trasferta, e sicuramente non è un aspetto positivo, ma la prima è a Bologna mentre l'altra all'Olimpico con la Lazio che, dalla sua, sta mostrando una certa fragilità soprattutto in casa. Quattro gare che determineranno il futuro di tanti giocatori, attualmente in rosa, e del mercato. Per questo motivo è di vitale importanza arrivare al quarto posto per i bianconeri, anche per cercare di convincere con più facilità, oltre all'aspetto economico, anche giocatori più importanti. Tra gli obiettivi di Giuntoli c'è sicuramente quello di rinforzare l'attacco, a oggi il reparto con più dubbi rispetto agli altri.

A partire dalle incertezze sul futuro di Vlahovic (più lontano e piace in Premier) e da quello dello stesso Milik (ha rinnovato nei giorni scorsi per spalmare il suo ingaggio) ma anche Kolo Muani (in prestito fino al termine della stagione). È chiaro, dunque, che al momento gli sforzi sono tutti rivolti alla ricerca di un bomber da poter inserire nel progetto e negli ultimi mesi sono usciti diversi nomi: da Retegui (oltre a Lookman dell'Atalanta) a Osimhen e Delap. L'attaccante di proprietà del Napoli è la pista più complicata per una questionee di costi: 70-75 milioni sono le richieste di De Laurentiis, anche se la conoscenza di Giuntoli potrebbe giocare un vantaggio (ma su di lui c'è anche lo United). Per Retegui le cifre sono più contenute (circa 50 milioni) mentre la sorpresa potrebbe essere Delap, retrocesso con l'Ipswich e con una clausola di 30 milioni di sterline.  Andiamo invece a scoprire quattro profili che potrebbero far comodo alla Juventus che sarà...

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Openda, velocità e dinamismo

Quando si parla del Lipsia, i riflettori spesso si concentrano sui nomi più scintillanti del panorama europeo. Xavi Simons, talento olandese in prestito dal PSG, o Benjamin Sesko, attaccante classe 2003 cresciuto nel Salisburgo, sono solo alcuni dei giovani seguiti con attenzione dai top club del continente. Tuttavia, se si analizzano i numeri, un altro degli uomini chiave della squadra di Marco Rose è proprio Openda. Nella stagione scorsa, il classe 2000 ha totalizzato 29 gol e 7 assist, numeri che lo collocano nettamente in cima alla lista dei giocatori più decisivi. Un impatto immediato e devastante per l’attaccante belga, acquistato nell’estate del 2023 come erede Nkunku. Per portarlo in Germania, il Lipsia ha infranto il proprio record d’investimento: oltre 40 milioni di euro, una cifra superiore a quelle spese per altre stelle passate nel club come Gvardiol o Olmo. D’altronde, il cartellino pesante di Openda era giustificato da una stagione straordinaria al Lens, dove con 21 reti aveva trascinato i giallorossi a una storica qualificazione in Champions League e a un secondo posto in Ligue 1, a un solo punto dal PSG. Un traguardo che al club francese mancava da ben 22 anni.

Originario di Liegi, con madre marocchina e padre congolese, Openda è cresciuto calcisticamente tra lo Standard e il Club Brugge, prima di trovare la sua dimensione al Vitesse, dove ha giocato in prestito dal 2020 al 2022. Lì ha messo in mostra un feeling con il gol che non lo ha più abbandonato: nelle ultime tre stagioni consecutive ha sempre superato quota 20 gol, indossando maglie diverse e adattandosi a campionati differenti. Prima punta atipica, Openda non arriva a 1,80 m di altezza ma compensa con una velocità impressionante (ha toccato punte di oltre 36 km/h) e una tecnica raffinata che gli consente di svariare su tutto il fronte offensivo. Letale in campo aperto, perfetto per attaccare la profondità e instancabile nel pressing: qualità ideali per il sistema di gioco del Lipsia, costruito da anni su intensità e verticalità. Sa calciare di destro, di sinistro e, all’occorrenza, anche di testa, pur non essendo il suo punto forte. Ma ciò che impressiona di più è la sua fame di gol: costante, feroce, quasi ossessiva.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Mikautadze, l'idolo Cristiano Ronaldo e il fiuto del gol

Di attaccanti ne sono passati tanti dal vivaio del Lione. Alcuni sono diventati bandiere, altri leggende: basti pensare a Karim Benzema o Alexandre Lacazette. Oggi, tra le file del club francese, si sta facendo largo un altro talento dal profilo diverso, moderno, e per certi versi sorprendente. Si tratta di Georges Mikautadze, classe 2000, centravanti georgiano che sta attirando l’attenzione di mezza Europa, Juventus compresa, grazie a una stagione da protagonista assoluto. Il georgiano, 175 cm di esplosività e tecnica pura, incarna perfettamente il prototipo dell’attaccante contemporaneo: meno boa d’area, più punta mobile, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo senza offrire punti di riferimento. Non sarà dominante nel gioco aereo, né un rapace da area piccola alla Inzaghi, ma compensa con un controllo palla raffinato, ambidestrismo naturale e una capacità di accelerare nello stretto che lo rende letale negli uno contro uno.

Le cifre raccontano bene il suo impatto: 16 gol e 11 assist in 44 presenze tra Ligue 1 e Coppe in questa stagione. Numeri che fotografano un giocatore maturo, consapevole, ma con ancora ampi margini di crescita. Il suo valore di mercato, secondo Transfermarkt, è attualmente stimato sui 20 milioni di euro, ma il Lione non è disposto a fare sconti. Cresciuto calcisticamente nell’accademia del Lione, Mikautadze si è distinto fin da giovane per la sua visione di gioco e il fiuto del gol. Non a caso, i suoi modelli dichiarati sono due mostri sacri del ruolo: Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic. Idoli diversi, ma complementari, che riflettono bene l’identità calcistica di Mikautadze: tecnica, personalità e voglia di dominare. Punto fermo della nazionale georgiana, dove gioca a fianco di Khvicha Kvaratskhelia, l’ex Napoli esploso in Serie A proprio grazie all’intuizione di Cristiano Giuntoli, Mikautadze potrebbe seguirne le orme. O, perché no, raggiungerlo idealmente proprio sotto la guida dell’ex dirigente partenopeo, ora alla Juventus.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Boniface, più forte degli infortuni

Da promessa africana a protagonista assoluto del Bayer Leverkusen campione: la parabola di Victor Boniface è una di quelle storie che il calcio sa raccontare meglio di chiunque altro. Una traiettoria fatta di sogni, inciampi, rinascite e, infine, consacrazione. Oggi il centravanti nigeriano classe 2000 è uno dei simboli della storica cavalcata del club tedesco verso il primo titolo di Bundesliga della sua storia, sotto la guida ispirata di Xabi Alonso. Ma il percorso che lo ha portato fin qui è stato tutt’altro che lineare. Nato a Lagos il 23 dicembre 2000, Victor inizia a calciare tra le fila del Real Sapphire, una delle fucine di talento più seguite del panorama calcistico nigeriano. Le sue doti non passano inosservate: nel 2019 il Bodo/Glimt, ambizioso club norvegese, decide di puntare su di lui e lo porta in Europa. Ma il sogno si inceppa subito: appena due settimane dopo il suo arrivo, un grave infortunio al ginocchio lo costringe a un lungo stop. Ritorna in campo solo a settembre e, nel dicembre dello stesso anno, trova il suo primo gol tra i professionisti, contro il Molde. La seconda stagione in Norvegia porta numeri più interessanti: 6 gol, 3 assist in 24 presenze, e soprattutto il primo storico titolo nazionale per il Bodo/Glimt. Ma la gioia dura poco. Durante la ripresa degli allenamenti post-festeggiamenti, lo stesso ginocchio cede di nuovo: è la rottura del legamento, proprio quando sembrava imminente il passaggio al Club Brugge. A complicare ulteriormente la situazione arriva una tragedia personale: la perdita della madre. Boniface, ancora giovanissimo, si trova davanti al bivio più difficile della sua vita. Ammetterà anni dopo di essere stato vicino al ritiro.

A salvarlo è l'affetto della nonna, presenza centrale nella sua esistenza. Una figura talmente importante da volerla al suo fianco in una delle serate più simboliche della sua carriera: il match tra Leverkusen e Borussia Dortmund. Quel giorno Victor segna il gol del pareggio e la gioia incontenibile della nonna in tribuna diventa virale sui social, diventando il simbolo del riscatto. Il vero salto lo compie nel 2022, quando approda all’Union Saint-Gilloise, in Belgio. Qui esplode definitivamente: 22 gol e 12 assist in tutte le competizioni, di cui 6 reti in Europa League, che lo rendono capocannoniere dell’edizione 2022/23. Prestazioni che non passano inosservate e convincono il Bayer Leverkusen a investire su di lui per guidare l’attacco delle "Aspirine". In Germania, Boniface trova finalmente la continuità che finora gli era sempre mancata. A dicembre ha già messo a segno 16 gol tra Bundesliga, coppa ed Europa League. Il suo impatto è devastante: presenza fisica, senso del gol, capacità di giocare per la squadra. Ma la sfortuna, ancora una volta, torna a bussare: un problema agli adduttori lo costringe a fermarsi per tre mesi, saltando anche la Coppa d’Africa, poi persa dalla sua Nigeria in finale contro la Costa d’Avorio. Il Bayer, però, non rallenta, e al suo ritorno Victor si reinserisce con efficacia. Quest'anno è stato tormentato da qualche acciacco fisico di troppo e anche i numeri sono più bassi: seppur con un minutaggio ridotto ha realizzato 11 gol in 27 gare. E il futuro? La Juventus osserva con attenzione. Giuntoli lo segue da mesi, affascinato da un attaccante che unisce potenza fisica (189 cm d’altezza) e tecnica. È un centravanti moderno: rapido, abile nei dribbling, letale negli ultimi sedici metri ma capace anche di rifinire il gioco. Ha segnato in tutti i modi: di testa, in tap-in, in contropiede, da fuori area e con giocate individuali. E sa servire assist decisivi con lucidità e visione. Completo, giovane, affamato. Un profilo che fa gola a molti.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Kalimuendo e un legame speciale con l'Italia

Arnaud Kalimuendo Muinga è una delle promesse più interessanti del calcio francese. Nato il 20 gennaio 2002 a Suresnes, nella banlieue parigina, da genitori congolesi, ha iniziato a giocare a calcio all'età di sei anni nel Saint-Cloud, per poi entrare nel settore giovanile del Paris Saint-Germain nel 2012. Il suo talento non è passato inosservato: a soli 16 anni, l'allenatore dell'Under-19 del PSG, Thiago Motta, lo ha convocato per la UEFA Youth League, dove ha segnato 5 gol in 7 partite . Nel settembre 2020, Kalimuendo ha fatto il suo debutto in Ligue 1 con il PSG, e poco dopo è stato ceduto in prestito al Lens. In due stagioni con il club del nord della Francia, ha realizzato 21 gol in 65 partite, dimostrando una notevole capacità di adattamento e crescita. Nel 2022, il Rennes ha acquisito il suo cartellino per circa 20 milioni di euro, e Kalimuendo ha continuato a impressionare, segnando 15 gol e fornendo 5 assist in 41 partite nella stagione 2024-2025 .

Kalimuendo è un centravanti dinamico, dotato di una struttura fisica robusta che gli consente di gestire efficacemente i contrasti corpo a corpo. La sua mobilità gli permette di muoversi efficacemente in area di rigore, creando spazi per sé e per i compagni. È anche un rigorista affidabile e ha un buon senso del gol, come dimostrano le sue statistiche in Ligue 1 . Il legame dell'attaccante con l'Italia si è consolidato quando è stato seguito dall'agenzia di scouting di Francesco Totti. Inoltre, il suo idolo calcistico è Ronaldo (il Fenomeno), il quale ha influenzato il suo stile di gioco, in particolare per quanto riguarda la capacità di essere decisivo nei momenti cruciali della partita. Con appena 22 anni, Kalimuendo ha ancora ampi margini di miglioramento. La sua crescita costante e le sue prestazioni in Ligue 1 attirano l'attenzione di club di alto livello, tra cui la Juventus, che lo considera un potenziale rinforzo per il futuro. Il suo profilo versatile e le sue qualità tecniche lo rendono un attaccante promettente su cui puntare per i prossimi anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Boniface, più forte degli infortuni

Da promessa africana a protagonista assoluto del Bayer Leverkusen campione: la parabola di Victor Boniface è una di quelle storie che il calcio sa raccontare meglio di chiunque altro. Una traiettoria fatta di sogni, inciampi, rinascite e, infine, consacrazione. Oggi il centravanti nigeriano classe 2000 è uno dei simboli della storica cavalcata del club tedesco verso il primo titolo di Bundesliga della sua storia, sotto la guida ispirata di Xabi Alonso. Ma il percorso che lo ha portato fin qui è stato tutt’altro che lineare. Nato a Lagos il 23 dicembre 2000, Victor inizia a calciare tra le fila del Real Sapphire, una delle fucine di talento più seguite del panorama calcistico nigeriano. Le sue doti non passano inosservate: nel 2019 il Bodo/Glimt, ambizioso club norvegese, decide di puntare su di lui e lo porta in Europa. Ma il sogno si inceppa subito: appena due settimane dopo il suo arrivo, un grave infortunio al ginocchio lo costringe a un lungo stop. Ritorna in campo solo a settembre e, nel dicembre dello stesso anno, trova il suo primo gol tra i professionisti, contro il Molde. La seconda stagione in Norvegia porta numeri più interessanti: 6 gol, 3 assist in 24 presenze, e soprattutto il primo storico titolo nazionale per il Bodo/Glimt. Ma la gioia dura poco. Durante la ripresa degli allenamenti post-festeggiamenti, lo stesso ginocchio cede di nuovo: è la rottura del legamento, proprio quando sembrava imminente il passaggio al Club Brugge. A complicare ulteriormente la situazione arriva una tragedia personale: la perdita della madre. Boniface, ancora giovanissimo, si trova davanti al bivio più difficile della sua vita. Ammetterà anni dopo di essere stato vicino al ritiro.

A salvarlo è l'affetto della nonna, presenza centrale nella sua esistenza. Una figura talmente importante da volerla al suo fianco in una delle serate più simboliche della sua carriera: il match tra Leverkusen e Borussia Dortmund. Quel giorno Victor segna il gol del pareggio e la gioia incontenibile della nonna in tribuna diventa virale sui social, diventando il simbolo del riscatto. Il vero salto lo compie nel 2022, quando approda all’Union Saint-Gilloise, in Belgio. Qui esplode definitivamente: 22 gol e 12 assist in tutte le competizioni, di cui 6 reti in Europa League, che lo rendono capocannoniere dell’edizione 2022/23. Prestazioni che non passano inosservate e convincono il Bayer Leverkusen a investire su di lui per guidare l’attacco delle "Aspirine". In Germania, Boniface trova finalmente la continuità che finora gli era sempre mancata. A dicembre ha già messo a segno 16 gol tra Bundesliga, coppa ed Europa League. Il suo impatto è devastante: presenza fisica, senso del gol, capacità di giocare per la squadra. Ma la sfortuna, ancora una volta, torna a bussare: un problema agli adduttori lo costringe a fermarsi per tre mesi, saltando anche la Coppa d’Africa, poi persa dalla sua Nigeria in finale contro la Costa d’Avorio. Il Bayer, però, non rallenta, e al suo ritorno Victor si reinserisce con efficacia. Quest'anno è stato tormentato da qualche acciacco fisico di troppo e anche i numeri sono più bassi: seppur con un minutaggio ridotto ha realizzato 11 gol in 27 gare. E il futuro? La Juventus osserva con attenzione. Giuntoli lo segue da mesi, affascinato da un attaccante che unisce potenza fisica (189 cm d’altezza) e tecnica. È un centravanti moderno: rapido, abile nei dribbling, letale negli ultimi sedici metri ma capace anche di rifinire il gioco. Ha segnato in tutti i modi: di testa, in tap-in, in contropiede, da fuori area e con giocate individuali. E sa servire assist decisivi con lucidità e visione. Completo, giovane, affamato. Un profilo che fa gola a molti.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus