Non chiamatelo casting. Né definitele “alternative”. Però sì, la Juve si guarda intorno. Cerca un’occasione. Qualcosa che s’incastri bene tra le esigenze di un centravanti di livello mondiale e la possibilità economica, che senza uscite non è che sia proprio il massimo della vita. Anzi: anche questo connubio, forse soprattutto questo connubio, aveva convinto la dirigenza e Igor Tudor a seguire una strada già tracciata. Cioè quella che porta a Randal Kolo Muani. Rubato il cuore del francese, dal quale si registra comunque una certa spinta in direzione Torino, il procedimento era tanto semplice sulla carta quanto complicato nell’effettivo da farsi: il presupposto, forse dato per scontato, era l’apertura al prestito con diritto di riscatto da parte del Psg, per risolversi a vicenda un problema che oggi rischia di diventare pesante per tutte le parti in causa. Al 22 di luglio, due giorni dal raduno bianconero dopo le fatiche americane del Mondiale, non solo i bianconeri non sono riusciti ad ammorbidire la posizione dei campioni d’Europa, ma non hanno potuto nemmeno fargli spazio salariale con la cessione di Dusan Vlahovic.
Torna in auge Hojlund
Dunque? Dunque non esiste soltanto Kolo - per il quale la richiesta resta di una cessione garantita a prescindere dalla formula -, o almeno questo è il pensiero che inizia a infilarsi tra una stanza e l’altra della Continassa, dove comunque un piano B e un piano C saranno presto completati, con tanto di preventivi e più concrete possibilità. Come in un gioco di società, il più vicino ad arrivare al traguardo potrebbe essere chi ha già mosso la propria pedina, avvicinandosi perciò al traguardo. Non si può allora non ripartire da Rasmus Hojlund del Manchester United, uno dei nomi principali sul mercato bianconero quando Cristiano Giuntoli era al timone del mercato. Torna in auge, il danese, perché di fatto un accordo per l’uscita dai Red Devils è sempre più vicino, e i colloqui sull’asse che parte dallo Stadium e arriva a Old Trafford sono costanti sul fronte Sancho, dunque il confronto è quotidiano, così come diversi sono stati gli scenari aperti tra le parti. Persino su Dusan. E guai a sottovalutare quelli su Douglas. A proposito di quest’ultimo: non tanto tempo fa, era arrivato un okay di massima allo scambio tra il brasiliano e la punta ex Atalanta. Le quotazioni fissate intorno ai 40 milioni per entrambi erano state poi decisive per chiudere in tempi rapidi quella bozza d’idea, tuttavia mai portata avanti, anche per il cambio della guardia in casa Juventus, dove da ieri ci si è concentrati in particolare sulle uscite, mettendo in standby tutto ciò che si può posporre.
Da Nunez a Ramos
Non necessariamente una cattiva notizia sul fronte attaccante: c’è tempo per capire, valutare, osservare. Come su Darwin Nunez, proposto nelle scorse settimane e nella sua caccia alle opportunità in giro per l’Europa. Sfumato il Napoli, che ha ufficializzato Lucca, l’uruguaiano è alla ricerca di una grande occasione, dunque anche di un super contratto. Il Liverpool lo valuta sui 60 milioni, ma è aperto a formule fantasiose, compreso il prestito. Prestito che potrebbe essere determinante per avvicinare in tempi rapidi Gonçalo Ramos, pure lui dal Psg, però con una valutazione più bassa e con meno chiamate dalla Premier League: fanno tutta la differenza. E la farebbe certamente pure Samu Omorodion, ora al Porto, il cui costo sfiora la tripla cifra. Un’enormità. Meno, ma neanche tanto, per Benjamin Sesko: anche lui è un altro e vecchio pallino bianconero, e a spaventare è ciò che ha sempre spaventato, ossia la valutazione da almeno 70 milioni di euro. Non ce n’è, a prescindere: uno come Kolo, da un’altra parte, non si trova. Per questo il pensiero alla Continassa non cambierà, nonostante i tempi che si stringono e le big che mettono il francese nel mirino: l’ordine rimane evitare un attaccante di panico. E soprattutto, appena possibile, costruirgli una via da accesso attraverso una cessione. Armarsi di pazienza.
