La scelta su Elimoghale
Negli ultimi giorni tra i giocatori che si sono allenati con la prima squadra c'era anche Destiny Elimoghale, giovanissimo talento della Primavera bianconera. Su di lui Spalletti ha aggiunto: "Ha delle caratteristiche che lasciano intravedere che nel futuro può avere un'evoluzione importante. Però poi bisogna aiutarlo a crescere nella maniera giusta, dargli la possibilità di fare delle conoscenze con dei tempi corretti. Ha questa leggerezza dell'andare a puntare l'uomo, ha bisogno di strutturarsi da un punto di vista fisico e l'ho fatto venire ad allenarsi con noi perchè portiamo gente in continuo e dentro c'è anche lui. Convocazioni? Dipende da cosa ci fanno vedere a questo livello di calcio. È dal confronto che si ha l'idea e la possibilità di essere convocato oppure no".
Spalletti e il messaggio ai giocatori Juve
Spalletti ha poi voluto mandare un messaggio chiaro ai suoi giocatori: "Io sono soddisfatto perchè ho sempre visto i calciatori andare a cercare cose nuove. Perchè io gliel'ho detto in maniera chiara: i protagonisti sono loro, non sono io. In questo calcio moderno, nell'evoluzione dei ruoli, nel calcio dove si va alla ricerca continua di duelli, sono loro che devono riuscire a trovare una posizione dove non si sentono ingabbiati, questo disordine organizzato perchè poi tu devi andare ad acchiappare delle cose in maniera veloce dentro al campo. Sono contento per quello che è l'immaginazione di andare a sentire delle cose nuove e vedo che c'è questa ricerca. Vedere questa curiosità mi rende soddisfatto. Noi abbiamo dei margini, una possibilità di fare ancora di più. Se non riuscissimo a prender qualcosa di più di quello che stiamo facendo, dobbiamo essere consapevoli di aver sprecato delle potenzialità. Sono soddisfatto ma mi aspetto che ci sia una ricerca continua di empatia di squadra, uno scambio di ruoli ma mantenendo sempre l'equilibrio e un ordine. Possiamo chiamarlo uno squilibrio razionale, un caos organizzato, un disordine intelligente: andare a giocare dove gli pare, mantenendo sempre una costanza e una quadratura di squadra per essere liberi di andare a trovare degli spazi tra gli avversari. Finchè la palla non ti arriva sei dentro un vuoto, ormai ti vengono addosso e gli spazi non ci sono più. Questo dinamismo ti porta a dover agire a seconda di quello che ti succede".
Progetti e obiettivi per il 2026
Il 2025 è stato un anno complesso per la Juve, che ha visto cambiare tre allenatori. La speranza è che il nuovo anno riservi più gioie: "Il 2026 spero che sia un anno che dia soddisfazioni ai nostri tifosi. Abbiamo urgenza di farlo. Dobbiamo impegnarci ed essere professionisti, cercare di fare il meglio possibile anche perchè la nostra tifoseria è una delle più numerose al mondo e quindi merita rispetto, attenzione e disponibilità totale".