"Un giorno capiranno…". La frase che campeggia sul profilo Instagram di Jean-Philippe Mateta sembra oggi meno enigmatica di quanto apparisse in passato. A 28 anni, l’attaccante francese è finalmente entrato nel pieno della sua maturità calcistica, attirando l’attenzione dei grandi club europei. Tra questi c’è la Juventus, che lo monitora come possibile erede di Vlahovic. Gol, continuità e una crescita costante hanno trasformato Mateta da attaccante sottovalutato a profilo ambito. Il Crystal Palace se lo gode, ma a Torino riflettono. Perché certe consacrazioni arrivano tardi, ma quando arrivano possono anche lasciare il segno.
La carriera di Mateta
La carriera di Jean-Philippe Mateta è un percorso fatto di pazienza e lavoro. Cresciuto in diversi settori giovanili francesi, dall’Olympique de Sevran alla Berrichonne de Châteauroux, ha mosso i primi passi nel calcio professionistico proprio con quest’ultimo club, debuttando in terza divisione a soli 18 anni. Le sue qualità non passano inosservate e il Lione decide di investire su di lui. Dopo una stagione, però, arriva il prestito al Le Havre, decisivo per la sua esplosione. Le 20 reti in 37 partite in Ligue 2 gli aprono le porte della Bundesliga. Al Mainz resta due anni e mezzo, mettendo insieme gol ed esperienza. Il salto definitivo avviene però in Premier League, al Crystal Palace. In Inghilterra parte dall’Under 23, ma con il tempo conquista spazio, fiducia e titolarità, diventando un punto fermo della squadra.
