"Paura di emorragia cerebrale": Mateta shock, ma che imbarazzo Oliver! Chi è l'obiettivo Juve

Alla scoperta dell'attaccante francese nel radar del club bianconero. Le origini, il trofeo in faccia a Guardiola e quell'episodio che scatenò terrore mettendo in ridicolo l'arbitro che i tifosi ricordano bene...

"Un giorno capiranno…". La frase che campeggia sul profilo Instagram di Jean-Philippe Mateta sembra oggi meno enigmatica di quanto apparisse in passato. A 28 anni, l’attaccante francese è finalmente entrato nel pieno della sua maturità calcistica, attirando l’attenzione dei grandi club europei. Tra questi c’è la Juventus, che lo monitora come possibile erede di Vlahovic. Gol, continuità e una crescita costante hanno trasformato Mateta da attaccante sottovalutato a profilo ambito. Il Crystal Palace se lo gode, ma a Torino riflettono. Perché certe consacrazioni arrivano tardi, ma quando arrivano possono anche lasciare il segno.

La carriera di Mateta

La carriera di Jean-Philippe Mateta è un percorso fatto di pazienza e lavoro. Cresciuto in diversi settori giovanili francesi, dall’Olympique de Sevran alla Berrichonne de Châteauroux, ha mosso i primi passi nel calcio professionistico proprio con quest’ultimo club, debuttando in terza divisione a soli 18 anni. Le sue qualità non passano inosservate e il Lione decide di investire su di lui. Dopo una stagione, però, arriva il prestito al Le Havre, decisivo per la sua esplosione. Le 20 reti in 37 partite in Ligue 2 gli aprono le porte della Bundesliga. Al Mainz resta due anni e mezzo, mettendo insieme gol ed esperienza. Il salto definitivo avviene però in Premier League, al Crystal Palace. In Inghilterra parte dall’Under 23, ma con il tempo conquista spazio, fiducia e titolarità, diventando un punto fermo della squadra.

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I numeri dell'attaccante francese

I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la crescita di Mateta. In Premier League è andato in doppia cifra per due stagioni consecutive, segnando 16 gol nel 2023/24 e 14 nel 2024/25. Anche nell’annata in corso sta mantenendo standard elevati, con 8 reti in campionato e 10 complessive considerando tutte le competizioni. Con il Crystal Palace ha collezionato quasi 200 presenze totali, di cui 151 nella massima serie inglese. Numeri che certificano affidabilità e continuità. Prima dell’esperienza inglese, aveva già lasciato il segno in Germania con 27 gol in due anni e mezzo al Mainz. Senza dimenticare la stagione straordinaria al Le Havre, vera svolta della sua carriera. Gol pesanti, spesso decisivi, che hanno contribuito anche a due trofei storici per il Palace: FA Cup e Community Shield.

La prima chiamata con la Francia di Deschamps

Il coronamento del percorso di Mateta arriva nell’ottobre 2025, quando Didier Deschamps decide di convocarlo per la prima volta con la nazionale francese. A 28 anni, dopo anni di attesa e sacrifici, l’attaccante ottiene finalmente la chiamata tanto sognata. Inserito nella lista per le sfide di qualificazione mondiale contro Azerbaigian e Islanda, Mateta non spreca l’occasione. Pochi giorni dopo l’esordio, arriva anche il primo gol in maglia Bleus. Un momento simbolico, che certifica la sua definitiva consacrazione. Non un talento precoce, ma un giocatore arrivato in alto grazie alla perseveranza. Una scelta, quella di Deschamps, che premia il rendimento e non il nome.

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Le caratteristiche tecniche e fisiche

Mateta è un centravanti moderno, completo e funzionale. Alto 192 centimetri, abbina una struttura fisica imponente a una buona qualità tecnica. Sa proteggere palla, far salire la squadra e lavorare per i compagni, ma è soprattutto letale negli ultimi metri. Il suo senso del gol e il killer instinct in area lo rendono un finalizzatore affidabile. È abile nel gioco aereo, ma sa anche attaccare la profondità e dialogare nello stretto. Un altro aspetto fondamentale è la tenuta fisica: finora non ha saltato nemmeno una partita di Premier League. Continuità, forza mentale e adattabilità tattica fanno di lui un profilo ideale per un calcio intenso e verticale. Non a caso è considerato perfetto per sistemi che richiedono presenza, sacrificio e gol. Un ottimo profilo anche per il gioco di Spalletti alla Juventus

Il brutto infortunio all’orecchio: cosa è successo

A inizio marzo la stagione di Mateta ha rischiato di prendere una piega drammatica. Durante una sfida di FA Cup contro il Millwall, l’attaccante è stato vittima di un intervento violentissimo del portiere avversario Roberts. Un’uscita scomposta che ha colpito in pieno l’orecchio sinistro del francese, causando danni seri. Un intervento così brutto che al portiere vennero inflitte ben 6 giornate di squalifica con il presidente del Crystal Palace che lo definì come "l'intervento più spericolato che abbia mai visto". Mateta è rimasto a terra per oltre dieci minuti, soccorso dallo staff medico prima del trasporto urgente in ospedale. L’operazione è stata delicata: ben 25 punti di sutura per ricostruire l’orecchio. In un’intervista a L’Équipe: "Temevo di avere ossa rotte o un'emorragia cerebrale, all'ultimo momento ho avuto il riflesso di girare la testa: se non l'avessi fatto, il suo piede mi avrebbe preso lì e sarebbe stato molto peggio. Lo specialista che mi ha operato non ha voluto mostrarmi la foto dell'orecchio". Da quel momento è tornato in campo indossando un caschetto protettivo, simbolo di resilienza e coraggio.

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Oliver, ancora tu...

Ripercorrendo quanto accaduto il francese svelò anche che Roberts si scusò immediatamente con un messaggio: "Mi ha scritto mentre ero in ospedale. Gli ho detto 'è ok, fa parte del calcio'. Si è scusato e si è preoccupato molto per me. Non credo che quella mattina si fosse svegliato pensando 'Voglio staccare la testa di Jean-Philippe. Il fatto è che a volte c'è tanta pressione in campo che spesso ti porta a fare cose folli. È stato un errore da cui imparare per il futuro". E pensare che l'arbitro di quel match era una vecchia conoscenza non proprio gradita al tifo bianconero.... Sì, Michael Oliver.

Parliamo dell'uomo che in Real Madrid-Juventus di Champions League concesse il contestato calcio di rigore ai Blancos per l'intervento di Benatia su Vazquez. Ecco, se per un contatto così Oliver non ebbe dubbi, non si può dire lo stesso per un calcio in faccia che avrebbe potuto porre fine alla carriera di Mateta. Il direttore di gara, infatti, in quell'occasione ebbe addirittura bisogno del VAR con l'On Field Review (con la necessità di rivedere l'episodio almeno cinque volte). Una figuraccia che scatenò moltissime critiche da parte di ex colleghi come Keith Hackett, ex capo degli arbitri che esclamò: "Siamo lo zimbello in Europa e il declino continua".

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Torino nel destino

Un episodio che ha segnato la sua stagione, ma non ha fermato la sua crescita. Sì, perché andando a rovistare tra le voci di mercato del passato la città aveva già strizzato l'occhio a Mateta. Il Torino, con Vagnati, lo aveva inserito in una short list di attaccanti per rinforzare la formazione granata. Alla fine, però, l'affare non si è mai concretizzato e Mateta è rimasto in Premier League con la volontà di portare in alto il Crystal Palace e così è stato con i due successi in Coppa consecutivi battendo City e poi Liverpool. Ora Torino potrebbe diventare la sua nuova casa con la Juventus che lo ha messo nel mirino per rinforzare il suo reparto offensivo del futuro e, chissà, magari del presente. Il Crystal Palace chiede una cifra vicina ai 40 milioni e la dirigenza bianconera fa le sue valutazioni per capire se l'affare potrà andare a buon fine, mentre con l'entourage del giocatore ci sono già stati numerosi passi avanti.

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"Un giorno capiranno…". La frase che campeggia sul profilo Instagram di Jean-Philippe Mateta sembra oggi meno enigmatica di quanto apparisse in passato. A 28 anni, l’attaccante francese è finalmente entrato nel pieno della sua maturità calcistica, attirando l’attenzione dei grandi club europei. Tra questi c’è la Juventus, che lo monitora come possibile erede di Vlahovic. Gol, continuità e una crescita costante hanno trasformato Mateta da attaccante sottovalutato a profilo ambito. Il Crystal Palace se lo gode, ma a Torino riflettono. Perché certe consacrazioni arrivano tardi, ma quando arrivano possono anche lasciare il segno.

La carriera di Mateta

La carriera di Jean-Philippe Mateta è un percorso fatto di pazienza e lavoro. Cresciuto in diversi settori giovanili francesi, dall’Olympique de Sevran alla Berrichonne de Châteauroux, ha mosso i primi passi nel calcio professionistico proprio con quest’ultimo club, debuttando in terza divisione a soli 18 anni. Le sue qualità non passano inosservate e il Lione decide di investire su di lui. Dopo una stagione, però, arriva il prestito al Le Havre, decisivo per la sua esplosione. Le 20 reti in 37 partite in Ligue 2 gli aprono le porte della Bundesliga. Al Mainz resta due anni e mezzo, mettendo insieme gol ed esperienza. Il salto definitivo avviene però in Premier League, al Crystal Palace. In Inghilterra parte dall’Under 23, ma con il tempo conquista spazio, fiducia e titolarità, diventando un punto fermo della squadra.

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