Bisogna alzare il livello: quante volte Luciano Spalletti ha ripetuto queste parole, specialmente durante la sessione di mercato invernale? Il riferimento è alla necessità di non comprare tanto per occupare delle caselle, ma per dare un reale e concreto valore aggiunto alla Juventus. Il ritornello verrà ripetuto a maggior ragione in estate, come un mantra: perché lì sì che non si tratterà più di riparazione, ma di ristrutturazione, per non dire rivoluzione. Anche perché le ultime sessioni di mercato non hanno portato i risultati sperati: di risorse ne sono state investite, pure tante, ma di frutti da raccogliere ne sono stati prodotti ben pochi. E in una stagione in cui il quarto posto rischia di essere già a febbraio l’unico obiettivo percorribile, il discorso è ancora più d’attualità: la scoppola rimediata a Istanbul, al netto della dimensione della sconfitta, ha messo a nudo i difetti di un organico che si dimostra non all’altezza per competere ai massimi livelli in tutte le competizioni.
Si riparte da Spalletti
Non si tratta di sminuire i meriti – tanti e grandi – del Galatasaray, ma di scattare una fotografia dello stato attuale della Juventus, proiettando il discorso all’estate. Partendo da un certezza, che deve essere granitica e da blindare in fretta: ripartire da Luciano Spalletti. Che andrà ascoltato anche nella costruzione di una nuova rosa, calibrata sulla base delle idee del tecnico di Certaldo per andare lontano dopo annate caratterizzate da troppi cambi e poche garanzie. E la proprietà – prova ne sia il rapporto tra John Elkann e lo stesso Spalletti, oltre all’attenzione recente del numero uno di Exor verso la squadra – sembra andare in quella direzione. Le esigenze sono piuttosto chiare, poi andranno analizzate in maniera approfondita più avanti, ma il ds Ottolini si sta già muovendo, tra viaggi e contatti, per intervenire sui punti deboli: un attaccante di altissimo livello, così come un centrocampista, almeno un paio di rinforzi sulle fasce e in difesa. E poi, una volta coperte quelle caselle, la Juve andrà a lavorare sui dettagli. E tanto dipenderà anche da come la dirigenza riuscirà a muoversi nel reparto uscite.
