Pagina 3 | C’è una Juve in bilico, i giocatori che possono lasciare: in estate rivoluzione e tre colpi top

Bisogna alzare il livello: quante volte Luciano Spalletti ha ripetuto queste parole, specialmente durante la sessione di mercato invernale? Il riferimento è alla necessità di non comprare tanto per occupare delle caselle, ma per dare un reale e concreto valore aggiunto alla Juventus. Il ritornello verrà ripetuto a maggior ragione in estate, come un mantra: perché lì sì che non si tratterà più di riparazione, ma di ristrutturazione, per non dire rivoluzione. Anche perché le ultime sessioni di mercato non hanno portato i risultati sperati: di risorse ne sono state investite, pure tante, ma di frutti da raccogliere ne sono stati prodotti ben pochi. E in una stagione in cui il quarto posto rischia di essere già a febbraio l’unico obiettivo percorribile, il discorso è ancora più d’attualità: la scoppola rimediata a Istanbul, al netto della dimensione della sconfitta, ha messo a nudo i difetti di un organico che si dimostra non all’altezza per competere ai massimi livelli in tutte le competizioni.

Si riparte da Spalletti

Non si tratta di sminuire i meriti – tanti e grandi – del Galatasaray, ma di scattare una fotografia dello stato attuale della Juventus, proiettando il discorso all’estate. Partendo da un certezza, che deve essere granitica e da blindare in fretta: ripartire da Luciano Spalletti. Che andrà ascoltato anche nella costruzione di una nuova rosa, calibrata sulla base delle idee del tecnico di Certaldo per andare lontano dopo annate caratterizzate da troppi cambi e poche garanzie. E la proprietà – prova ne sia il rapporto tra John Elkann e lo stesso Spalletti, oltre all’attenzione recente del numero uno di Exor verso la squadra – sembra andare in quella direzione. Le esigenze sono piuttosto chiare, poi andranno analizzate in maniera approfondita più avanti, ma il ds Ottolini si sta già muovendo, tra viaggi e contatti, per intervenire sui punti deboli: un attaccante di altissimo livello, così come un centrocampista, almeno un paio di rinforzi sulle fasce e in difesa. E poi, una volta coperte quelle caselle, la Juve andrà a lavorare sui dettagli. E tanto dipenderà anche da come la dirigenza riuscirà a muoversi nel reparto uscite.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Quanto sposta Osimhen...

Al di là dei nomi, che adesso possono essere tanti aspettando di entrare nel vivo tra qualche mese, la rosa bianconera ha bisogno di profondità, però pure di elevare il livello di esperienza e di personalità. Tanto per non andare tanto lontani, martedì sera si è visto quanto sposti Victor Osimhen: costi altissimi, certo, ma resa e impatto altrettanto devastanti. E se vuoi fare strada in Champions e tornare a competere per lo scudetto, non puoi fare a meno di campioni. E serve blindare gli elementi validi già a disposizione. L’organico della Juve attuale - cioè chi fa al momento parte della rosa, senza considerare i rientri dai prestiti – è virtualmente divisibile in tre categorie differenti: le certezze da confermare, quelli con la valigia in mano e chi sta in bilico. Fa parte di quest’ultimo elenco anche Weston McKennie, ma solo per una questione puramente contrattuale: l’accordo in scadenza e l’intesa sul rinnovo ancora tutta da trovare spostano il texano in una posizione precaria che il club vorrebbe tuttavia stabilizzare in fretta, pure grazie all’opera di sensibilizzazione portata avanti da Spalletti.

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Chi può lasciare la Juve

Chi è già stato blindato è Kenan Yildiz, freschissimo di rinnovo che lo porta a diventare il calciatore più pagato della rosa (Vlahovic a parte, ma ce ne occuperemo tra poco): il turco è la pietra angolare sui cui progettare il futuro. E non spaventano le eventuali – anzi, più che probabili – tentazioni che possono arrivare dall’estero: per la Juve non ha prezzo. Lo ha invece, anche notevole, Dusan Vlahovic: sarebbe in partenza, contratto alla mano, ma lui stesso fa capire che se ne potrebbe parlare, chissà. Anche se la trattativa parrebbe piuttosto in salita e con un po’ di ostacoli da saltare. Cambiaso è in bilico se non altro perché gode dell’interesse di diverse pretendenti e comunque, in estate, andrà fatta un po’ di cassa per finanziare colpi funzionali e qualcuno andrà sacrificato. Lo stesso discorso che si può fare per Jonathan David. Ma i destini di terzino e attaccante sono ancora tutti da scrivere, così come quello di Teun Koopmeiners: fino a qualche settimana fa pareva pronto per partire a giugno, dopo la notte di Istanbul e la doppietta al Galatasaray la sua storia potrebbe cambiare. Anche se una rondine (anzi due...) non fa primavera. C’è chi invece pare destinato a salutare Torino dopo una sola stagione: Openda e Zhegrova erano arrivati sotto i migliori auspici e invece si sono trasformati in fretta in meteore. Si troveranno soluzioni, con in testa un solo obiettivo: alzare il livello, una volta per tutte.

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Chi può lasciare la Juve

Chi è già stato blindato è Kenan Yildiz, freschissimo di rinnovo che lo porta a diventare il calciatore più pagato della rosa (Vlahovic a parte, ma ce ne occuperemo tra poco): il turco è la pietra angolare sui cui progettare il futuro. E non spaventano le eventuali – anzi, più che probabili – tentazioni che possono arrivare dall’estero: per la Juve non ha prezzo. Lo ha invece, anche notevole, Dusan Vlahovic: sarebbe in partenza, contratto alla mano, ma lui stesso fa capire che se ne potrebbe parlare, chissà. Anche se la trattativa parrebbe piuttosto in salita e con un po’ di ostacoli da saltare. Cambiaso è in bilico se non altro perché gode dell’interesse di diverse pretendenti e comunque, in estate, andrà fatta un po’ di cassa per finanziare colpi funzionali e qualcuno andrà sacrificato. Lo stesso discorso che si può fare per Jonathan David. Ma i destini di terzino e attaccante sono ancora tutti da scrivere, così come quello di Teun Koopmeiners: fino a qualche settimana fa pareva pronto per partire a giugno, dopo la notte di Istanbul e la doppietta al Galatasaray la sua storia potrebbe cambiare. Anche se una rondine (anzi due...) non fa primavera. C’è chi invece pare destinato a salutare Torino dopo una sola stagione: Openda e Zhegrova erano arrivati sotto i migliori auspici e invece si sono trasformati in fretta in meteore. Si troveranno soluzioni, con in testa un solo obiettivo: alzare il livello, una volta per tutte.

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