Spalletti, rinnovo con la Juve su misura! L'ultimo gesto di Elkann e il retroscena mercato

Il tecnico bianconero ha dato piena disponibilità: quando è previsto il primo incontro con la società e le richieste per tornare a lottare con l'obiettivo Scudetto

Aveva bisogno di qualche ora per staccare la spina. Gli serviva per tornare più carico che mai, ancora più determinato per il nuovo campionato che parte dalla sfida dell’Olimpico contro la Roma: un mini torneo di 12 partite che vale l’accesso alla prossima Champions League. In ballo, di fatto, c’è lo spessore del mercato che la Juve potrà fare in estate. Fa la differenza per il club e pure per Luciano Spalletti, rifugiatosi per un giorno intero a Montaione nella sua Rimessa. La delusione per l’uscita di scena contro il Galatasaray gli ha prosciugato tantissime energie. Non è un caso che non si sia presentato ai microfoni subito dopo il fischio finale dell’Allianz Stadium: era stravolto dalle emozioni vissute, meglio dunque lasciare la parola al più lucido Giorgio Chiellini.

Kalulu in conferenza

Il turno di riposo alle corde vocali prosegue anche oggi: in conferenza stampa ci sarà Pierre Kalulu. Un curioso avvicendamento, iniziato alla vigilia di Inter-Juve, quando il tecnico venne sostituito ai microfoni dal capitano Manuel Locatelli. Si è ricaricato, prima di ripartire per Torino: a casa sua, con la famiglia e gli amici di sempre. Smaltendo quasi tutta la delusione che fino a giovedì sera aveva lasciato segni tangibili sull'umore, nemmeno attenuati dalla copiosa sequenza di complimenti che si sono succeduti al termine della sfida di ritorno contro i turchi. Ha preso atto, poi, delle parole di Damien Comolli sul futuro: sa che la Juve ha tantissima voglia di scrutare l'orizzonte con Spalletti, identificato come il perno imprescindibile del progetto che sta nascendo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, lo sanno anche i muri

L’ambizione sbandierata dal club per l’anno prossimo passa dalla possibilità di competere per vincere lo scudetto: c’è poco da girarci intorno. Lo sanno anche i muri alla Continassa. A Lucio fa piacere respirare questo spirito al centro sportivo e non solo, per cui ha dato piena disponibilità alla Juve per parlare del contratto. Di un rinnovo necessario per non dover nuovamente mettere in piedi un’altra rivoluzione a giugno, tempestivamente scongiurata da Comolli a Londra. La settimana prossima, subito dopo la trasferta nella Capitale, allenatore e dirigenza si siederanno al tavolo.

Rinnovo Spalletti, la situazione

C’è un prolungamento di due anni da firmare, ma Spalletti prima di mettere nero su bianco pretende garanzie. Non è una questione di soldi, ma di reali prospettive sul mercato, di sintonizzazione comune sugli obiettivi da raggiungere. Il primo test la società l’ha superato solo in parte: a gennaio sono arrivati Holm e Boga per avviare la logica della composizione della rosa per doppioni in ogni ruolo. Dunque, un rinforzo a destra e uno a sinistra. Ma l’attaccante no: a Lucio ne sono stati proposti alcuni (Icardi, per esempio), lui ad un certo punto ha schivato ogni nome che non fosse Randal Kolo Muani, suo malgrado rimasto al Tottenham.

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Spalletti, la richiesta

Spalletti ha bisogno di almeno un top per reparto: lo ribadirà fino alla nausea e pretenderà di lasciare già il primo summit con rassicurazioni su questo fronte. Un altro campionato sguarnito e un’altra Champions League (ma prima va raggiunta!) senza un livello complessivo della rosa più alto di quello attuale è fuori discussione. Anche perché Lucio ha capito di essere a tutti gli effetti il front-man della nuova Juve: prima del suo approdo l’identità era una perfetta sconosciuta, adesso la squadra ha una fisionomia nitida e al netto della sbandata col Como ha tenuto testa a qualsiasi avversaria. Spalletti è pienamente appoggiato dalla proprietà: è rimasto colpito dall’incursione di John Elkann negli spogliatoi dopo il 3-2 al Galatasaray.

Elkann vicino e il mercato di Comolli

Sentirlo accanto, orgoglioso della squadra vista all’Allianz Stadium contro i turchi, gli ha fatto un effetto più che positivo. Serve, sì, per parlare di rinnovo con uno spirito rinfrancato. Ma guai a dare per scontata la fumata bianca per del tempo: il tecnico pretenderà di leggere il futuro. A Damien Comolli il compito di dotarsi di una sfera di cristallo: il mercato merita una pianificazione senza sorprese. Visto e considerato che la Juve insegue nuovamente la competitività in Italia, sarà impossibile trascurare il parere del tecnico, destinato a diventare centrale anche sui colpi estivi.

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Aveva bisogno di qualche ora per staccare la spina. Gli serviva per tornare più carico che mai, ancora più determinato per il nuovo campionato che parte dalla sfida dell’Olimpico contro la Roma: un mini torneo di 12 partite che vale l’accesso alla prossima Champions League. In ballo, di fatto, c’è lo spessore del mercato che la Juve potrà fare in estate. Fa la differenza per il club e pure per Luciano Spalletti, rifugiatosi per un giorno intero a Montaione nella sua Rimessa. La delusione per l’uscita di scena contro il Galatasaray gli ha prosciugato tantissime energie. Non è un caso che non si sia presentato ai microfoni subito dopo il fischio finale dell’Allianz Stadium: era stravolto dalle emozioni vissute, meglio dunque lasciare la parola al più lucido Giorgio Chiellini.

Kalulu in conferenza

Il turno di riposo alle corde vocali prosegue anche oggi: in conferenza stampa ci sarà Pierre Kalulu. Un curioso avvicendamento, iniziato alla vigilia di Inter-Juve, quando il tecnico venne sostituito ai microfoni dal capitano Manuel Locatelli. Si è ricaricato, prima di ripartire per Torino: a casa sua, con la famiglia e gli amici di sempre. Smaltendo quasi tutta la delusione che fino a giovedì sera aveva lasciato segni tangibili sull'umore, nemmeno attenuati dalla copiosa sequenza di complimenti che si sono succeduti al termine della sfida di ritorno contro i turchi. Ha preso atto, poi, delle parole di Damien Comolli sul futuro: sa che la Juve ha tantissima voglia di scrutare l'orizzonte con Spalletti, identificato come il perno imprescindibile del progetto che sta nascendo.

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