TORINO - Se tutto andrà come previsto, quella di ieri sera è stata l’ultima partita alla quale Dusan Vlahovic ha dovuto solamente assistere. Sì, perché a partire dai prossimi giorni, quei primi allenamenti - parzialmente - in gruppo si faranno totalmente insieme ai compagni. Che l’hanno aspettato. Che lo bramano. Così come Spalletti, che un terminale offensivo vero e proprio non ce l’ha praticamente da quando si è infortunato. A turno ci han provato David (il più utilizzato), poi Openda, quindi McKennie, a partita in corso persino Yildiz. Risultati? Pochini. Di sicuro, oltre a essere legittimamente un alibi, è diventato presto uno dei problemi da risolvere. Anche con il mercato.
Rinnovo Vlahovic: la strategia della Juve
No, non è un caso che questi mesi abbiano portato pure consiglio per quanto riguarda il rinnovo di Dusan Vlahovic, con cui i primi e nuovi approcci per il prolungamento sono arrivati addirittura due settimane fa. Al tavolo, papà Milos e un intermediario di fiducia, con la Juve che ha già chiarito la propria volontà al giocatore: sì, c’è la possibilità di andare avanti insieme, però senza fare follie. Che vuol dire pure non arrivare alle cifre oggi (e domani) guadagnate da Kenan Yildiz, dai 6 ai 7 milioni. Per questo la prima offerta potrebbe essere leggermente inferiore a quella del turco, quantomeno per la base di partenza. Coi bonus poi ci si può inventare qualsiasi cosa, e raggiungere le vette desiderate da entrambe le parti. A ogni modo, un nuovo incontro è atteso anche per questa settimana: papà Vlahovic sfrutterà il ritorno in campo di Dusan per ribadire il ruolo centrale della punta serba all’interno della squadra di Spalletti, altro grande sponsor - il principale, forse - della permanenza del centravanti, al quale vorrebbe poi affiancare un’altra punta di livello.
