Capello non ha dubbi: "Questa è la cosa più grave"
Insieme a Del Piero, hanno trattato l'argomento anche altre figure storiche del calcio italiano, primo tra tutti Fabio Capello. L'ex allenatore ha sottolineato come in Italia si perda troppo tempo rispetto che in Champions League: "Il Galatasaray contro il Liverpool ha cercato di perdere tempo e si sono beccati tanti di quei fischi... Come hanno fatto anche a Torino contro la Juventus". Fermando spesso le azioni, si gioca meno e si perde d'intensità: "L'intensità te la dà il giocatore che corre. La velocità dell'azione ti dà la velocità della palla. La cosa più grave è che abbiamo tolto la responsabilità ai calciatori di fare un passaggio in avanti, ora teniamo sempre palla. Ora la palla al portiere è giusta".
Un altro gigantesco problema riguarda il numero di dribbling tentati: nessuno in Serie A si prende il rischio di giocare la palla. "Come si scardina questo tipo di pensiero? Dicendo che non si vuole quel tipo di giocata - ha detto senza mezzi termini Capello -. Bisogna dire che non bisogna più passarla al portiere, serve verticalizzare e responsabilizzare i giocatori. Quando recuperi palla bisogna giocare in avanti. La prima idea deve essere quella". Ma il sistema calcio italiano va rifondato del tutto: "La ripartenza che deve fare l'Italia è non fare classifiche fino a 13 anni, solo giocare e divertirsi. Fino a 16 anni devono puntare sulla tecnica e devono essere le società a imporre questa cosa". Eppure il talento c'è, ma spesso non sappiamo riconoscerlo: "Vergara fino a due mesi fa era la riserva della riserva della riserva. Ora in due mesi poteva andare in Nazionale. Si ha poco coraggio a fare le cose".