Il parere di Boban, Condò e Costacurta
"L'anno scorso l'Inter ha eliminato il Bayern, non è così drammatico come la pensiamo - ha aggiunto Boban -. I numeri evidenziano che alcune cose non vanno bene nel calcio italiano ma lo sappiamo da anni, però tanto di questo è sulla tattica. Non si lascia giocare i calciatori liberamente. Il Como lo può fare perchè c'è un concetto chiaro di gioco. C'è solo un 10 in Italia ed è Nico Paz. Il Como è l'unico a giocare con il 4-2-3-1. Ai miei tempi ci davano gli schiaffi se la passavi all'indietro. Manca il talento? Io gente come Del Piero o Baggio non la vedo". Ma il problema in Serie A è più ampio: "L'alta intensità dipende sempre da ali e terzini, in Italia quante squadre giocano con le ali veloci? In Europa quasi tutte, è un fatto tattico, non di poter correre o meno. Leao ora nel 3-5-2 non riesce più a scattare perchè non riesce a trovare spazio e non è capace. Era stato preso per fare l'ala, non la seconda punta o la punta. C'è tanto di tattico, è qualcosa di retrogrado tatticamente".
Condò ha invece analizzato alcune caratteristiche negative del calcio italiano attuale: "Nel nostro campionato quando un giocatore finisce per terra perde molto più tempo, spezzando il ritmo rispetto a una gara di Champions League, dove non resta nessuno per terra. Quei 5 secondi extra persi per ogni fischio contano. E poi in Serie A si provano pochissimi dribbling. Quel dato è spaventoso, basta da solo a spiegare i problemi".
Costacurta ha voluto dare un suggerimento alle squadre italiane: "Soprattutto negli ottavi ho visto gol su verticalizzazioni stupende, anche da parte dei portieri. Noi siamo molto bravi a copiare, magari prenderemo esempio. A me sembra che ci stiamo un pochino annoiando nel nostro calcio. I passaggi tra portieri e difensori cominciano ad annoiare anche chi sta sugli spalti".
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