Spalletti a Dazn: "Juve dai due volti"
Il tecnico bianconero ha analizzato Juve-Genoa anche a Dazn: “Son contento della prestazione. Ci sono due facce. Quella che ha messo a posto il risultato nel primo tempo, che è una squadra straordinaria, che va a fare scelte, decisioni su come comportarsi. Nel secondo tempo accetta di essere inferiore al livello di sé stessa ed è in balia degli episodi, di quello che è il pallone che rimbalza e che va da destra a sinistra. Nessuno che sistemi una situazione e che dà ordine su quella che è stata l’incertezza dell’altro, gli si dà seguito in quello che vuole il pallone, che va in giro e non si riesce a dargli una direzione. Ci sono le maglie a strisce che vanno in quella direzione là, seguiamo la striscia della maglie! Non ci si riesce, tutti si accodano a quella che è la mezza scelta, la mezza decisione, la precarietà del pallone. Fase di possesso, fase di non possesso o fase di nessuno: ci si accoda alla fase di nessuno perché non si sa di chi è questo pallone. E se fanno gol su rigore all’ultimo diventa una partita messa in discussione che, per come condotta nel primo tempo, non può essere messa in discussione".
McKennie e i giocatori con più ruoli
Sempre a Dazn sull’abilità di McKennie di ricoprire più ruoli: "Chiaro che il nostro mondo è soggettivo, ognuno può dare la definizione che vuole: ora ci sono le ricerche di non avere una posizione precisa. Siamo nell’essere 3-5-2 o 3-4-3 o 4-3-3: ci sono più sistemi tattici che si vanno a creare e sviluppare durante la partita. Io preferisco tanti calciatori che sanno interpretare più ruoli: Kalulu che ogni tanto parte e va a fare sovraccarico da una parte per fare superiorità numerica, Yildiz ogni tanto va a destra e ci si ritrovi lui con Conceicao: sono letture loro e che danno vantaggi, perché creano squilibri negli altri. Poi certo c’è bisogno sempre di un rendersi conto e ricreare un equilibrio da questa presa di decisione di esplorare altre parti del campo. McKennie sa fare tutto, difficilmente lo togli dal campo. Io oggi giocavo contro Daniele, anche De Rossi per me sapeva fare più cose: era simile a questo McKennie qui. Di più McKennie ha la dinamicità, sa giocare anche attaccante o con le spalle girate alla porta, dove lo metti porta a casa roba che ti ci vuole per gestire la partita. Preferisco un po’ di giocatori così. Nel secondo tempo abbiamo sofferto e non abbiamo messo in condizione Yildiz e Conceicao di fare quello che sanno fare: loro facendo la fase difensiva concedono qualcosa all’avversario perché non è la loro qualità. Devi sempre stare in equilibrio su queste cose, riuscire ad avere una forza o a mettere cose dentro la scatola della partita che diano il livello di squadra che sei. Se non gestisci palla come nel secondo tempo diventa difficile: sei la squadra della somma delle decisioni individuali che hai a disposizione. Se nessuno riesce a fare due passaggi per bene come accaduto nella ripresa… Quei calciatori li li metti a fare un lavoro non adatto e non ti danno un contributo, perché non è la loro qualità".
