Gli insegnamenti e la scelta tra calcio e football americano
Sugli insegnamenti più importanti della famiglia: "L'insegnamento più importante che mi hanno dato è quello di divertirmi, questa è l'unica cosa che mi hanno sempre detto. Perché quando non ti diverti più vuol dire che non hai più passione per quello cosa che stai facendo. Questa è una cosa fondamentale per me. Ogni volta che andavo alle partite di calcio, o di football americano, volevano che dessi il meglio di me ma anche di divertirmi". E sulla scelta tra calcio e football americano: "Sì non ero sicuro ma penso di aver preso quella decisione quando avevo undici anni. Io giocavo a entrambi. Quando sono tornato dalla Germania, a nove anni, li praticavo entrambi. Poi ho preso questa decisione insieme a mia mamma. Le ho detto che amavo il football al 99,8%, ma amavo il calcio al 99,9% e mi disse, dunque, che avevo già preso la mia decisione. Così mi sono concentrato soltanto sul calcio e ora sono qui. Otto gol in una partita? Sì, è vero, quando avevo sei anni. Quando ho iniziato a giocare per la squadra della mia città in Germania, l'Otterbach, il mio allenatore David Muller cercava sempre di darmi delle responsabilità perché vedeva qualcosa in me. Mi diceva sempre: 'Wes, sai di essere il migliore, hai delle responsabilità e devi assumertele', anche se avevo solo sei-sette anni e mi chiedevo cosa intendesse dire, io alla fine volevo soltanto giocare a calcio. E poi nella mia prima partita ho segnato otto gol".
L'arrivo alla Juve e il primo americano in bianconero
Weston poi parla del suo arrivo alla Juve e di cosa si prova a essere il primo americano in bianconero: "Non credo di rendermene conto di cosa significhi perché gioco in Europa da tanti anni. Penso me ne renderò conto a fine carriera di cosa voglia dire essere il primo americano a giocare qui. Qualcuno ha detto che la Juve fosse troppo per me? Ora non risponderei in nessun modo. Voglio dire, mi sembra che i fatti parlino da soli ed è possibile vedere ciò che ho fatto fino a ora. Non sono una persona meschina, ognuno ha le proprie opinioni e fa ciò che vuole. Sono più il tipo che reagisce a questi commenti lavorando a testa bassa per dimostrare il contrario e penso di esserci riuscito anno dopo anno".
