I valori di McKennie
Sui valori McKennie spiega: "Quando ho firmato il contratto ho pensato: 'Wow'. Potrei vivere qui, da americano per dieci anni cioè un terzo della mia vita. È sicuramente qualcosa che quando la osservi da fuori, da un'altra prospettiva, riesci a elaborare meglio. Sono sicuro che quando hai mille pensieri per la testa, se fai un respiro profondo e cerchi di guardare alla tua vita con occhi diversi, da altre angolazioni, riesci a capire meglio come proseguire. Inoltre, le persone che ti stanno attorno, quelle che attrai e a volte non attrai quelle giuste, se fai un passo indietro e ti chiedi 'quali sono i miei valori? Cosa voglio diventare? Cosa voglio fare? Chi voglio intorno a me?', allora capisci chi realmente vuole che tu abbia successo. Penso che questa cosa tu possa farlo in ogni ambito della tua vita. Per me è molto importante stare con le persone che amo perché quando le cose vanno male sono quelle a cui ti appoggi, che ti supportano. Ti offrono una diversa prospettiva. Voglio dire, ci sono dei momenti in cui non gioco bene e sono molto autocritico. Sono molto severo con me stesso e a quel punto qualcuno di cui mi fido mi dice: 'Sì, non hai giocato bene ma sei stato bravo qui e qui'. Questo ti aiuta a uscire dalla tua testa e porre fine al piccolo malessere. Poi ogni volta che devi prendere delle decisioni, o quando vuoi rilassarti, quelle persone che emettono una buona energia e con cui ti senti a tuo agio diventano fondamentali".
L'autocritica di Weston e rapporto con Spalletti
Poi il centrocampista bianconero prosegue: "La prima persona con cui parlo dopo una partita fatta male? Probabilmente con me stesso allo specchio (ride ndr). Mi dico: 'Ca**o'. A parte gli scherzi, parlo con me stesso in una sorta di dialogo interiore perché riavvolgo la partita nella mia testa e se non è andata bene cerco di visualizzare gli errori per capire dove poter fare meglio. Faccio lo stesso sempre, anche dopo una buona partita. Penso: 'Avrei potuto fare meglio questo o quello', ma se alla fine abbiamo vinto sono felice". Sul rapporto con Spalletti: "Ci vado d'accordo naturalmente. Ma penso che ogni calciatore abbia diversi bisogni o diverse aspettative da qualcuno. Ogni volta che lo vedo mi dà un senso di sicurezza. Quando ti rimprovera per qualcosa non lo fa in maniera cattiva, ma lo fa per farti migliorare. Ho avuto esperienze diverse con diversi allenatori e alcuni di loro ti mortificano. Invece Spalletti non so come faccia, forse è la sua personalità e ti fa pensare: 'Ha ragione, devo fare di più e migliorarmi'. Ha questo potere di saper attirare la tua attenzione, quando ti dice qualcosa ti viene voglia di ascoltarlo e di fare ciò che ti chiede, provare a seguire i consigli che ti dà perché ha esperienza, è saggio. Da quando è arrivato siamo stati in grado di divertirci giocando. Una cosa che ripeto sempre, quando la gente me lo chiede perché è il mio modo di pensare, perché per me la squadra e il suo successo è tutto, una cosa che lui dice sempre: 'Puoi dribblare quattro avversari e segnare e far felice una sola persona. Ma se ne dribbli una e la passi, il tuo compagno segnerà allora sarete felici in due. Quindi due è sempre meglio di uno'. E questo è qualcosa che sento molto mio perché nella posizione in cui gioco faccio gli stessi ragionamenti".
