I singoli: l'analisi su David e McKennie
Il Man of the match dell'incontro è stato David, autore del gol dell'1-0. Ambrosini parlando del canadese ha detto: "Per me ha fatto delle partite dove è stato più coinvolto rispetto a oggi. Però lui è ben voluto dai ragazzi, come è stato difeso dai compagni. Spalletti però ha detto che serve un attaccante che faccia altre cose, ma è migliorato. Io non vedo in lui la cattiveria da killer in area di rigore, cosa che aveva prima di arrivare qua. Lo ha sempre fatto in carriera, qui non l'ha ancora dimostrato. Spalletti gli chiede di scendere tanto per giocare, vorrei capire quanto è migliorato da quando è arrivato". E Bernardi ha aggiunto: "Spalletti l'ha definito 'attaccante da non contatto', che è esattamente l'opposto di quello che cercava a gennaio". Ferrara ha quindi detto: "Oggi in almeno due occasioni ha attaccato lo spazio con i tempi giusti. Oggi è più pulito nelle giocate, anche quando deve aiutare la squadra. Comunque è sempre stato difeso da compagni e allenatore, ed è un aspetto importante".
Un altro giocatore decisivo, come sottolineato da Bernardi, è stato McKennie: "I 5 gol e 5 assist fatti in Serie A li ha fatti tutti con Spalletti. La heatmap di questa partita è allucinante, non puoi definire il suo ruolo. Contro l'Atalanta è mancato molto, perché è quello che cambia l'assetto della Juve". L'importanza dell'americano è stata sottolineata anche da Ambrosini: "Nel calcio fluido di Spalletti, McKennie ha la capacità di mettersi dove serve. Nell'area di rigore è più presente degli attaccanti. Fa l'esterno destro ma in fase di possesso non sta lì, fa il trequartista, la mezzala, la punta".