Rivoluzione e trasparenza
Già, pure chi è lontano dal campo non sempre ha digerito il modus operandi dell’ex Tolosa. Innovativo con l’algoritmo (ingenti le spese sostenute per i software finora) e sicuramente illuminato anche su temi extra-calcio, ma risultato impacciato nella comunicazione interna: le mail motivazionali ai dipendenti Juve - che Comolli ha deciso di aggiornare in tempo reale sui risultati di tutte le squadre del club (dalla prima squadra ai pulcini) per rafforzare l’affezione ai colori bianconeri - hanno generato facile ironia, senza fargli guadagnare punti di simpatia. A Comolli è stata additata una mancanza di empatia. Sebbene dei tentativi per avvicinarsi al cuore delle persone li abbia fatti. Nella cena di Natale, per esempio, per stemperare la distanza grande capo-dipendente, si è incaricato coi camerieri di grattare il parmigiano sul piatto di pasta servito. Un gesto simpatico per rompere il ghiaccio e per guardare negli occhi ogni singola figura del mondo bianconero.
Ma l’ex Tolosa, in termini di credibilità e considerazione, paga le modalità d’inserimento: ha rivoluzionato troppo in troppo poco tempo. Basti pensare alla fatica che sta facendo Ottolini - ds nominato a gennaio dopo un iter di selezione infinito - a ricreare l’area scouting: una missione impervia e non ancora terminata. Il punto di vista di Comolli, nel confronto che avrà con Elkann, sarà molto trasparente: non avrebbe intenzione di mollare alcuna delega. Neppure quelle più strettamente tecniche. Per orgoglio e per ferrea convinzione di poter creare una grande Juve, se solo gli verrà concesso tempo per riuscirci. Non sono poche le persone che soffiano sulle fiamme divampate dopo il ko contro la Fiorentina. Damien l’ha capito e ora aspetta il verdetto di John. Sereno come sempre.
