"Devo prendermi le mie responsabilità"
Sulle prestazioni delle ultime partite ha aggiunto: "Il rammarico non è tanto quelle partite dove non siamo riusciti a vincere ma abbiamo fatto la prestazione, creando tante situazioni da gol. Il rammarico in questo caso è non essere riusciti a essere noi stessi, di non aver fatto tutta quella mole di gioco che ci aveva contradddistinto per tutto questo periodo. La spiegazione da un punto di vista mio è sempre la stessa: che io debbo guardare a quello che la squadra propone e come si è presentata in campo e di conseguenza prendere le mie responsabilità. Di fronte a loro sono sempre stato convinto di parlare con degli uomini e ci ho parlato come tali, non solo come degli esecutori, perché penso che parlare alla testa e al cuore degli uomini ti possa portare a un livello superiore delle tue capacità. Perché ti fanno andare a toccare situazioni o cose che non ti aspetti".
"Per me non conta trovare degli alibi e andare a dare responsabilità agli altri - ha continuato -. Poi naturalmente devo fare ugualmente della analisi e delle conclusioni. Però se io presento una squadra in campo in una partita così importante e il risultato è quello lì, la prima analisi la devo fare su me stesso, trarre delle conclusioni e farmi dei pensieri su quello che è successo e sulle difficoltà, a volte caratteriali. Si gioca tutto dentro questa parola, che carattere si ha quando si vanno ad affrontare certe situazioni. Per me tutto quello che abbiamo fatto insieme non diventa tutto sbagliato per un episodio o una partita. Ci sono analisi molto più profonde che mi permettono di programmare il futuro in maniera meno emotiva e dipendente solo da un episodio o da un gol come si fa spesso oggi nel campo, dove un episodio può ribaltare tutto. Ci sono le soluzioni pronte per la sconfitta o la vittoria, il kit da usare in base a cosa è successo durante la partita. In più in settimana eravamo tutti nervosi... Io parlo a degli uomini e sono convinto che i miei calciatori siano uomini".
