David: il tempo delle scommesse è finito
Chissà, magari nel destino di David c’è qualcosa di simile, ma è più probabile il contrario e la Juve, la Juve di oggi, non si può permettere scommesse e disperati tentativi di recupero; necessita di certezze e solide basi su cui ricostruire.In questo scenario si cala, perfettamente intonato, il ragionamento via social del procuratore di Michele Di Gregorio, Carlo Albero Belloni, che si sfoga contro la Juve e la volontà di cambiare portiere. Senza nominare Damien Comolli, genericamente indicato come “la dirigenza francese”, l’agente si scaglia contro le scelte. “La dirigenza spende 130 milioni per tre attaccanti, impresentabili, per coprire la spesa folle scarica il fallimento stagione tutto sul portiere comprato dalla dirigenza precedente in persona del ds C. Giuntoli come migliore portiere della Serie A, a 26 anni”. Al di là della punteggiatura è tutto condivisibile, perché gli attaccanti (anche se non si capisce chi indichi come terzo) sono stati, effettivamente, uno dei punti più deboli dell’ultima Juve. E, più in generale, la sua durissima critica alla gestione del club è argomentata in modo rigorosamente oggettivo: “20 giocatori nuovi in due stagioni, tre allenatori in due stagioni, tre dirigenze in due stagioni”. Seppure comprensibile, dato il mestiere di procuratore, è invece più opinabile difesa del suo assistito Di Gregorio, nella quale viene citato il quarto posto nella “classifica di Sofascore”, il noto sito di statistiche, risultato discreto, che tuttavia non equivale esattamente al Trofeo Yashin.
