Allegri fa irritare il Milan, dall’addio al braccio di ferro per Rabiot: cosa succede

Max punta a portarsi pure a Napoli il suo pupillo: in giornata prima riunione operativa con il ds Manna

MILANO - Non è ancora finita del tutto tra Massimiliano Allegri e il Milan e lo scontro si sta ampliando ulteriormente anche in sede di calciomercato. Al netto di quelle sono le versioni di parte, il rapporto tra l’allenatore toscano e il club rossonero è andato via via deteriorandosi dal mese di gennaio in poi, tra richieste sul mercato non soddisfatte, un’assenza di alternative a quanto proposto in campo che poi ha portato al tracollo degli ultimi due mesi di campionato fino alla clamorosa esclusione dalla Champions League passando anche per la zuffa che c’è stata con Zlatan Ibrahimovic durante una riunione programmatica che non è degenerata solo grazie all’intervento di Igli Tare. Tensioni che sono diventate palesi quando si è trattato di parlare della buonuscita chiesta dall’allenatore dopo l’esonero. Allegri aveva comunque un altro anno di stipendio, da qui la richiesta di 5 milioni lordi al club (2 per lui, il resto per lo staff) a fronte di un risparmio di 13,6 milioni lordi. Alla fine l’accordo è stato faticosamente trovato e oggi Allegri risolverà il contratto con il club rossonero e poi incontrerà nel suo primo atto “ufficiale” da allenatore del Napoli in pectore il ds Manna per iniziare a programmare il mercato del suo nuovo club alla luce del sole.

Il retroscena su Cardinale e il futuro della dirigenza rossonera

E pensare che, secondo alcune indiscrezioni, Gerry Cardinale si sarebbe aspettato le dimissioni dello stesso Allegri dopo Milan-Cagliari, così come le avrebbe volute da Furlani e Tare, mentre il rinnovo di contratto di Moncada era stato bloccato settimane prima della deflagrazione cardinalizia. Di conseguenza, l’ex capo scout, andrà a scadenza e potrà firmare liberamente con un altro club che avrebbe già trovato, visto che è molto vicino al Nizza.

 

 

Allegri vuole Rabiot al Napoli: il Milan alza il muro

A Napoli, il buon Max, vorrebbe ricongiungersi nuovamente con Adrien Rabiot, giocatore che ha dimostrato di poter essere la sua nemesi in campo. I due si stimano tantissimo e Allegri lo avrebbe già indicato a De Laurentiis e Manna come un nome caldo da poter provare a portare in azzurro. Anche perché gli potrebbe garantire quella vetrina della Champions League che al Milan non c’è (ma anche qui ci sono delle responsabilità tecniche importanti dell’allenatore). Però qui arrivano i problemi. Perché va bene che oggi in casa rossonera c’è un vuoto di potere che, piano piano, dovrà essere risistemato (sale il profilo di Massimo Calvelli per il ruolo di amministratore delegato effettivo), ma quando tutto sarà a posto, se dei club vorranno dei calciatori rossoneri, dovranno presentarsi con offerte importanti. E il Milan non ha intenzione di cedere a ricatti sotto questo aspetto. Tradotto: o il Napoli si presenta con una proposta pesante a livello economico per Rabiot, oppure il giocatore – in virtù del contratto che lo lega ai rossoneri fino al 30 giugno 2028 – potrà tranquillamente rimanere al Milan e giocare campionato e Europa League.

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Il Milan risponde ad Allegri

Al Milan sanno delle possibili manovre di Allegri per provare a convincere il suo pupillo per mettere il club in difficoltà, ma se c’è una cosa che non è andata giù a Cardinale è che anche i giocatori hanno una fetta importante di responsabilità per quel che concerne il risultato del campo. E che le cessioni saranno funzionali alla struttura della squadra che verrà disegnata di comune accordo con il prossimo allenatore e responsabile dell’area tecnica. Un messaggio per Rabiot, ma anche per tutti quelli che vogliono lasciare il Milan: l’ultima parola – almeno in teoria – ce l’avrà la società. Allegri-Milan, un rapporto che sembrava poter essere duraturo e che invece si è presa una deriva imprevista un anno fa e ora si provano anche i dispetti.

Riecco Comotto, Zeroli e Camarda

La stagione 2026-27 del Milan sarà caratterizzata dall’impegno del giovedì in Europa League, il che comporterà una serie di partite domenicali o al lunedì sera in campionato. La storia europea del club dice che tale manifestazione, oltre a mancare nella bacheca di via Aldo Rossi, non potrà essere affrontata con superficialità anche per una questione di ranking Uefa, con il Milan che è scivolato al 30° posto della graduatoria dopo l’assenza dalle coppe continentali dell’ultima stagione. Per affrontare questo doppio impegno, il club dovrà operare sia numericamente sia qualitativamente sulla rosa che verrà messa a disposizione del prossimo allenatore, con un mix inevitabile di calciatori che possano consentire un cammino in Europa League di un certo tipo, evitando brutte figure. Ecco perché serviranno, sostanzialmente, due squadre il cui mix possa consentire una gestione più oculata e qualitativamente elevata della doppia partita.

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Acquisti mirati e valorizzazione dei giovani italiani

Questo vuol dire che ci dovrà essere un mercato in entrata aggressivo, fatto di calciatori funzionali all’idea tattica del prossimo allenatore e che, soprattutto, non vengano messi fuori ruolo come è successo durante l’ultimo anno con Massimiliano Allegri, il suo 3-5-2 intoccabile e il depauperamento del valore tecnico (ed economico) di alcuni giocatori come, ad esempio, Rafael Leao, costretto a fare il centravanti quando, in realtà, non è mestiere suo. Diventerà di fondamentale importanza, come illustrato nei giorni scorsi, trovare anche un blocco di calciatori formati in Italia e nel club che possano allungare la rosa e che sappiano giocare già con i grandi. Ecco perché saranno attentamente osservati i cavalli di ritorno come Christian Comotto, Kevin Zeroli e Francesco Camarda, che hanno avuto modo di farsi le ossa tra Serie B e Serie A e torneranno a Milanello con un bagaglio d’esperienza più ampio rispetto a quando hanno lasciato il nido milanista nella sessione 2025 del calciomercato estivo.

Futuro Leao e Modric: le situazioni da monitorare

Tra l’altro, parlando di Leao, è ormai noto il suo desiderio di voler andare via dal Milan, ma solo per un campionato top come la Premier League o la Liga. La Turchia e l’Arabia Saudita non lo stuzzicano e si aspetterà dopo il mondiale per capire che ne sarà di lui. Così come di Luka Modric, sempre più orientato al ritorno al Real Madrid in un ruolo dirigenziale, ma qui dipenderà dalla rielezione di Florentino Perez.

Musah, Bennacer e Chukwueze: il Milan lavora alle uscite

Infine c’è la questione legata ai rientri dai prestiti di quei calciatori che, difficilmente, potranno far parte del progetto tecnico del nuovo Milan. Yunus Musah, ad esempio, non sarà riscattato dall’Atalanta, ma la sensazione è che il Milan cercherà di venderlo così come tornerà alla base Warren Bondo, ma anche lui appare destinato a lasciare il Milan in via definitiva o quasi. Per Ismael Bennacer, invece, è ipotizzabile che gli venga proposta una risoluzione del contratto visto che è entrato nell’ultimo anno del legame con il Milan, con una buonuscita. Si attendono sviluppi anche su Samuel Chukwueze, con il Fulham che sembrava intenzionato a riscattarlo, ma ad una cifra inferiore ai 21 milioni previsti un anno fa.

 

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MILANO - Non è ancora finita del tutto tra Massimiliano Allegri e il Milan e lo scontro si sta ampliando ulteriormente anche in sede di calciomercato. Al netto di quelle sono le versioni di parte, il rapporto tra l’allenatore toscano e il club rossonero è andato via via deteriorandosi dal mese di gennaio in poi, tra richieste sul mercato non soddisfatte, un’assenza di alternative a quanto proposto in campo che poi ha portato al tracollo degli ultimi due mesi di campionato fino alla clamorosa esclusione dalla Champions League passando anche per la zuffa che c’è stata con Zlatan Ibrahimovic durante una riunione programmatica che non è degenerata solo grazie all’intervento di Igli Tare. Tensioni che sono diventate palesi quando si è trattato di parlare della buonuscita chiesta dall’allenatore dopo l’esonero. Allegri aveva comunque un altro anno di stipendio, da qui la richiesta di 5 milioni lordi al club (2 per lui, il resto per lo staff) a fronte di un risparmio di 13,6 milioni lordi. Alla fine l’accordo è stato faticosamente trovato e oggi Allegri risolverà il contratto con il club rossonero e poi incontrerà nel suo primo atto “ufficiale” da allenatore del Napoli in pectore il ds Manna per iniziare a programmare il mercato del suo nuovo club alla luce del sole.

Il retroscena su Cardinale e il futuro della dirigenza rossonera

E pensare che, secondo alcune indiscrezioni, Gerry Cardinale si sarebbe aspettato le dimissioni dello stesso Allegri dopo Milan-Cagliari, così come le avrebbe volute da Furlani e Tare, mentre il rinnovo di contratto di Moncada era stato bloccato settimane prima della deflagrazione cardinalizia. Di conseguenza, l’ex capo scout, andrà a scadenza e potrà firmare liberamente con un altro club che avrebbe già trovato, visto che è molto vicino al Nizza.

 

 

Allegri vuole Rabiot al Napoli: il Milan alza il muro

A Napoli, il buon Max, vorrebbe ricongiungersi nuovamente con Adrien Rabiot, giocatore che ha dimostrato di poter essere la sua nemesi in campo. I due si stimano tantissimo e Allegri lo avrebbe già indicato a De Laurentiis e Manna come un nome caldo da poter provare a portare in azzurro. Anche perché gli potrebbe garantire quella vetrina della Champions League che al Milan non c’è (ma anche qui ci sono delle responsabilità tecniche importanti dell’allenatore). Però qui arrivano i problemi. Perché va bene che oggi in casa rossonera c’è un vuoto di potere che, piano piano, dovrà essere risistemato (sale il profilo di Massimo Calvelli per il ruolo di amministratore delegato effettivo), ma quando tutto sarà a posto, se dei club vorranno dei calciatori rossoneri, dovranno presentarsi con offerte importanti. E il Milan non ha intenzione di cedere a ricatti sotto questo aspetto. Tradotto: o il Napoli si presenta con una proposta pesante a livello economico per Rabiot, oppure il giocatore – in virtù del contratto che lo lega ai rossoneri fino al 30 giugno 2028 – potrà tranquillamente rimanere al Milan e giocare campionato e Europa League.

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