Dall'acquisto del Napoli nel lontano 2004 fino alla conquista dei due scudetti negli ultimi anni con Spalletti e Conte in panchina: Aurelio De Laurentiis racconta, in una lunga intervista alla CBS Sports, le sue emozioni in questi anni e anche le difficoltà incontrate lungo il percorso. Tantissimi i temi toccati dal presidente dei partenopei compreso anche le difficoltà del sistema calcio italiano, le possibili riforme e una sua idea personale sulle prossime elezioni in FIGC.
I retroscena sull'acquisto del Napoli
Aurelio De Laurentiis racconta a CBS Sports i retroscena dell'acquisto del Napoli nel 2004: "Ero a Los Angeles, stavo girando un film con diversi attori importanti era il 2004. E come sempre in alcuni momenti, mi sono detto che avevo bisogno di 3 settimane di vacanze estive, era Agosto e andai a Capri. Quando sono arrivato a Capri, mi hanno portato un quotidiano e vidi che un ragazzo stava comprando il Napoli per 5 milioni di euro. Comprare il Napoli? Ma come? Allora chiesi ad un ragazzo e mi disse: 'Il Napoli non esiste più. Sono andati in bancarotta'. Vuoi comprarlo mi dissero? Dissi calma…calma. Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline dissero 'ma sei pazzo? Non sai niente sul calcio'. Cari amici, sono un uomo di business, è una nuova avventura, molto divertente. Misi dei soldi sul tavolo ma acquistai solo un pezzo di carta, non c’erano i giocatori! Non esisteva più niente. Non sapevo da dove iniziare. La federazione mi disse che siccome ero io, dovevo iniziare dalla Serie C, non dalla Serie A. Praticamente iniziammo con un profondo viaggio nel sud Italia…l’inizio fu terribile: ho passato ore chiuso negli spogliatoi degli stadi perché la gente voleva aggredirmi. Loro non erano mai stati in serie C. È stato molto difficile, ma per me è stato come il migliore film della mia vita. Ci abbiamo messo 3 anni per tornare in Serie A ma finalmente risalimmo. Ero molto sollevato e fiero di me stesso, perché senza capire niente di calcio, piano piano con umiltà ho iniziato a capire e abbiamo avuto successo! Siamo stati l’unico team a partecipare per 15 anni consecutivi alle competizioni europee. Oggi la relazione con i tifosi è fantastica, sono tantissimi".
I due scudetti col Napoli e le idee del nuovo calcio
Il numero uno azzurro parla dei due scudetti vinti in questi anni: "È stato difficilissimo, il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo! La nuova generazione è velocissima, sono cresciuti con i telefoni, loro hanno la passione ma non la pazienza! Loro non riescono a vedere una partita per 2 ore davanti alla televisione, se vengono allo stadio si... ma davanti alla Tv no. C’è solo uno stupido intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25' e 25' consecutivi con il tempo effettivo come nel basket. Oggi nel calcio gli arbitri decidono quanto recuperare, io lotto con la FIGC perché quest’arbitro non era bravo, quello fa così, l'altro fa così…è un’anarchia! Non è buono, per lo sport soprattutto. Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che sembrano i proprietari del calcio! Stronzate! É poco corretto. Gli agenti sono persone che offrono un servizio, non sono i padroni. Gli agenti chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono".