“Ero terrorizzato, mi ha chiamato il manager subito dopo la finale…”: il retroscena su Sinner

Le dichiarazioni di Binaghi dopo il trionfo di Jannik agli Internazionali: “Con il presidente Mattarella mai nessuno strappo"

"Siamo stati contattati dalla Lega Calcio, ma abbiamo spiegato che non volevamo entrare in una querelle che aveva raggiunto livelli troppo alti per noi, tra ricorso al Tar e l'impegno di Ministero dell'Interno, Prefettura e Questura". Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, racconta così le ore frenetiche di trattative con la Lega Calcio dell'ultima settimana per l'orario del derby capitolino, giocato poi in concomitanza delle altre sfide di campionato in chiave Champions ieri alle 12, poche ore prima della finale degli Internazionali d'Italia vinti da Jannik Sinner. "Spostare la finale avrebbe significato far perdere credibilità al torneo a livello internazionale - spiega Binaghi, ospite di 'Radio Anch'io Sport', su Rai Radio 1 - Il nostro torneo è gestito all'ATP, fa parte di un circuito internazionale, i diritti televisivi non sono venduti da noi e decine e decine di paesi erano programmati per quell'ora. Quindi sarebbe stato un danno enorme per la credibilità del torneo e del paese".

"Tentativo maldestro di programmazione"

"Guardando la cosa in positivo, ho letto le parole di un ottimo dirigente come il presidente della Lega Serie A Simonelli: non solo è stato ammesso l'evidente errore, ma tutto quello che è successo spero crei i presupposti affinché, con una differente programmazione, non possa più capitare in futuro. Ma non parlerei di svista, faccio l'ingegnere e mi occupo un po' di numeri. Un anno fa uscì la programmazione con il derby di Torino durante le Finals, ora il derby di Roma durante gli Internazionali con in più la finale di Coppa Italia durante la settimana del torneo di Roma: questa non può essere una chiamata casualità. C'è stato un tentativo maldestro di programmazione, francamente non so finalizzato a che cosa. L'importante è che si sia capito e che questo non possa più accadere", spiega il numero uno della Fitp.

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"Forfait Sinner? Ero terrorizzato..."

"Ieri è stata una giornata perfetta. All'inizio del torneo ci eravamo posti tre obiettivi: superare la soglia dei 400mila spettatori paganti, superare il miliardo del valore dell'impatto economico del torneo sul territorio e provare a rivincere il signore maschile dopo 50 anni. Ne abbiamo raggiunti quattro di obiettivi: siamo riusciti anche a vincere anche il doppio maschile, al quale non pensavamo. Più di così... Maltempo unico elemento negativo? Questo ci dà ulteriori margini di crescita, l'anno prossimo, con un tempo migliore, possiamo ancora crescere come numeri". E' trionfale il bilancio finale degli Internazionali d'Italia di Binaghi. Un torneo chiuso con la vittoria di Jannik Sinner nel singolare maschile, mezzo secolo dopo il successo di Adriano Panatta, e con quella della coppia di Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel doppio maschile. Eppure, dopo Madrid, qualche dubbio sulla volontà di Sinner di esserci al Foro Italico c'è stato: "Ero terrorizzato - ammette il numero uno della Fitp - Subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare".

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"Tutto è andato per il meglio"

"Ero a Cagliari durante il torneo - prosegue Binaghi - ho risposto dopo mezz'ora. Ho parlato prima con Berrettini, mi diceva che era impossibile che potesse venire, che non ce la faceva più. Ero rassegnato. In realtà la telefonata pensavo fosse uno scherzo: chiedeva solo di poter giocare la prima partita sabato anziché venerdì. Ho risposto 'ti faccio giocare anche sulla Luna purché venga a Roma'. Tutto è andato per il meglio. Eravamo seriamente preoccupati per la tenuta fisica di Jannik, si sono visti problemi nel finale della partita con Rublev e soprattutto contro Medvedev. Credo che in quest'ultimo incontro Jannik abbia tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere. Ma questo è quello che fanno i grandi campioni, che non sono persone normali e che hanno una soglia di sofferenza differente da noi persone normali". Il premio della critica degli Internazionali va "al doppio Bolelli-Vavassori, a Luciano Darderi e Andrea Pellegrino, ma anche Arnaldi e Bellucci hanno fatto ottime prestazioni. E poi Noemi Basiletti: ha vinto pre-qualificazioni, qualificazioni e un turno in tabellone. Rappresenta il sogno di tutte quelle 57 mila persone che durante l'anno giocano le pre-quali. Anche Tyra Grant ha fatto un buon torneo".

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"Sinner-Mattarella, mai stato alcuno strappo"

Come di consueto, "abbiamo una tale quantità che, pur in presenza di giocatori non ancora al meglio come Paolini e Berrettini, il tennis italiano conferma di esserci, di essere uno squadrone e di avere giovani che possono sorprendere come è successo anche stavolta". Sinner e Mattarella, ricucito lo "strappo": "Mai stato alcuno strappo. Sono stato io, senza che nulla fosse programmato, a riuscire a convincere il Capo dello Stato a venire in campo a fare la premiazione, nel minuto immediatamente successivo alla vittoria di Jannik. Tutti gli italiani avrebbero voluto che fosse lui a premiare Sinner. Gli ho detto che anche Jannik sarebbe stato molto emozionato di essere premiato da lui. Il presidente ci ha pensato un attimo, è venuto in campo e credo sia stato un enorme regalo per Jannik, per noi, per il pubblico e per tutti gli italiani. Questo è un momento storico, in casa. Credo fosse giusto e bello che a premiare Jannik fosse lui". Ora il Roland Garros, Panatta potrebbe premiare ancora il fuoriclasse altoatesino: "Ci credo assolutamente. Siamo reduci da cinque tornei vinti consecutivamente. L'unico problema di Jannik è il fisico, ma ha un team di preparatori straordinari. Noi, con il nostro squadrone e non solo con Jannik, andiamo a Parigi per vincere", conclude Binaghi.

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Binaghi sul Roland Garros

Una domenica dove è andato tutto bene? Del calcio francamente non me ne sono accorto. Il successo più importante è stato quello dell'ultimo momento. Non era previsto riuscire a convincere il presidente Mattarella ad entrare in campo e premiare Jannik Sinner. Quella è la mia vittoria. Se sono rimasti sogni nel cassetto? Resta il Roland Garros con i maschi, anche se io rispetto a Sinner l'ho già vinto con la Schiavone, quindi è lui che deve colmare questo gap. Poi c'è il sogno che ci lascino in pace e ci facciano lavorare. Vediamo se ci riusciamo". Binaghi ha poi proseguito così: "La giornata perfetta per il tennis italiano? Forse anche la più importante per la quale abbiamo lavorato tanti anni, con la vittoria di tre giocatori italiani dopo che lo scorso anno le nostre giocatrici avevano vinto nella manifestazione che noi abbiamo risollevato dalle ceneri in questi vent'anni, e che vogliamo far diventare ancora più grande. La presenza del presidente Mattarella e di gran parte degli esponenti del Governo ha fatto sentire ai nostri ragazzi tutta l'Italia intorno a loro".

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"Siamo stati contattati dalla Lega Calcio, ma abbiamo spiegato che non volevamo entrare in una querelle che aveva raggiunto livelli troppo alti per noi, tra ricorso al Tar e l'impegno di Ministero dell'Interno, Prefettura e Questura". Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, racconta così le ore frenetiche di trattative con la Lega Calcio dell'ultima settimana per l'orario del derby capitolino, giocato poi in concomitanza delle altre sfide di campionato in chiave Champions ieri alle 12, poche ore prima della finale degli Internazionali d'Italia vinti da Jannik Sinner. "Spostare la finale avrebbe significato far perdere credibilità al torneo a livello internazionale - spiega Binaghi, ospite di 'Radio Anch'io Sport', su Rai Radio 1 - Il nostro torneo è gestito all'ATP, fa parte di un circuito internazionale, i diritti televisivi non sono venduti da noi e decine e decine di paesi erano programmati per quell'ora. Quindi sarebbe stato un danno enorme per la credibilità del torneo e del paese".

"Tentativo maldestro di programmazione"

"Guardando la cosa in positivo, ho letto le parole di un ottimo dirigente come il presidente della Lega Serie A Simonelli: non solo è stato ammesso l'evidente errore, ma tutto quello che è successo spero crei i presupposti affinché, con una differente programmazione, non possa più capitare in futuro. Ma non parlerei di svista, faccio l'ingegnere e mi occupo un po' di numeri. Un anno fa uscì la programmazione con il derby di Torino durante le Finals, ora il derby di Roma durante gli Internazionali con in più la finale di Coppa Italia durante la settimana del torneo di Roma: questa non può essere una chiamata casualità. C'è stato un tentativo maldestro di programmazione, francamente non so finalizzato a che cosa. L'importante è che si sia capito e che questo non possa più accadere", spiega il numero uno della Fitp.

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