"Italia, la storia ci insegna": Gattuso, la Bosnia e il Mondiale. "Barbarez gioca a poker..."

Il ct e la partita che vale la Coppa del Mondo: "Sappiamo quanto vale, se non vinciamo mi assumerò le mie responsabilità"

Ormai il tempo di ragionare è terminato, l'Italia è pronta a scendere in campo a Zenica contro la Bosnia. Il risultato da ottenete è solo uno: la vittoria. Un successo che riporterebbe gli azzurri al Mondiale dopo 12 anni dall'ultima volta e due edizioni mancate. Gattuso ha preparato la sfida senza troppa pressione e lo ha ribadito più volte davanti i microfoni, anche prima della semifinale contro l'Irlanda del Nord. In conferenza stampa alla vigilia della partita il ct azzurro ha esordito: "C'è la consapevolezza che domani ci giochiamo tanto, lo sappiamo bene. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità. Ci vorrà una grandissima Italia per andare ai Mondiali. Da quando esiste la Nazionale siamo diventati campioni anche non essendo i più forti grazie allo spirito, all'agonismo, all'orgoglio. Domani non dovrà mancare questo".

"Preferisco essere meno bellini e pensare al concreto"

Sulla paura prima di entrare in campo: "Quando fai il calciatore o l'allenatore, le partite sono difficili, specialmente quando sai che non puoi sbagliare. Puoi dire quello che vuoi ai calciatori, ma poi sono loro ad andare in campo. L'altra sera abbiamo sbagliato qualcosa dal punto di vista tattico e gliel'ho detto. Secondo me siamo stati molto bravi. La verità è una sola: sette mesi non eravamo questi. Noi soffrivamo gli avversari, non arrivavamo facilmente in porta. Ora annusiamo il pericolo, siamo migliorati. Magari ci aspettavamo che la giocassero di più al centro, sulle seconde palle. Però va bene, preferisco essere meno bellini e pensare al concreto".

Il parere su Locatelli e i possibili cambi in attacco

Al termine della partita contro l'Irlanda del Nord, Gattuso ha criticato la posizione in campo di Locatelli"Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l'ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona, alla fine". In attacco resta il dubbio su chi sarà il compagno di reparto di Kean"Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho detto di una squadra anche tecnica, loro sono forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili".

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E se l'Italia non andasse al Mondiale?

Gattuso ha poi parlato della possibilità che l'Italia non si qualifichi ai Mondiali 2026: "Non è il momento di parlare di questo e non sono la persona adatta. Ti parlo di me. Sarebbe una delusione, una mazzata importante di cui mi prenderei le responsabilità. Ma pensiamoci dopo, non ci siamo ancora spaccati la testa, inutile mettere i punti. Pensiamo alla partita di domani, in caso ci metterò la faccia".

La forza del gruppo e l'attaccamento alla maglia

Dal suo arrivo l'Italia è cresciuta molto: "Siamo un gruppo unito, vedo questi ragazzi dal primo giorno. All'inizio abbiamo preso gol assurdi, eravamo fragili, facevamo fatica a tenere il campo. Con Israele, alla prima difficoltà, abbiamo rischiato di buttare una partita finita. Questo è un aspetto e siamo migliorati. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, una fascite plantare e un problema al ginocchio. Tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensì per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco".

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Le condizioni del campo? "Pensare a quello è da deboli"

Il commissario tecnico dell'Italia ha poi parlato delle condizioni del campo di Zenica: "Non dobbiamo pensare a quello, è un alibi. Se è brutto, lo è anche per loro. Dobbiamo giocarla, senza pensare al campo o alla tribuna. È da deboli. Il campo l'ho visto, può andare. L'anno scorso allenavo in Croazia e i campi brutti sono quelli in cui giocavo con lo Spalato. Ma anche se fosse brutto, ci possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a quello che fanno loro, a come si muovono gli attaccanti".

Il rapporto con Dzeko e le polemiche post Irlanda del Nord

Sul rapporto con Dzeko: "Ho una buona amicizia da qualche anno, la stagione scorsa quando ero all'Hajduk poteva venire a giocare qui. I primi anni che ci parlavo avevo percepito lo spessore dell'uomo, come calciatore lo conoscete tutti. Come uomo non mi sorprendono le parole, ha grandissimi valori. Penso che stamattina non si sia smentito. Complimenti a lui per quello che ha fatto e sta facendo. Ma anche per lo spessore dell'uomo. Loro sono qui, si giocano la loro partita, nel loro stadio. Ripeto: quello che è successo non mi è piaciuto per questo motivo. Non è capitato niente, Dimarco era là con i suoi famigliari, tranquillo, è successo quel che è successo. Il rispetto che abbiamo nei confronti della Bosnia è enorme, per quello che dimostrano in campo. Poi i tifosi... Non hanno mai fatto gol, non mi è capitato".

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"Il ct della Bosnia è bravo a giocare a poker"

Il ct bosniaco ha parlato di pullman davanti alla difesa: "Barbarez è un grande giocatore di poker e lo apprezzo molto. Era un buon attaccante, ora è un allenatore preparato, si fa voler bene. Entra nell'anima dei giocatori. In Nazionale ha segnato 1 gol ogni 2 partite. La polemica uscita con Dimarco sono stupidaggini, siamo stati stupidi a farci male da soli. Sappiamo che la Bosnia è una squadra fisica, che sa soffrire e sa giocare. Da parte nostra c'è grande rispetto, sanno cosa devono fare e possono farci male. Quando dico che è un grande giocatore di poker gli sto facendo un complimento, mi incuriosisce".

L'esperienza in Croazia all'Hajduk Spalato

Nel suo periodo in Croazia, Gattuso ha avuto modo di capire la forza della mentalità balcanica: "Io sono stato bene all'Hajduk, quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix di giocatori forti fisicamente. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui". E proprio all'Hajduk, Gattuso ha conosciuto anche Stjepan Badrov, team manager che ha giocato in Bosnia: "Se l'ho sentito? Doveva venire qui. I componenti dello staff erano con me all'Hajduk e non poteva venire, deve rappresentare il club per un problema federale a Zagabria. Come allenatore dell'Hajduk abbiamo fatto tre partite contro squadre bosniache. Non c'era bisogna che me lo dicesse, si capisce l'atmosfera allo stadio".

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Gattuso a Sky: "Chi fa questo mestiere vive per queste notti"

"Chi fa questo mestiere vive per queste notti qui - ha detto il ct a Sky Sport -, quando hai il formicolio e la tensione comincia a salire. Non c'è cosa più bella. Se non hai questo vuol dire che devi appendere le scarpe al chiodo o se sei allenatore devi smettere. Ci giochiamo tanto, sono due Mondiali che non partecipiamo, però bisogna anche pensare e riuscire a non perdere energie perché domani ce ne sarà bisogno". La prossima estate riusciremo a vivere di nuovo delle notti magiche? "Lo dicevo anche due/tre giorni fa: è una grande responsabilità, dal primo giorno che sono diventato ct. La sento, ma non posso pensare oggi a cosa può succedere di positivo o negativo. Devo trasmettere fiducia ai giocatori, abbiamo le possibilità di raggiungere questo obiettivo. In questi sette mesi siamo migliorati tanto, poi se siamo meno belli va bene, non è un problema. La nostra storia dice che con mentalità e voglia, saper soffrire, abbiamo raggiunto risultati che per tanti di noi erano inaspettati per tantissimi di noi".

Sulla partita contro l'Irlanda del Nord ha aggiunto: "Non ti nego che parlando con Gigi, con Bonucci e gli altri, sapevamo che potevamo avere delle difficoltà. Meno male che hanno palleggiato e non l'hanno buttata dentro, a livello fisico potevamo soffrire di più. Domani sarà una partita diversa, con due esterni velocissimi e attaccanti di grande qualità. E dopo c'è la partita quando abbiamo palla noi, dobbiamo avere coraggio. Loro sono una squadra vera, sanno quello che vogliono fare. Il loro allenatore, essendo anche un grande giocatore di poker, ha parlato di pullman. Ma loro non sono una squadra di questo tipo, è una squadra che rispetta gli avversari e di grande qualità. Quello che si è visto l'altro giorno in campo non è la verità, non c'è differenza tra Galles e Bosnia. C'è stata quella polemica e Dimarco è stato molto bravo, noi dobbiamo rispettare l'avversario e non è una frase di circostanza ma perché è veramente così. Possono metterci in difficoltà così come possiamo farlo noi".

E a proposito della polemica e le parole di Dzeko: "Nella vita ho fatto tanti errori però umanamente sbaglio sempre poco quando si parla di calcio. L'anno scorso quando ero a Spalato ci ho parlato diversi mesi, volevo portarlo con me. Poi il club non aveva le disponibilità economiche ma abbiamo un rapporto bellissimo. È un professionista che è avanti anni luce, non è un caso che a 40 anni ancora la butta dentro e dice quelle parole, che non erano scontate. Questo è testimonianza che è un grande campione e un grande uomo, non sono sorpreso. In questi anni è nata un'amicizia importante". In chiusura un messaggio agli italiani: "Domani sta a noi dare una gioia ai tifosi che ci hanno sempre sostenuto".

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Le parole di Donnarumma: "Se facciamo questo avremo l'anima pulita"

Donnarumma in conferenza ha aggiunto: "Sappiamo che rappresentiamo tutti gli italiani, dobbiamo dare il massimo. Sarà una partita difficile, da affrontare con la serenità giusta ma al tempo stesso essere duri. Andranno a 100 all'ora e non dovremo essere da meno. La squadra è pronta, l'ho visti con gli occhi giusti. Chi sarà a casa ci spingerà da dietro. È una delle più importanti, una delle più sentite. Siamo esseri umani, le partite le sentiamo anche noi. Bisogna saperla gestire, tenere le energie solamente per domani, è normale che il pensiero ci sia. Domani sarà importante, importantissima, una delle gare più importanti che farò. Il pensiero c'è, bisogna dare il 100% perché poi quando sei al massimo hai l'anima pulita. Saremo pronti, abbiamo lavorato bene, abbiamo la carica giusta per affrontare una sfida come domani. Dobbiamo pensare solo a noi, se pensi solo a quello che devi fare, non sprecare energie su altre sensazioni". Sugli attaccanti della Bosnia: "Abbiamo visto un po' di partite, hanno grande gamba, grande tecnica, conosco bene Dzeko perché ci ho giocato contro. Sono una squadra molto organizzata collettivamente, giocano bene, lo hanno dimostrato nell'ultima partita. Bisognerà giocare una ottima gara se si vuole andare al Mondiale. Li conosciamo bene e li abbiamo studiati".

Il portiere azzurro è poi intervenuto ai microfoni di Sky Sport: "Siamo esseri umani, inutile dire che questa partita è sentita anche da noi. Vogliamo andare al Mondiale, c'è la tensione giusta. Siamo pronti, carichi. Dobbiamo pensare a noi, a quello che abbiamo preparato a quello che siamo. Il resto viene in secondo piano. Siamo un gruppo giovane, è normale che ci sia nervosismo e un po' di adrenalina. Domani è importante approcciare nel migliore dei modi e non ripetere gli errori del primo tempo contro l'Irlanda del Nord. Domani vogliamo giocare una grande partita e per avere una grande gioia". Tra gli Azzurri, Donnarumma è il giocatore con più presenze con l'Italia: "Sono davvero orgoglioso. Ci sono state gioie e dolori, ho perso due Mondiali e c'è voglia di riportare l'Italia dove merita. Solo noi sappiamo cosa abbiamo passato quando non ci siamo qualificati, dobbiamo ripartire da quello e mettere tutto in campo domani. Vogliamo regalare una gioia a tutti gli italiani e anche a noi stessi".

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Ormai il tempo di ragionare è terminato, l'Italia è pronta a scendere in campo a Zenica contro la Bosnia. Il risultato da ottenete è solo uno: la vittoria. Un successo che riporterebbe gli azzurri al Mondiale dopo 12 anni dall'ultima volta e due edizioni mancate. Gattuso ha preparato la sfida senza troppa pressione e lo ha ribadito più volte davanti i microfoni, anche prima della semifinale contro l'Irlanda del Nord. In conferenza stampa alla vigilia della partita il ct azzurro ha esordito: "C'è la consapevolezza che domani ci giochiamo tanto, lo sappiamo bene. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità. Ci vorrà una grandissima Italia per andare ai Mondiali. Da quando esiste la Nazionale siamo diventati campioni anche non essendo i più forti grazie allo spirito, all'agonismo, all'orgoglio. Domani non dovrà mancare questo".

"Preferisco essere meno bellini e pensare al concreto"

Sulla paura prima di entrare in campo: "Quando fai il calciatore o l'allenatore, le partite sono difficili, specialmente quando sai che non puoi sbagliare. Puoi dire quello che vuoi ai calciatori, ma poi sono loro ad andare in campo. L'altra sera abbiamo sbagliato qualcosa dal punto di vista tattico e gliel'ho detto. Secondo me siamo stati molto bravi. La verità è una sola: sette mesi non eravamo questi. Noi soffrivamo gli avversari, non arrivavamo facilmente in porta. Ora annusiamo il pericolo, siamo migliorati. Magari ci aspettavamo che la giocassero di più al centro, sulle seconde palle. Però va bene, preferisco essere meno bellini e pensare al concreto".

Il parere su Locatelli e i possibili cambi in attacco

Al termine della partita contro l'Irlanda del Nord, Gattuso ha criticato la posizione in campo di Locatelli"Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l'ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona, alla fine". In attacco resta il dubbio su chi sarà il compagno di reparto di Kean"Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho detto di una squadra anche tecnica, loro sono forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili".

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