La testimonianza: "Il codice dei segni a Lissone esisteva, ma solo per gli amici"
Una fonte anonima del mondo arbitrale ha raccontato all'AGI i retroscena del presunto metodo Rocchi: "Quelli del 'circolino' di Gianluca Rocchi che si giravano a guardare il 'gobbo' e beneficiavano dei suggerimenti al Var erano più' di una ventina. Il codice dei 'segni' a Lissone esisteva ma non tutti ricevevano i 'suggerimenti di Rocchi o di altri. Quelli erano rivolti solo agli 'amici'. Chi non si piegava a questo metodo veniva esautorato. All'epoca c'era già un grosso malumore nel resto del gruppo degli addetti al Var, anzi la definirei una totale ribellione sotto traccia della componente sana del gruppo".
"Per me la frode sportiva è evidente - ha continuato -, c'è stata un'alterazione del campionato ma poi valuterà la magistratura. Queste stesse persone quest'anno stanno commettendo molti errori perché non beneficiano più dell'aiuto dai 'supervisori che però erano presenti solo ad alcune partite. In linea di massima quelle che interessavano club importanti o in cui, come per esempio Udinese-Parma che non era un match di cartello, si voleva aiutare qualche 'amico' addetto al Var a fare bene per poi fare carriera".
