Pagina 1 | Spalletti: "Allenamento invisibile, Yildiz alieno e cuore Adzic, vi spiego. Su Kolo Muani e mercato..."

Mettere da parte le fatiche della Champions e rituffarsi sul campionato: i pensieri della Juve e di Spalletti sono tutti rivolti alla gara col Parma al Tardini. Una sfida insidiosa perché i Ducali, reduci dal ko con l'Atalanta, che sono sempre riusciti a mettere in difficoltà un po' tutte le squadre. I bianconeri, però, vogliono continuare a tenersi il posto tra le prime quattro e dunque non possono permettersi passi falsi. Il tecnico di Certaldo è pronto a schierare la formazione tipo dopo il turnover ragionato in Europa contro il Monaco.

Spalletti, conferenza Parma-Juve

Spalletti parla in conferenza per affrontare la consueta vigilia di campionato: "Chiaro che ora avremo il periodo tutto di un fiato e in queste partite ravvicinate c'è da trovare le soluzioni. Prima si giocava ogni sette giorni e ci si allenava tutti i giorni con uno di riposo, ora c'è da modificare quella situazione lì. Per quanto mi riguarda io la soluzione la individuo nel dare più riposo. Prendendo in visione questi tre giorni, li vedo così: gara, recupero per chi ha giocato e simulazione gara con le squadre che si hanno a disposizione come seconda squadra o giovanili. Poi riposo o allenamento invisibile, altrimenti se stacchi completamente non ce la fai a stare concentrato per la partita. E poi c'è il giorno di preparazione alla prossima partita. Così abbiamo individuato la soluzione adatta e i ragazzi stanno rispondendo alla grande mi sembra"

Certezza Champions sul campionato

Sulle certezze Champions in vista del campionato: "Si fanno delle esperienze e delle conoscenze nuove, che ci possono servire per il futuro. Nell'ultima partita non abbiamo fatto benissimo, una gara normale può succedere. Mi aspetto, però, che ci sia subito una reazione perché, come abbiamo detto più volte, questa fase di normalità non c'è più nelle partite. La fase di possesso e non possesso va cambiata come denominazione o modo di rappresentarla perché ci sono continui ribaltamenti e fasi di caos, c'è da adattarsi a queste fasi di turbolenza dentro alla partita. La squadra la voglio rivedere così che subisce qualche situazione di ripartenza perché vuole andare a fare gol ma non che rimane troppo trranquilla come l'altra sera. Siccome io vivo un po' in conseguenza a di come sta la squadra in campo, io sono come la mia squadra gioca nella vita normale. Voglio vederla più contiunua e adatta a queste situazione più che nella zona comfort. Si va sul muso contro chiunque si gioca"

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Yildiz e le punizioni

L'allenatore prosegue parlando di Yildiz e le punizioni: "Sì, può allenarsi e può diventare importante nelle punizioni perché il piede è quello lì che fa vedere. Si tratta solo di fare quella conoscenza a quel livello lì. Lui se è un alieno sa fare anche questo, altrimenti che alieno sarebbe? Ne abbiamo altri che possono battere le punizioni in squadra. Se alludeva che possiamo fare meglio ha ragione, non solo per il Del Piero pensiero ma proprio per una completezza che bisogna avere in squadra. Quel particolare lì porta punti, sia come punizioni sia come calci d'angolo, punizioni laterali buttate dentro". Su Cambiaso e i movimenti: "Purtroppo ha Yildiz davanti e si deve adeguare perché in quella posizione lì ci arriva dopo e prende la forma della scelta di chi ha davanti. È il gioco del calcio in generale: uno si muove e si determinanao spazi nuovi nel movimento di un calciatore. Se Yildiz è fuori lui entra dentro, c'è da dire che si trovano molto bene assieme perché sanno giocare a calcio e hanno questa confidenza col pallone. Chiedono di non cambiare la marca del pallone, vogliono giocare con lo stesso"

Spalletti e l'ossessione sul campo

Poi la domanda sul riposo di Spalletti e l'ossessione in campo: "Importante che tu non mi veda stanco (ride ndr). Io ora entro in questa situazione delle tante partite come un periodo bellissimo. È il mio mondo. Tutte partite e situazioni da sviluppare velecomente. Un pochino ossessionato lo sono, ma per quanto riguarda il calcio stancarmi la vedo dura. Mi stanco se la mia squadra non fornisce delle cose nuove e non va avanti con quella voglia di scoprire cose nuove o se si adagia un po'. Ma solo quello mi fa un po' innervosire e di conseguenza diventa più difficile dare imput successivi e cose nuove"

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Scelte di formazione e turnover

Sull'energia della squadra e i possibili cambi di formazione: "Devo vedere che ogni situazione è una tappa intermedia per andare in quella successiva e andarci meglio. Dev'essere un'evoluzione fatta di passaggi e me l'aspetto anche da chi ha giocato meno perché sono loro ad aver fatto crescere la squadra in generale perché sono stati allenatori di chi ha giocato di più. Per andare a prendere cose nuove hanno bisogno di un confronto vero in allenamento. Per cui è tutta una dinamo che si autoalimenta per andare nel futuro e ci sarà spazio. Ci sarà spazio e io son convinto per quello che ho potuto vedere che avremo notizie corrette. Sono valutazioni ormai fatte in maniera approfondita, non è un giorno solo che si va a tentare delle valutazioni, ma dei dati di fatto del periodo in cui siamo stati insieme. E non è poco. Vero che puoi fare esperienze pratiche dirette, è un po' l'esame che ti conferma se sei quello lì e se hai ancora da fare una maturazione. Noi abbiamo ancora cose da dire e da fare vedere perché ci sono state delle mie scelte, ma in chi ha giocato meno ci sono qualità che son convinto possano venire fuori in maniera abbastanza veloce"

Sorteggio Champions e le difficoltà Parma

Sul sorteggio Champions: "È sicuramnte un luogo bello pensando al calcio perché laggiù sono innamorati, probabilmente è un po' come entrare dentro un vortice quando vai a giocare là. Non lo possiamo evitare e dobbiamo attraversarlo mettendoci nelle condizioni di fare delle valutazioni corrette. Un ambiente che amplifica tutto, è un po' raddoppiare tutte le cose dove il pallone rischia di passare in secondo piano perché diventa tutto un'eccitazione, i contrasti, duelli... Noi andiamo ad affrontarla con la consapevolezza di giocarci alla pari la qualificazione contro un avversario difficilissimo che ha qualità individuali sparse di qui e di là. Ha anche dei calciatori che conosco abbastanza bene per cui non c'è da fare confusione e mettere davanti delle cose rispetto alla gara di domani altrimenti rischiamo di farla diventare ancor più difficile. Ha le stesse difficoltà dell'altra con caratteristiche e motivi diversi".

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Kolo Muani, Osimhen e il mercato

Sul mercato Spalletti non dà spiragli: "Come ho sempre detto è in mano alla società, è giusto così perché io faccio un ruolo differente. Quello che ci siamo detti precedentemente è quello che pensiamo da sempre. Se ci fosse un modo di aiutare la squadra è quello che ci siamo detti e abbiamo indicato da sempre in comune accordo. Ora si vedrà in queste ultime ore se è possibile fare qualcosa oppure no. Ma questo non inciderà sulla forza che noi andremo a mettere nel lavoro quotidiano. La società sta lavorando in maniera ininterrotta per questa possibilità che abbiamo di andare a tentare di migliorare la nostra rosa e si aspetta". Su Kolo Muani: "Questa fa parte di quanto detto sul mercato. Io son d’accordo con la società e la società è d’accordo con me". E Osimhen: "Ne ho tante su Osimhen. Se parlo di lui mi piace parlare anche di Icardi. Tutti e due, in maniera differente, hanno il numero 9 come gruppo sanguigno. Hanno qualità indubbie, con loro due hai tutti i piani: il piano A, il piano B, il piano C. Con loro hai le soluzioni, devi solo decidere come fare a rientrare in casa: se citofonare o buttare giù la porta (ride ndr), o abbatterla. Osimhen la abbatte, quell’altro in area di rigore come finalizzazione è stato uno dei più forti attaccanti che ho avuto la fortuna di allenare"

L'allenamento invisibile di Spalletti

Sull'allenamento invisibile: "È la definizione corretta perché stanno a casa (ride ndr). Pensano ad avere un pensiero per quello che è il momento del ritorno. Oggi ci dobbiamo preparare alla partita di domani e non è un inserimento al lavoro settimanale che facevamo ma va fatto uno switch mentale. Quando si gioca così tanto bisogna trovare l’equilibrio nel tanto: gioco tanto, mi riposo tanto, mi alleno tanto. Tutto tanto, non un pochino di questo o dell’altro. Poi van fatte suddivisioni nette, e il pensiero deve essere attivo. Non c’è tempo di staccare e pensare in maniera soft, si stacca ma si pensa alla partita di domani. Io devo fare questo, ma non c’è altra soluzione se non farli riposare per quella che è la stanchezza determinata in una gara. Nei tre giorni io la impongo e ritengo sia giusto così. Ci son stato dentro, ho parlato coi giocatori, sono esperienze fatte di anni e anni. Quello che non siamo stati bravi a modificare è che si fa come quando si giocava una volta a settimana, ora bisogna fare diversamente. Si accorcia tutto e si fa così, poi vedremo in futuro se sarà la scelta giusta o sbagliata ma mi fido totalmente dei miei giocatori. Abbiamo a che fare con professionisti super top"

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Spalletti e le aspettative Juve

Sulle aspettative: "Ci sono queste qualità che ancora non ho visto. Ma da chi mi aspetto qualcosa vuole dire che non sono contento, non vorrei correre il rischio di criticare qualcosa dei miei giocatori perché non ho da criticare niente a nessuno. È un po’ come fare il minatore, bisogna cercarle sotto queste cose qui non in superficie. Si va a lavorare e poi vedere se ci sono altre qualità da dare alla squadra. Io ai miei calciatori gli vedo ancora potenzialità. Ho fatto giocare poco Adzic? Gli vedo grande piede, grande motore, una scocca importante perché quando fa i duelli fisici tiene botta, vorrei trasmettergli più tranquillità nelle scelte, nei momenti dello scorrimento partita, dove si trova quando poi ha il pallone tra i piedi. Lui mi sta a cuore per la serietà, come si sta allenando e le capacità che ha: a volte si trova in zone di campo dove non può permettersi di perdere quel pallone lì o di gestirlo in maniera tranquilla perché è una zona pericolosa. Il lavoro può determinargli molto, sempre convinti che i protagonisti sono loro. L’ho già detto e lo ridirò ancora perché è fondamentale. Il lavoro un po’ paga, ti dà delle cose che poi sono futuro, sono fondamentali per il futuro"

La gestione della difesa

A chiudere parla della gestione della difesa: "Mi ero fatto un film dentro l’altra partita dove avevo previsto di fare altre soluzioni. Poi ho gestito in maniera differente perché a metà del secondo tempo ho visto le altre partite e c'era da fare gol in tutte le maniere quindi ho fatto quelle sostituzioni lì. Non sono stato bravo a pronosticare l’andamento della gara. Volevo far giocare Gatti e togliere Bremer, poi ho dovuto fare delle sostituzioni differenti. Avremo bisogno di diversi calciatori e quelli che giocheranno di più non permetteremo che si stanchino perché gli creeremo un modo di fare che stiano bene dentro l'allenamnto e non abbiano fatica di gara in gara"

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Mettere da parte le fatiche della Champions e rituffarsi sul campionato: i pensieri della Juve e di Spalletti sono tutti rivolti alla gara col Parma al Tardini. Una sfida insidiosa perché i Ducali, reduci dal ko con l'Atalanta, che sono sempre riusciti a mettere in difficoltà un po' tutte le squadre. I bianconeri, però, vogliono continuare a tenersi il posto tra le prime quattro e dunque non possono permettersi passi falsi. Il tecnico di Certaldo è pronto a schierare la formazione tipo dopo il turnover ragionato in Europa contro il Monaco.

Spalletti, conferenza Parma-Juve

Spalletti parla in conferenza per affrontare la consueta vigilia di campionato: "Chiaro che ora avremo il periodo tutto di un fiato e in queste partite ravvicinate c'è da trovare le soluzioni. Prima si giocava ogni sette giorni e ci si allenava tutti i giorni con uno di riposo, ora c'è da modificare quella situazione lì. Per quanto mi riguarda io la soluzione la individuo nel dare più riposo. Prendendo in visione questi tre giorni, li vedo così: gara, recupero per chi ha giocato e simulazione gara con le squadre che si hanno a disposizione come seconda squadra o giovanili. Poi riposo o allenamento invisibile, altrimenti se stacchi completamente non ce la fai a stare concentrato per la partita. E poi c'è il giorno di preparazione alla prossima partita. Così abbiamo individuato la soluzione adatta e i ragazzi stanno rispondendo alla grande mi sembra"

Certezza Champions sul campionato

Sulle certezze Champions in vista del campionato: "Si fanno delle esperienze e delle conoscenze nuove, che ci possono servire per il futuro. Nell'ultima partita non abbiamo fatto benissimo, una gara normale può succedere. Mi aspetto, però, che ci sia subito una reazione perché, come abbiamo detto più volte, questa fase di normalità non c'è più nelle partite. La fase di possesso e non possesso va cambiata come denominazione o modo di rappresentarla perché ci sono continui ribaltamenti e fasi di caos, c'è da adattarsi a queste fasi di turbolenza dentro alla partita. La squadra la voglio rivedere così che subisce qualche situazione di ripartenza perché vuole andare a fare gol ma non che rimane troppo trranquilla come l'altra sera. Siccome io vivo un po' in conseguenza a di come sta la squadra in campo, io sono come la mia squadra gioca nella vita normale. Voglio vederla più contiunua e adatta a queste situazione più che nella zona comfort. Si va sul muso contro chiunque si gioca"

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Spalletti: "Allenamento invisibile, Yildiz alieno e cuore Adzic, vi spiego. Su Kolo Muani e mercato..."
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Spalletti e le aspettative Juve