La Juventus non fallisce l’appuntamento e supera il Genoa con un netto 2-0 all’Allianz Stadium, accorciando a un solo punto dal quarto posto. La gara si indirizza già nel primo tempo, quando Bremer sblocca subito il risultato e McKennie raddoppia poco dopo.
La squadra guidata da Spalletti crea diverse opportunità per chiudere i conti già prima dell’intervallo. Anche nella ripresa i bianconeri partono forte, sfiorando più volte il terzo gol. Col passare dei minuti, però, il ritmo cala e il Genoa prova a rientrare in partita. Decisivo anche Di Gregorio, che para un rigore a Martin evitando complicazioni nel finale. Con questo successo, la Juve sale a 57 punti, supera la Roma e resta in scia del Como nella corsa Champions.
Spalletti, l'analisi di Juve-Genoa e Perin-Vlahovic
Spalletti commenta a Sky le 300 vittorie in panchina, quarto allenatore a riuscirci dopo Trapattoni (352), Rocco (302) e Allegri (320): "Cosa vuol dire? Che sono bello vecchio (ride ndr)". Sull'analisi del secondo tempo: "Stanchezza? Assolutamente no, perché ieri e ieri l'altro non ci siamo allenati, li ho lasciati stare senza uscire in campo e c'era da recuperare. I famosi allenamenti invisibili. Si sono portati in campo a camminare, a fare solo calci piazzati. Ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi perché dopo sei-sette mesi ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare perché non è possibile passare da un primo a un secondo tempo così. Poi capita l'episodio, ed è capitato, e se fanno il calcio di rigore diventa una partita difficile da portare a casa". Sulle condizioni di Perin e Vlahovic: "C'è preoccupazione perché si sono fatti male tutti e due. Hanno sentito un indurimento muscolare per cui bisogna fare le analisi per vedere quanto tempo ci vorrà".

Paragone Conceicao-Salah
Sul paragone tra Salah e Conceicao: "È un paragone corretto perché Francisco è un ragazzino giovane e ha ancora delle conoscenze da fare oltre a convincersi che può giocare anche dentro al campo. Questo fatto di avere alle spalle non gli deve creare quell'ansia che si vede che ha perché se riceve sull'esterno e tiguarda diventa inmarcabile, è veramente forte. Poi è chiaro che su sette-otto situazioni ti crea diversi pericoli ma deve migliorare sulle scelte. Anche quando va a testa bassa per fare l'uno contro uno deve avere un po' di prospettiva, cioè vedere quello a cui posso passaare la palla. Lui per ora fa una cosa alla volta: o punta l'uomo o la passa al compagno. Quelle che sono le sue qualità da attaccante esterno è uno dei più forti che ho visto, deve migliorare nel tiro in porta perché su questo Salah è di livello toppissimo. Ha questa intensità e ferocia nell'uno contro uno che crea sempre tanti pericoli".