Pagina 2 | Bernardo Silva intrigato dalla Juve, la dirigenza si muove! Rivoluzione sugli esterni: il nome caldo

Se l’emergenza sulle corsie, per certi versi, non si è mai avvertita davvero, è solo perché qualcuno, una prestazione dietro l’altra, ha saputo nasconderla talmente bene da farla sembrare marginale. E quel qualcuno è Pierre Kalulu. Il francese è andato ben oltre il compitino che si addice ai profili “adattati”, diventando a tutti gli effetti uno degli assi portanti della nuova Juve spallettiana. Sporco il giusto in fase di non possesso, spigliato e propositivo negli ultimi 30 metri. Mai un infortunio, mai una pausa: una stagione da gladiatore, cucita addosso alla necessità e certificata dai ripensamenti di Deschamps che, dopo anni di esclusioni, l’ha fatto entrare in pianta stabile nel giro della Nazionale francese. Tutto bellissimo, ma sarebbe da folli - anche al netto della sua affidabilità sul piano fisico - non affiancargli nella prossima stagione un esterno di spinta e qualità. Anche perché chi è arrivato tra giugno e gennaio - Joao Mario e Holm - a fine stagione è destinato a salutare per sempre. Discorso valido anche per Kostic e Cabal a cui Lucio ha concesso diverse chances, prima della bocciatura - definitiva - a margine delle ultime uscite stagionali.

 

La rivoluzione avanza sulle corsie

Insomma, in estate sarà rivoluzione sulle corsie. I profili non mancano, tra occasioni a parametro zero e vecchi pallini mai dimenticati. A cominciare da Raphael Guerreiro, destinato a liberarsi in estate dal Bayern Monaco per ammissione dello stesso club bavarese, tramite una nota pubblicata lo scorso lunedì sui propri canali ufficiali. Tutto fuorché una notizia per la dirigenza bianconera, tornata all’attacco con l’entoruage del giocatore giusto pochi giorni fa. Sondaggi perlopiù esplorativi, induve entrambe le parti hanno espresso le proprie volontà. L’esterno portoghese al Bayern percepisce 4,2 milioni netti: la Juve potrebbe metterne sul piatto 3 per assicurarsene le prestazioni. Presto ancora per imbastire una trattativa vera e propria, dal momento che la Juve non ha intenzione di accantonare le altre piste battute negli ultimi mesi. Su tutte quella di Celik, deciso a lasciare la Roma in estate dopo il no alla proposta di rinnovo triennale del club giallorosso a 2.8 milioni.

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Ottolini su Norton Cuffy

Nel suo caso, non si è andati oltre la chiacchierata di fine gennaio, in cui la Juve - e in particolare modo Comolli, che aveva già provato a portarlo al Fenerbahce nel 2018 per poi arrendersi di fronte al blitz del Lilla - si era detta disposta a offrigli un triennale a 3 milioni l’anno più bonus. Ma Celik, apprezzatissimo anche da Spalletti, resta un’occasione di mercato più che appetibile. Tutto aperto anche sul fronte di Norton Cuffy, posto che per strapparlo al Genoa ci vorranno almeno una quindicina di milioni. La concorrenza per l’inglese non manca, dal momento che il suo entourage (Gruppo Rock Nations) avrebbe ricevuto diverse chiamate da alcuni club di Premier League. Ma stando a quanto filtra dalla Liguria, il rapporto tra Ottolini e il ragazzo - prelevato dal ds bianconero ai tempi del Genoa dall’Arsenal per appena 3 milioni - potrebbe giocare un ruolo decisivo. Sullo sfondo, restano invece alcuni profili sondati nella finestra di mercato di gennaio, tra cui Assignon - che spinge per lasciare lo Stoccarda - e Sildilla del Psv, apprezzato dalla dirigenza della Juve per la sua duttilità, dal momento che ha dimostrato di saper agire sia da terzino destro sia da centrale in una linea a 4.

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Dal sogno Bernardo Silva a Kessie

Cosa accomuna i sogni alle occasioni? Il prezzo basso - in alcuni casi inesistente - da pagare per percorrerli fino in fondo. Ne sa qualcosa la Juventus, ancora scottata da una serie di abbagli delle precedenti gestioni, che hanno finito per limitare e non poco il raggio d’azione nelle ultime due finestre di mercato. Da Douglas Luiz a Koopmeiners, passando per Openda, Zhegrova e Nico Gonzalez. Profili costati - nel complesso - 161,8 milioni e mai davvero a fuoco nel purgatorio calcistico che ha caratterizzato gli ultimi tre anni dell’esistenza bianconera. Lezione appresa - si spera - dai vertici della Juventus che, non a caso, hanno scelto di muoversi con mesi di anticipo pur di strappare alla concorrenza alcuni dei tanti profili destinati a liberarsi a parametro zero al termine della stagione.

 

 

Campioni veri, affermati e di esperienza. Quelli a cui affidarsi quando la palla scotta. Quelli che Luciano Spalletti ha chiesto esplicitamente al club, utili per dare forma al disegno dell’“Instant Team”, con cui tornare a competere subito per lo scudetto. Ma guai a illudersi che le rispettive situazioni contrattuali possano indurre la Juve a firmarli anche senza Champions. Anzitutto, perché per ognuno di loro ci sarà corrispondere un ingaggio consistente; senza dimenticare che il progetto di Lucio - per quanto ambizioso - diventerebbe decisamente meno affascinante agli occhi dei giocatori stessi, a caccia - grossomodo - di un ultimo palcoscenico in cui mettersi in mostra prima del ritiro. Vale per Bernardo Silva come per i vari Lewandowski, Goretzka e Rudiger (ammesso che il Real, come emerso negli ultimi giorni, non decida di rinnovargli il contratto).

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Il progetto Juve intriga Bernardo

Nelle scorse settimane la dirigenza bianconera si è mossa nelle direzione del fantasista portoghese - ormai prossimo all’addio con il Manchester City dopo 9 stagioni giocate ad altissimo livello - così da comprendere se ci siano gli estremi per il trasferimento in estate. Il progetto bianconero intriga e non poco Bernardo. Sopratutto se rapportato a quelli degli altri club finiti sulle sue tracce (si parla di Mls e Arabia Saudita). Certo è, però, che per sedersi quantomeno a trattare con la Juve dovrà ridurre sensibilmente le pretese in termini di ingaggio. Al City, attualmente, percepisce 10 milioni netti l’anno. La Juve, nella migliore delle ipotesi, può arrivare a 5/6 più bonus. A patto - ovviamente - che Spalletti riesca a portare i suoi in Champions.

Discorso valido anche per Franck Kessié, vecchio pallino del tecnico bianconero già ai tempi delle esperienze con Inter e Napoli, ben contento di appurare che l’ivoriano sembrerebbe pronto a fare carte false pur di tornare in Italia. L’occhiolino della Juve - disposta a mettere sul piatto un biennale con possibile opzione per il terzo anno a 5 milioni più bonus - pare aver stuzzicato l’interesse dell’ivoriano. Ma anche qui, ci sarà da attendere l’estate (e cioè quando la dirigenza della Juve avrà il quadro completo in termini europei) prima di porre in essere anche solo una parvenza di trattativa. Gli unici profili - sulla carta - che potrebbero arrivare anche in caso di mancanza qualificazione, rispondono ai nomi di Marcos Senesi e Lorenzo Pellegrini, posto che i discorsi con l’entourage del primo parrebbero essersi momentaneamente raffreddati, a fronte di richieste sull’ingaggio incompatibili con le disponibilità del club.

 

 

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Ottolini su Norton Cuffy

Nel suo caso, non si è andati oltre la chiacchierata di fine gennaio, in cui la Juve - e in particolare modo Comolli, che aveva già provato a portarlo al Fenerbahce nel 2018 per poi arrendersi di fronte al blitz del Lilla - si era detta disposta a offrigli un triennale a 3 milioni l’anno più bonus. Ma Celik, apprezzatissimo anche da Spalletti, resta un’occasione di mercato più che appetibile. Tutto aperto anche sul fronte di Norton Cuffy, posto che per strapparlo al Genoa ci vorranno almeno una quindicina di milioni. La concorrenza per l’inglese non manca, dal momento che il suo entourage (Gruppo Rock Nations) avrebbe ricevuto diverse chiamate da alcuni club di Premier League. Ma stando a quanto filtra dalla Liguria, il rapporto tra Ottolini e il ragazzo - prelevato dal ds bianconero ai tempi del Genoa dall’Arsenal per appena 3 milioni - potrebbe giocare un ruolo decisivo. Sullo sfondo, restano invece alcuni profili sondati nella finestra di mercato di gennaio, tra cui Assignon - che spinge per lasciare lo Stoccarda - e Sildilla del Psv, apprezzato dalla dirigenza della Juve per la sua duttilità, dal momento che ha dimostrato di saper agire sia da terzino destro sia da centrale in una linea a 4.

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