È stata la giornata del rinnovo di Luciano Spalletti, una firma attesa, cercata e voluta. L'allenatore bianconero si è quindi raccontato sul canale del club bianconero, nel corso del programma Small Talk: "C'è da dire che è stato un rinnovo dove tutte le componenti hanno partecipato, perché è stato fondamentale conoscersi bene in questi 7 mesi. Mesi in cui abbiamo avuto la libertà di scegliere il nostro futuro, scegliere se era apprezzabile questo rapporto di lavoro. La parte tecnica dello staff, la dirigenza i calciatori, il pubblico: mi sembra che tutto abbia indicato che questa fosse la situazione più corretta. Ci sarà bisogno di tutti, poi le persone si misurano in base alle responsabilità che prendono".
Il momento più bello: "Abbiamo sentito lo stadio stringersi a noi"
Questi primi mesi sulla panchina bianconera hanno avuto alti e bassi, ma l'impressione è che Spalletti si trovasse al posto giusto: "È venuto fuori fin da subito, perchè c'era una disponibilità a lavorare. Il futuro è sempre stato progettato benissimo qui, si vedeva anche da fuori, ma è stata la parte operativa che ci ha convinto, vedere questa voglia di sacrificarsi e lavorare per creare sempre presupposti migliori e acchiappare più cose che ci potessero proiettare verso il futuro. Se devo andare a rivedere quello che mi è successo, il momento che più mi ha colpito è stato uno di grande amarezza, quando siamo usciti dalla Champions contro il Galatasaray e tutto lo stadio ci ha applaudito. Sembrava che volesse stringersi a noi perchè ci vedeva dispiaciuti. È stato il momento in cui ci siamo sentiti tutti figli della stessa mamma ed è stato bellissimo".
"Lo Stadium? Come andare a teatro"
Sull'emozione di entrare allo Stadium per la prima volta ha poi aggiunto: "Io sono stato poche volte a teatro ma quando sono entrato per la prima volta qui dentro ho avuto quelle sensazioni lì. È stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, ti ascoltano, sono disponibili a vedere le scelte che farai. C'è stata anche un po' di emozione, non è solo entrare in uno stadio ma è come entrare in una storia. Poi se i tuoi musicisti suonano bene, allora lo stadio apprezza e partecipa ed è tutto più facile".