Tra anarchia e allenamento
Nel corso di questa stagione Spalletti ha specificato più volte l'importanza dell'anarchia in campo, del caos organizzato: "I centrocampisti sono un po' avvantaggiati nell'apprendere notizie di quello che succede in difesa e in attacco. Devono avere un bagaglio più completo rispetto al Conceicao, a Yildiz o allo Zhegrova di turno che gli viene richiesta quella cosa lì. Il centrocampista deve saper fare un po' tutto, avere rapporto con lo sviluppo della partita. Oggi il calcio moderno ci dice che i centrocampisti sono quelli che se ne possono usare di più, dentro la partita e dentro la squadra perchè riescono a sistemare un po' tutto, riescono a percepire e avere l'idea di tutto quello che ci vuole in tutte le parti del campo. I giocatori devono avere la possibilità di esplorare cose diverso. Se sei organizzato è più facile che gli avversari ti capiscano, se crei un po' di disorganizzazione, li sorprendi e li metti in difficoltà".
In allenamento, però, Perin ha provato tante volte un lancio che poi in partita ha fatto alla perfezione per Conceicao. Anche l'allenamento, quindi, è importante: "Ci vuole anche autodisciplina, umiltà. La presunzione non è allenabile nel calcio. Ci vuole questa qualità di sentirsi sempre persone normali, avere curiosità e voglia di migliorare. Poi però la differenza la fa sempre la qualità dei calciatori. Se Perin non gliel'avesse messa con i giri contati e se Conceicao l'avesse controllata in maniera diversa, non potrebbe essere avvenuta".