Juventus come giovinezza: dal soprannome al latte e biscotti, alla scoperta di Lucio
Juventus significa giovinezza e quando Spalletti pensa alla sua infanzia non riesce a non pensare alla sua famiglia: "Ho avuto la possibilità di vivere in una famiglia bellissima dove ho voluto bene ai miei genitori, a mio fratello e vista la mia curiosità loro sono stati sono stati bravissimi poi a mettermi in condizione di crescere, di prendere sempre cose nuove, soprattutto mio fratello. Mi portava sempre con lui, mi insegnava sempre quello che poi avrei dovuto andare a sviluppare, le difficoltà che avrei incontrato nella crescita, nel lavoro, nella vita e questo mi ha creato un'apertura di enorme vantaggio". Il suo soprannome da piccolo era 'il morino': "Perchè avevo la carnagione un po' scura. Come Carlo Conti? Forse un po' meno. Però sì, mi avevano dato questo soprannome fino a che non sono diventato Lucio, per gli amici e per tutti. Io ero molto affezionato a mio papà e a mio fratello. Quando vado a casa io bisogna che ripassi dalla mia campagna, dai miei luoghi. Ogni volta che vado, risento l'odore di quando mio padre rientrava da lavoro, con la tuta sudata. Quelli sono odori e sensazioni bellissime".
E a proposito della sua Certaldo: "Io quando rivado in campagna vedo il rumore delle stagioni. Non lo sento, lo vedo proprio. Sento i versi dei miei animali, sento la bellezza della natura. Tutti possiamo essere padroni di un pezzo di terra, ma non saremo mai padroni della bellezza che c'è sopra. Dobbiamo obbligatoriamente averne cura e provare a farla essere ancora più bella". Un altro ricordo legato alla sua giovinezza riguarda sua nonna Pura: "Mi faceva sempre latte e biscotti dopo allenamento. Quelli sono marchi indelebili, tatuaggi sull'anima e sul cuore, che rimarranno per sempre. Sono cresciuto a latte e biscotti, mi piaceva andare a dormire con il pancino pieno e caldo. Anche quando andavo a dormire tardi, non sono mai stato un amante degli alcolici, trovare questa zuppetta bella calda… Andare a letto con quel sapore lì è stato un momento che mi sono portato dietro tutta la vita. Quando nonna scioglieva i suoi lunghi capelli era come vedere una fata. Sono tutte cose bellissime".