Spalletti commenta Spalletti, le frasi più famose
A questo punto l'intervistatore ha chiesto a Spalletti di commentare alcune delle sue frasi più epiche dette dal suo arrivo a Torino (e anche il discorso alla squadra dopo il rinnovo non è stato da meno), a partire da 'Ci vuole una fucilata nella notte': "Come mi vengono? Perchè l'ho sentito quando ero ragazzo, venivamo a contatto con queste cose, con gli animali, i fucili. Funziona in quella maniera lì, perchè le partite cambiano in un momento e sei tu a determinare quel momento. Tu devi essere bravo a riconoscere questi momenti e crearli. Sono questi colpi a sorpresa, cose che ti creano scompiglio e fanno la differenza. Le finestre che cambiano la partita durano pochi secondi e devi farti trovare pronto. Vivere tre fotogrammi prima fa la differenza. Si parla sempre di tattica ma poco di relazioni. Attraverso le relazioni si apre la mente, si creano dei comportamenti assieme. Se non c'è amicizia nella squadra diventa più difficile sviluppare il gioco. Verrebbe la voglia di essere 11 elementi forti, magari qualcuno viene trascinato nell'inganno del 'devo essere forte io', ma in realtà solo insieme possiamo essere più forti".
Nella conferenza stampa di presentazione, invece, ha detto 'Il rumore della palla che scorre sull'erba': "Ma il rumore della palla è come se si fosse in un film, ti crea il sottofondo della base musicale, e quando quella accelera, quando il rumore si incrementa, significa che è vicino l'episodio che può far cambiare la partita. La palla non mente mai. La palla non dice bugie, la palla racconta sempre chi sei. È come alzare il volume della voce sapendo quello che dici, il rumore della palla ti da quella confidenza che probabilmente crea delle emozioni. Attraverso quella qualità riesci a trovare più creatività per quelle soluzioni che possono cambiare la partita".
Prima della sfida contro lo Sporting ha modificato il famoso motto della Juve 'Fino alla fine? Io ci aggiungerei Oltre la fine': "Mi piace immaginare che non ci sia mai una fine, che ci sia sempre qualcosa che ci va al di là. Oltre la fine probabilmente ci sei tu, che ti porti dietro il tuo modo di reagire a tutto quello che ti è successo. Quando l'arbitro fischia la fine della partita, ne comincia un'altra. C'è sempre qualcosa da portare a disposizione della squadra per vincere le partite. Non mi piace questo fatto che tutto abbia un termine, niente ce l'ha se noi vogliamo dargli un seguito, un'altra vita".