Non avrà il fisico marmoreo delle statue del Partenone, ma da alcuni anni ad Atene è nata una nuova stella. Si chiama Christos Mouzakitis, ha 19 anni e guida il centrocampo dell'Olympiacos con una naturalezza fuori dal comune. "Sono un ragazzo come tanti - ha raccontato in un'intervista a Tuttosport -, tranquillo, ma soprattutto grato per ciò che il calcio mi offre ogni singolo giorno della mia vita. Ma non mi piace molto parlare di me. Preferisco esprimermi in campo: mi viene molto più semplice". Nonostante l'età e il successo, quindi, non si è montato la testa, anche se avrebbe tutti i motivi per farlo. Il classe 2006, infatti, ha vinto l'ultimo Golden Boy Web, il premio per il giovane più forte d'Europa dato sulla base dei voti dei tifosi di tutto il mondo. Per il momento Mouzakitis sta vincendo e convincendo nella sua città natale, ma l'impressione è che a breve possa arrivare il salto nell'Europa che conta.
L'incidente da bambino e il cambio ruolo
"Ho giocato in porta fino a 6 anni e non ero niente male (ride ndr.). Poi ho dovuto smettere per via di un infortunio all’occhio", la carriera del giovanissimo Mouzakitis inizia così, con un problema fisico che lo ha costretto a cambiare ruolo. "Mia madre era preoccupata: ha chiesto ai miei allenatori di allora se potessero spostarmi in un’altra posizione. Così ho iniziato a fare l’esterno sinistro. Quando sono arrivato nelle giovanili dell’Olympiacos mi hanno poi dirottato in mezzo al campo, e da lì non mi sono più mosso". Qualcosa della sua esperienza tra i pali, però gli è rimasta: "Quando giochi in porta, oltre ad avere una visione privilegiata su quel che succede in campo, sai che il minimo errore può affossare tutta la squadra. Devi assumerti una dose di responsabilità maggiore rispetto a quella dei tuoi compagni. E questo credo che mi sia stato d’aiuto nel mio ruolo".
Dalla porta al centrocampo, un cambio drastico ma che ha portato i suoi frutti. Il classe 2006 non è un gigante (1,78m) ma è un centrocampista moderno, che fa della tecnica la sua arma migliore. Non a caso il suo punto di riferimento è Luka Modric: "È il mio idolo. Credo di aver visto ogni singolo match della sua carriera. Un giocatore fantastico. Altri? Abbiamo giocato un’amichevole contro l’Inter: quando sono uscito era da poco entrato in campo Calhanoglu. Ho avuto modo di osservarne bene i movimenti dalla panchina e mi ha davvero impressionato".