Ci sono personaggi che restano legati a vita a una squadra per quanto l'hanno vissuta e per quanto ne hanno incarnato il Dna in campo e fuori. Ci sono calciatori destinati a restare nella leggenda, non solo per quanto hanno vinto, ma anche e soprattutto per quel che hanno fatto per certi colori. Giorgio Chiellini alla Juventus è arrivato da ragazzo fino a diventarne uomo e simbolo con la fascia di capitano al braccio. Da calciatore a dirigente cercando sempre di portare in alto il nome del club e lavorare affinché tutto possa continuare come è sempre stato. Da dietro la scrivania non è semplice, ma quando hai le conoscenze a 360 gradi dell'ambiente tutto può semplificarsi, ovviamente step by step. Ed è proprio lui a raccontarlo in un'intervista a Dazn, 'La voce di Giorgio': un viaggio dentro al mondo bianconero dell'ex difensore con qualche pillola d'azzurro.
Chiellini e l'addio al calcio giocato
L'intervista di Chiellini parte dal suo addio al calcio giocato: "Quelle voci noi non le sentivamo, sentivamo soltanto in sottofondo un grande rumore ma quando sei concentrato sulla partita è tutto ovattato come se il volume si accendesse o spegnesse ogni volta che la palla esce o il gioco si ferma. La seconda vita è un gran cambio, non è facile da accettare e da capire. Bisogna essere fortunati a uscire nel momento giusto. Io penso di esser stato fortunato perché sono riuscito a giocare fin quando ho voluto e ho preso io la decisione di cambiare vita prima lasciando la Juventus e facendo un'esperienza in America. Soffri di meno quando puoi prendere tu la decisione di smettere. Per me e la mia famiglia si era chiuso quel cerchio ed era bello cominciare a pensare al domani, ma la cosa bella è che il tuo corpo e la tua mente siano allineati".

Chiellini: "La Juve è la società perfetta"
Sulla Juve: "La Juve è sempre la società perfetta anche quando le cose vanno male. Ha più di 100 anni di proprietà in un mondo in cui si parla di fondi, sovrani, la Juve è un unico anche nei momenti difficili che fanno parte della vita e da cui bisogna tornare e mi auguro possa presto tornare quel che ha sempre fatto la Juventus. La vera garanzia del club è chi sta dietro a questa società e la rende speciale rispetto alle altre. È quel senso di famiglia che poi si deve traslare nella vita quotidiana ma che ha fatto parte di quello che ho vissuto e che spero di riuscire a trasmettere anche agli altri".