Bernardo Silva fuori portata, Alisson in salita. Ma uno verrebbe a piedi: come cambia il mercato Juve

Senza Champions la capacità di attrarre i grandi nomi diminuisce. La proprietà vuole comunque un rilancio

TORINO - Le ripercussioni del crollo della Juve, in una fase in cui la società stava già mettendo le basi per costruire un mercato estivo di alto livello, saranno notevoli. Intanto perché il sempre più probabile mancato approdo in Champions League - difficile da pronosticare prima della sfida con la Fiorentina - priva il club di risorse economiche essenziali per pagare cartellini e stipendi di un certo tipo. In più, ovviamente, c’è anche un discorso rinnovi che oggi rischia di rappresentare un peso sui prossimi affondi: le trattative andate a buon fine per Kenan Yildiz, Weston McKennie e Manuel Locatelli hanno irrobustito il monte ingaggi, che può far andare il motore fuori giri con l’Europa League.

 

 

Bernardo Silva e i big: senza Champions cambiano gli scenari

Già, l’Europa League. Non è detto che i veterani a parametro zero con cui la Juve stava parlando fino a pochi giorni fa rinuncino al prestigio bianconero soltanto per questa ragione: basti pensare al matrimonio Milan-Modric di un anno fa, sottoscritto anche senza Europa. Ma alcuni nomi pesanti che Comolli stava trattando potrebbero tramontare subito. Uno su tutti: Bernardo Silva. Ha una proposta triennale tra le mani, con uno stipendio da 8-9 milioni l’anno. Il progetto Juve sicuramente lo stuzzica, ma la base che ha permesso di approfondire l’argomento negli ultimi 40 giorni è stato il blitz bianconero tra le prime quattro in classifica.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il futuro di Bernardo Silva

Senza Champions League, però, tutto finisce nel tritacarne: Bernardo Silva, 32 anni ad agosto, vuole essere ancora competitivo nella massima competizione europea. Può riuscirci al Barcellona. A Torino, poi, uno stipendio di questa portata senza gli introiti Uefa diventa un salasso da sopportare. Bernardo Silva alla Juve, dunque, si allontana. Inutile l’illusione che il fuoriclasse del Manchester City possa improvvisamente ridimensionare ambizioni e richieste economiche. Il Barça può prendere il sopravvento già nei prossimi dieci giorni, anche perché il classe ‘94 fugherà ogni dubbio sul futuro prima di partire per i Mondiali col Portogallo.

 

 

Vlahovic, Alisson e le strategie Juve: tra uscite e nuovi obiettivi

Non è solo Bernardo Silva, però, il nodo da sciogliere. Perché nelle manovre sul futuro rientra pure Dusan Vlahovic. Giorgio Chiellini, prima del fischio d’inizio a Dazn, si era espresso in un certo modo sul serbo: «È un giocatore diverso dagli altri e in Italia ha fatto sempre bene. La speranza concreta è che non sia l’ultima sua partita allo Stadium, ma vedremo nelle prossime settimane, ora dobbiamo pensare ad arrivare nelle prime quattro». Anche per DV9, del resto, la Champions League consentiva un piccola uscita dai binari del budget. Così no. Riprendere i discorsi con papà Milos sarà necessario, ma adesso la prospettiva che il giocatore scelga altri lidi assume maggior concretezza.

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Chi verrebbe pure a piedi...

Occhio pure ad Alisson: la Juve ha già trovato un’intesa col portiere brasiliano. Ma non col Liverpool, col quale servirà un dialogo per favorire l’uscita del numero uno sbocciato in Italia tra i pali della Roma. Di sicuro alla Continassa, senza Champions League, non ci sono dubbi sulla direzione di questo affare: all’aeroporto di Caselle può atterrare solo con un esborso minimo per il cartellino. Spalletti e la Juve, in ogni caso, a marzo avevano messo in preventivo anche un mercato senza i 75-80 milioni della massima competizione europea. Prevedeva idee illuminate su elementi futuribili e pochi innesti mirati sull’usato sicuro. Tra questi c’è Randal Kolo Muani, che a Torino verrebbe pure a piedi, anche con l’Europa League. Resterà il francese l’obiettivo per l’attacco, a prescindere dalla posizione di classifica finale della Juve.

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TORINO - Le ripercussioni del crollo della Juve, in una fase in cui la società stava già mettendo le basi per costruire un mercato estivo di alto livello, saranno notevoli. Intanto perché il sempre più probabile mancato approdo in Champions League - difficile da pronosticare prima della sfida con la Fiorentina - priva il club di risorse economiche essenziali per pagare cartellini e stipendi di un certo tipo. In più, ovviamente, c’è anche un discorso rinnovi che oggi rischia di rappresentare un peso sui prossimi affondi: le trattative andate a buon fine per Kenan Yildiz, Weston McKennie e Manuel Locatelli hanno irrobustito il monte ingaggi, che può far andare il motore fuori giri con l’Europa League.

 

 

Bernardo Silva e i big: senza Champions cambiano gli scenari

Già, l’Europa League. Non è detto che i veterani a parametro zero con cui la Juve stava parlando fino a pochi giorni fa rinuncino al prestigio bianconero soltanto per questa ragione: basti pensare al matrimonio Milan-Modric di un anno fa, sottoscritto anche senza Europa. Ma alcuni nomi pesanti che Comolli stava trattando potrebbero tramontare subito. Uno su tutti: Bernardo Silva. Ha una proposta triennale tra le mani, con uno stipendio da 8-9 milioni l’anno. Il progetto Juve sicuramente lo stuzzica, ma la base che ha permesso di approfondire l’argomento negli ultimi 40 giorni è stato il blitz bianconero tra le prime quattro in classifica.

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